Che cosa esattamente vorrebbe fare Israele con la sua popolazione palestinese?

REDAZIONE 14 DICEMBRE 2012

Di William Pfaff

13 dicembre 2012

Che cosa è esattamente che  intende fare Israele  con i palestinesi che sono ora nei territori che ha appena aperto ai coloni ebrei perché vi costruiscano le loro case, estendendo perciò la sua politica di occupazione  e annettendosi quelle che legalmente sono terre palestinesi?

Il voto a stragrande maggioranza della settimana scorsa dell’Assemblea Generale dell’ONU per garantire alla Palestina lo status di stato osservatore non membro, è stato seguito dalla ‘punizione’ di Israele ai Palestinesi che blocca le entrate fiscali per circa 100 milioni di dollari che ha riscosso e che deve all’Autorità Palestinese e che ha autorizzato la costruzione di 3.000 nuove abitazioni illegali  per i coloni israeliano nelle zone disputate di Gerusalemme, rendendo impossibile che questo territorio diventi, come prima ipotizzato, e come rivendicato dai palestinesi, parte di un futuro stato palestinese. Se Israele fa come attualmente le pare, non ci sarà nessuno stato palestinese.

La brutalità di questa ritorsione ha scioccato coloro che nella comunità internazionale si attendevano una reazione, ma non una così sprezzante nei confronti dell’Autorità Palestinese, e un   rimprovero così insolente a Barack Obama e al governo americano, che ore prima aveva appoggiato Israele per il voto dell’Assemblea.

La reazione europea è stata straordinariamente severa, con dure critiche dai governi, ambasciatori convocati per spiegazioni e una conferenza fissata il lunedì seguente al voto, tra Francia e Gran Bretagna, e forse altri governi europei, per discutere ulteriori azioni comuni contro Israele.

Presumibilmente il governo di Israele è stato sorpreso dalle astensioni della Gran Bretagna e della Germania dal voto (la Gran Bretagna in passato è stata una seguace compiacente  di qualsiasi linea di guida americana   e ci si aspetta sempre che la Germania voti con Israele), e anche dal numero di tutti  gli altri voti degli altri principali governi europei contro Israele. Globalmente, soltanto tre importanti nazioni oltre a Israele stesso, hanno votato contro i palestinesi: gli Stati Uniti, il Canada e la Repubblica ceca. (Inoltre, c’erano delle minuscole isole del Pacifico che sono territorio dipendente dell’America).

Mentre il Congresso americano si stringeva a fianco di Israele, è difficile dire che cosa pensasse il popolo Americano nel suo insieme, data l’idea piuttosto confusa che ha la maggior parte degli Americani del conflitto arabo-israeliano, e l’ignoranza popolare degli affari internazionali in generale.

La maggior parte degli Americani ha accettato lo sfruttamento da parte di Israele e dei suoi sostenitori americani di molto materiale e di aiuti militari, e perfino di un più vasto appoggio politico, messo a disposizione di Israele dalle amministrazioni Repubblicane e Democratica allo stesso modo, e anche le tristemente note intimidazioni e ricatti usati dai funzionari americani eletti, riguardanti il problema palestinese (è un argomento comune del panorama politico a Washington e a New York, ma non è molto conosciuto in tutto il paese). Un notevole numero di osservatori politici americani (e israeliani!) temono che questa ignoranza/indifferenza potrebbe in fine portare a una reazione  contro Israele e i suoi “facilitatori” Americani. Non è probabile che accada presto, ma se arrivasse sarebbe molto forte.

Per tornare alla domanda originaria, che pochi sembrano disposti a porsi: Quando Israele vincerà la sua campagna per creare un unico stato  ebraico incontrastato su tutta la terra che gli ha dato  l’ONU nel 1948, per fare delle patrie parallele ebraica e araba,  (un piano che gli Arabi hanno combattuto e perso), che cosa accadrà al popolo palestinese rimasto nel paese?

Non ce ne saranno tanti quanti ce ne sono attualmente, se persisteranno nei loro sporadici e infruttuosi impeti di opposizione, di vendetta o di ritorsione, dato che è Israele che, come le potenze imperialiste del passato,  ha “la mitragliatrice Maxim, e loro non ce l’hanno” e che prende ora la forma di F16, di bombe a grappolo e di armi nucleari, in caso di necessità. Tuttavia, il tasso di natalità palestinese è molto più alto del tasso totale della popolazione ebraica di Israele.

Che cosa intendono fare  con i palestinesi il Primo ministro Netanyahu e i suoi colleghi? Attualmente, questi ultimi sono confinati in recinti circondati da mura o da barricate su quella che considerano essere la loro terra, ma tutto lo scopo della politica nazionale di Israele è di sottrargli quella terra.

Inoltre, rimasti senza terra in condizioni che peggiorano sempre di più, e in una Grande Israele*, i palestinesi diventerebbero vittime della segregazione e defraudati della speranza. Sarebbe un terribile disagio e una vergogna internazionale e anche una contraddizione etnica, in quanto i patrioti israeliani si aspetterebbero di essere considerati come uno stato tutto ebraico trionfante, la Israele dei Profeti.

Che cosa possono fare con i palestinesi? Costringerli tutti ad andare i Giordania, Egitto, Libano o Siria (quelle che ne è rimasto), quando nessuno di questi paesi li vuole? In ogni caso, lo spettacolo di Israele che costringe quello che resta di milioni di palestinesi -madri che singhiozzano, bambini che trascinano le loro misere cose, uomini che scrollano le spalle – al di là dei confini in terre straniere,  sotto la minaccia delle armi o usando bulldozer e carri armati, vorrebbe dire  fare misere pubbliche relazioni (possiamo dire così).

Forse gli Stati Uniti,  terra di immigranti, vorrebbe fare entrare i palestinesi? Si deve chiedere a Obama o ai capi del Congresso.  Penserei, comunque, che la risposta sarebbe negativa. L’Europa già ha più immigranti islamici di quanto possa trovare sopportabile. Forse però Israele potrebbe costringerli a salire su  navi  per andare in Germania, il che in passato ha dato inizio a tutto questo?

E’ una domanda molto seria – che cosa pensa Netanyahu di fare con i Palestinesi?

C’è una soluzione impensabile. La migliore sarebbe, proprio adesso, che Israele accettasse  la soluzione dei due stati.

*it.wikipedia.org/wiki/Grande_Israele

Visitate il sito web di William Pfaff’s per saperne di più sul suo libro più recente, “The Irony of Manifest Destiny: The Tragedy of America’s Foreign Policy” [L’ronia del destino ovvio:la tragedia della politica estera americana],(Walker & Co., $25):  http://www.williampfaff.com.

Da: Z Net – Lo  spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/ what-exactly-would-israel-like-to-do-with-its-palestinian-population-by-william-pfaff

Originale: Chicago Tribune

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons – CC  BY  NC-SA  3.0

 

http://znetitaly.altervista.org/art/8983

Contrassegnato con i tag:

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam