Chi demolisce una scuola demolisce il futuro

Abu Hindi, 13 ottobre 2011

L’appello è, a questo punto, disperato: gli ordini di demolizione stanno moltiplicandosi ovunque. Con il Team di Tutti a raccolta siamo stati ieri a raccogliere un invito convinto e forte che sotto la scuola di canne, minacciata dall’esercito, vuole arrivare fino a voi in Italia: “Aiutateci! Alzate con noi il nostro grido, vogliamo vivere!” E le donne allargano le braccia e ripetono: “Domani, potrebbe essere domani”…
Ma le ruspe sono già intervenute a Al Walaje: lunedì mattina i bulldozer dell’esercito sono penetrati nel campo di ulivi e hanno distrutto una struttura di metallo contenente una pompa per l’irrigazione e gli attrezzi per coltivare la terra.
“Sulla struttura pesava già un’ordine di demolizione perchè considerata abusiva – ha spiegato all’AIC Fadi Kattan dell’associazione italiana Amal – ma è un’ordine illegale: la struttura è di metallo, non di cemento, non necessita di alcun permesso di costruzione. Ricostruiremo la struttura e ricompreremo gli attrezzi, non ci fermano e non fermano i bambini impegnati nel progetto. La cosa peggiore che i soldati hanno fatto lunedì mattina è stato spargere il sale sul terreno per distruggere le coltivazioni.
La terra, situata vicino all’imponente insediamento illegale di Har Gilo e al Muro di Separazione, è dal 2010 l’orgoglio di tanti bambini palestinesi che hanno trovato nella coltivazione della terra uno strumento di crescita e di resistenza contro l’occupazione.

ALLORA VI CHIEDIAMO ANCORA UN GESTO DI RIPROVAZIONE, DENUNCIA E SOSTEGNO alle popolazioni minacciate dagli ordini di demolizione. In particolare è VENTO DI TERRA che ha lanciato l’appello che trovate e facilmente sostenete
www.ventoditerra.org

…contro le demolizioni si mobilitano anche
Accademici e Ricercatori italiani

Un appello per salvare la Scuola Beduina di Khan al Amar

Al Ministro della Difesa Israeliano, Ehud Barak
Al Ministro degli Affari Esteri Italiano, Franco Frattini
e per conoscenza
all’Ambasciatore Italiano a Tel Aviv, Luigi Mattiolo
al Console Italiano a Gerusalemme, Luciano Pezzotti
al Coordinatore OCHA nei Territori Palestinesi, Maxwell Gaylard

Egregi Signori,
Siamo informati che il Governo Israeliano, sotto pressione dei coloni che si sono insediati abusivamente
(violando risoluzioni delle Nazioni Unite) nei Territori Palestinesi Occupati, potrebbe distruggere la scuola di Khan al Amar nella periferia di Gerusalemme, costruita ed attivata dalla ONG italiana Vento di Terra ed unico istituto disponibile per i bambini delle Comunità Beduine della zona. Consideriamo che la soppressione della scuola sia un grave delitto contro il fondamentale diritto umano dei Beduini all’istruzione. Denunciamo come la distruzione della scuola rappresenti simbolicamente e fisicamente il tentativo di rendere impossibile lo sviluppo delle comunità palestinesi. Siamo altresì indignati dai piani israeliani per l’espulsione dei palestinesi dalle Aree “C” che Israele intende annettere, mentre la giurisdizione su tali aree andrebbe trasferita all’Autorità Palestinese in base agli accordi bilaterali e al diritto internazionale. Secondo l’ultimo rapporto dell’OCHA, nei primi sei mesi del 2011 l’esercito dello israeliano ha raso al suolo 342 abitazioni di proprietà palestinese, obbligando 656 persone, di cui più della metà bambini, ad abbandonare le proprie case. Il dato è cinque volte più alto di quello raggiunto nei primi sei mesi del 2010.
Chiediamo quindi al Governo Israeliano di garantire la sicurezza della Scuola di Khan al Amar e la sua libertà di funzionamento, nonchè la salvaguardia dalle demolizioni delle case beduine circostanti e l’interruzione delle “ricollocazioni” dei Palestinesi fuori dalle Aree “C”.
Al Governo Italiano e alle nostre rappresentanze diplomatiche a Tel Aviv e Gerusalemme chiediamo di intervenire presso Israele e nelle pertinenti istanze internazionali perché sia tutelato il diritto ad insegnamento ed istruzione ai Beduini ed agli altri Palestinesi in Cisgiordania, Gaza e Israele, senza ostacoli alle loro libertà fondamentali, nella loro terra.

Accademici e ricercatori della Campagna per il Diritto allo Studio e la Libertà Accademica in Palestina
http://dirittostudiopalestina.wordpress.com

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