‘Ci deve essere un’altra strada’: 19enne israeliana incarcerata per avere rifiutato il servizio militare

sabato 12 agosto 2017

 

‘Io non credo nella costruzione dei muri, ma nella costruzione dei ponti’, dice la pacifista Noa Gur Golan, in un raro caso di rifiuto della leva dell’ IDF.

Di Bethan McKernan
Beirut, 11 agosto 2017

“Quando ero piccola, ,sognavo di diventare un pilota di guerra dell’IDF”, dice la 19enne Noa Gur Golan.

Ora, comunque, l’adolescente si trova nella Prigione Militare 396 vicino ad Haifa. È stata etichettata come una traditrice e una codarda. Non è chiaro quando sarà rilasciata – è in detenzione per avere rifiutato di fare il suo servizio militare con la Forza di Difesa di Israele ( IDF).

A Noa non è permesso ricevere chiamate internazionali. Ma nelle sue risposte alle domande di The Independent, riferite tramite sua madre Iris e sua zia Michal, che sono anche state intervistate per questa storia esclusiva, la giovane donna fornisce uno sguardo straordinariamente raro in ciò che accade ai giovani in Israele che preferiscono affrontare un periodo in prigione piuttosto che compromettere la loro opposizione alla politica israeliana.

Tutte e tre le donne sono d’accordo nel sostenere che Noa ama il suo paese ed è felice di servirlo. Ma dal momento in cui è iniziato il processo di costrizione quando aveva 17 anni, Noa è giunta alla conclusione che non poteva condonare “la violenza e la morte ” conseguenti al far parte di un’organizzazione militare.

“Se la guerra fosse la risposta, stiamo facendo la domanda sbagliata”, si legge in una cartolina confusa tra fotografie della famiglia e degli amici su una lavagna a spilli nella sua stanza da letto.

È altamente inusuale per gli israeliani rifiutare di fare il loro compulsivo servizio militare per motivi non religiosi. Iris dice che la decisione di Noa è stata “un forte shock ” – nessuno nella famiglia o a qualcun altro che Noa conosceva l’aveva mai fatto prima.

I suoi fratelli più grandi, uno di 29 anni e l’altro di 24 – l’ultimo ha terminato la sua coscrizione 18 mesi fa – non sostengono la decisione di Noa, ma pensano che sia ancora ingenua, dice Iris.

Tutti i cittadini israeliani ebrei, drusi e circassi sopra i 18 anni si aspettano di essere chiamati al dovere nell’IDF; la popolazione araba israeliana del 20 per cento è esentata. Gli uomini servono per due anni e otto mesi, e le donne per due anni.

In pratica, solo circa il 75 per cento dei potenziali coscritti finiscono nella lista. La maggior parte che evade il servizio lo fa perché sono ortodossi, e le donne ortodosse sono l’unico più grande gruppo di persone cui è consentito di completare un servizio civile, invece di quello militare.

Non ci sono statistiche pubblicamente disponibili, ma la rete di supporto di Noa sta attualmente riferendo che crede che solo 10 donne hanno rifiutato di servire per motivi non religiosi negli ultimi due anni.

Una manciata di persone ogni anno provano a non prestare servizio militare dimostrando che sono pacifisti – ma dopo due udienze ad oggi, questa è una posizione che Noa sta trovando sia difficile per convincere le autorità.

Alcune organizzazioni legali pro-bono che aiutano a difendere gli obiettori di coscienza riferiscono che agli imputati vengono fatte domande del tipo : ” Uccideresti qualcuno che colpisce un tuo familiare? “, cui ogni altra risposta tranne che “no” è usata come prova di una prospettiva non pacifista.

L’IDF non ha ancora risposto alla richiesta dell’Independent di un commento.

“È raro per gli adolescenti rifiutare la leva e si trova solo nei circoli dell’estrema sinistra”, dice Yehuda Shaul, il fondatore del gruppo di veterani anti-occupazione Breaking the Silence.

