Cessate il fuoco tra Israele e Gaza

adminSito  giovedì 25 ottobre 2012 09:58

 Intermediazione egiziana: Israele e gruppi armati giungono ad una tregua dopo giorni di bombardamenti. Tel Aviv chiude Erez per “ragioni di sicurezza”.

di Emma Mancini

Roma, 25 ottobre 2012, Nena News – Questa mattina, dopo l’intermediazione egiziana, Israele e i gruppi armati di resistenza della Striscia di Gaza hanno stretto un accordo di cessate il fuoco. A rivelarlo è stata questa mattina una fonte palestinese, rimasta anonima: “L’Egitto ha negoziato una tregua tra Israele e palestinesi armati”.

La tregua arriva dopo giorni di bombardamenti che hanno colpito la Striscia (che secondo Hamas è la reazione stizzita alla visita dell’emiro del Qatar) e la conseguente risposta dei gruppi armati palestinesi che hanno lanciato circa 70 missili in territorio israeliano. Un cessate il fuoco che ricalca quello siriano, conquistato dall’inviato speciale dell’Onu Brahimi per la festività musulmana dell’Eid. Il presidente egiziano Morsi, nel suo discorso di ieri, ha detto che non accetterà “nessun assalto o blocco contro il popolo palestinese” e che l’Egitto “fornirà alla Palestina tutti i beni necessari” nella lotta contro l’occupazione. Specificando: “Il sangue dei palestinesi è il nostro sangue. Tuttavia, sostenere la Palestina non significa che dichiareremo guerra a qualcuno”.

Da ieri sera non si registrano altri bombardamenti né lanci di missile. Fonti israeliane hanno detto che il governo di Tel Aviv ha ricevuto da Hamas la richiesta di cessate il fuoco.

L’escalation di violenza era ripresa martedì: quattro i palestinesi – tre combattenti e un civile – rimasti vittima di raid aerei israeliani, almeno sette i feriti. Da parte loro il braccio armato del Fronte per la Liberazione della Palestina ha lanciato razzi artigianali verso il territorio meridionale di Israele, ferendo tre lavoratori thailandesi.

Israele ha risposto uccidendo in un raid dell’aviazione militare due militanti di Hamas, dell’ala Ezzedine al-Qassam, per poi proseguire mercoledì mattina con un nuovo bombardamento che ha ucciso altri due militanti.

“Hamas riceverà la punizione che merita – ha minacciato ieri il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak – Se non si calmeranno, l’esercito agirà”. Sulla stessa linea il premier Netanyahu che ha invocato una reazione più intensa da parte israeliana nel caso di ulteriori lanci di razzi: “In ogni caso, proseguiremo con le operazioni di prevenzione. Chiunque intenda attaccare cittadini israeliani deve sapere che ne pagherà le conseguenze”.

Una dichiarazione di intenti che a molti ricorda i giorni precedenti l’Operazione Piombo Fuso (dicembre 2008-gennaio 2009), quando Israele chiuse i valichi impedendo il movimento da e per la Striscia. Ieri, infatti, le autorità israeliane hanno imposto la chiusura delle due frontiere di Kerem Shalom e Erez, in entrambe le direzioni. Secondo fonti israeliane, la chiusura è stata dovuta a “ragioni di sicurezza”, senza specificare quando i valichi saranno riaperti. Erez è utilizzato da stranieri e dai pochissimi palestinesi con un permesso di uscita da Gaza; Kerem Shalom per il passaggio di beni e prodotti di consumo.

Immediata la reazione nella Striscia alle parole di Barak e Netanyahu: il capo delle brigate al-Nasser Salah al-Din, ala militare dei Comitati di Resistenza Popolare, ha fatto sapere che il gruppo si unità alle brigate di Hamas per operazioni congiunte: “L’unità della resistenza colpisce il nemico – ha detto Abu Suhaib – L’occupazione israeliana ha tentato di rompere questa unità e ha assassinato numerosi leader”. Nena News

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=38818&typeb=0&Cessate-il-fuoco-tra-Israele-e-Gaza

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