“Queste persone pagano un prezzo personale molto alto per le loro decisioni e di solito trascorrono da tre mesi ad un anno e mezzo in prigione”.

Iris dice che è difficile capire il ruolo che l’IDF gioca nel paese se non si è israeliani.

“Cresciamo con l’IDF, è parte dell’educazione che riceviamo in Israele. Ci mantiene al sicuro e il servizio è una parte della fabbricazione delle nostre vite”, dice.

Noa stessa, in una lettera aperta scritta prima che rifiutasse la leva il mese scorso, dice che sperimentare la Guerra di Gaza nel 2014 da adulta che lavora con i bambini le ha aperto gli occhi sul “genere di atmosfera con cui i bambini di questo paese crescono. Un’atmosfera piena di odio e di paura. Crescono in una realtà dove la violenza è la norma”.

Come risultato della sua scelta, è in detenzione per un totale di 31 giorni dal 12 luglio – rilasciata brevemente tra le udienze della commissione militare prima di essere rinchiusa di nuovo nella Prigione 396, dove divide una stanza con altre nove donne e può vedere la sua famiglia solo una volta ogni due settimane.

Mentre è dentro, Iris dice, Noa parla con le altre detenute di quello che sta facendo, e perché.

“È benvoluta, penso. Mi ha mostrato una lettera di una delle donne che da allora è uscita le ha mandato, e dice che la rispetta, anche se non è d’accordo con l’opinione di Noa”, dice Iris. “Imparano l’una dall’altra”.

Noa, da parte sua, dice che “non guardo lontano dalla complicata realtà in cui viviamo – gli attacchi terroristici e le guerre” e “non biasimo un soldato o una qualsiasi persona che vede la vita diversamente da me”.

I suoi punti di vista, comunque, sono cambiati da quando è andata in Italia per completare l’ultimo dei suoi due anni di scuola all’United World College of the Adriatic, un college di sei indirizzi che fa parte di un network di 17 istituzioni scolastiche nel mondo che mettono insieme studenti di diverse nazionalità per “fare dell’educazione una forza che unisce i popoli, le nazioni e le culture per la pace e un futuro sostenibile”.

Noa ed una ragazza palestinese di Hebron erano le percettrici delle due borse di studio disponibili per Israele e i Territori per frequentare il college a Duino nel 2014.

“Ho avuto il privilegio di incontrare amici dai Territori palestinesi, dalla Giordania e da altri paesi. Ho cominciato a conoscere le persone, le loro storie personali e non le percezioni in cui eravamo cresciuti”, dice Noa.

“L’amore che sento verso i miei amici della mia città Netanya è identico all’amore che sento verso i miei amici di Hebron. Con questo in mente, ho realizzato che non ero d’accordo a prendere parte nell’oppressione di un’altra nazione, che non credo nella costruzione di muri, ma nella costruzione di ponti “.

Per Iris, la decisione di Noa è stata molto dura. Il suo servizio militare è stato 30 anni fa, e l’idea del rifiutare quando era giovane era “impensabile “.

” Sono crollata quando l’ho vista là per la prima volta “, Iris dice del carcere militare. “È sola e spaventata. Ma crede che quello che sta facendo abbia un significato.

” Noa potrebbe mentire per evitare il servizio militare, potrebbe affermare che non sta bene o è religiosa, ma non lo fa, ne ha fatto un punto di principio. E per questo sono molto orgogliosa di lei”.

“Vedo il mio rifiuto come un passo attivo di mostrare un’alternativa alla violenta realtà in cui ci hanno fatto vivere”, conclude la lettera aperta di Noa.

“Per amore della vera sicurezza, credo che ci deve essere un’altra strada”.

Israeli teenager jailed for refusing military service speaks out

“When I was little, I dreamt of being an IDF war pilot,” says 19-year-old Noa Gur Golan. Now, however, the teenager is sitting in Military Prison 396 near Haifa.…

INDEPENDENT.CO.UK

Tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

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