Cinema

2 MARZO 2012

Posted by operationdove under: Uncategorized .

[Dalla sala: “Gli spettatori prendano posto. La proiezione sta per iniziare.”]

(Narratore)

Esiste, o meglio, vorrebbe esistere, in quella parte di mondo che chi ritiene che il centro di tutto sia l’Europa chiama Medio Oriente, un paese in cui un non popolo senza terra combatte la sua quotidiana crociata per affermare il proprio diritto ad esistere. Dovete sapere che questo è un luogo in cui gli uomini delle tende e delle grotte portano le loro pecore al pascolo in territori che, stando a quanto vorrebbe qualcuno, non appartengono a loro. Ed è appunto in uno di questi angoli di zolle di terra e rovi e sassi che A. , il nostro protagonista, ovvero uno dei tanti protagonisti dimenticati di questa terra dimenticata, decide di portare, una domenica mattina, il suo gregge al pascolo.  L’altro personaggio è il responsabile della sicurezza di un vicino insediamento illegale, un grosso uomo col fucile il cui divertimento giornaliero è dare la caccia ai pastori, attività resa possibile grazie al prezioso contributo dei suoi amici, i soldati; per facilitare le cose, il grosso uomo col fucile lo chiameremo “lo Sceriffo”. Sullo schermo compaiono inoltre le Colombe, amiche dei pastori, che vengono da lontano, ed i Taayiush, sempre amici dei pastori, che però vengono da più vicino. Questi i personaggi principali. La colonna sonora è scandita da belati di pecore, fischi, grida. E….

[CIAK, SI GIRA!]

E’ il 26 febbraio, ed A. è fuori con il suo gregge; oggi A. si è spinto un pò più lontano del solito, diciamo esattamente di fronte all’insediamento illegale, ma pur sempre sul suo territorio. La mattinata sembra tranquilla, quando ad un tratto si materializzano alcuni soldati che si dirigono verso A. in compagnia dello Sceriffo, ma non lo raggiungono, perchè gli amici del nostro protagonista dimenticato li convincono a fare marcia indietro.

[Dalla sala: “Ma che diavolo è questa scena? Dov’è l’azione? Avanti, voglio un pò d’azione, altrimenti rivoglio immediatamente i soldi del biglietto! Ma tu guarda un pò…”]

[CIAK 2. AZIONE.]

Dopo poco tempo lo Sceriffo ritorna, e percheggia l’auto e sè stesso sul bordo della strada vicina alle zolle di terra e ai rovi e ai sassi, dove A. sta ancora con le sue pecore, e non ha la benchè minima intenzione di spostarsi. In breve ritornano anche i soldati, col fucile spianato, e stavolta riescono a raggiungerlo. Gli amici che vengono da lontano si mettono in mezzo, interrogano i soldati su cosa possa mai aver fatto A. di così grave, e questi rispondono candidamente che è stato lo Sceriffo a dare loro ordine di detenere A., senz’altro pericoloso per la sicurezza dell’insediamento illegale.
Un terrorista, forse, no aspetta, meglio ancora, un kamikaze. Sì, dev’essere per forza un kamikaze; probabilmente ha imbottito le pecore di tritolo e sta per farle esplodere…

[Dalla sala: “Bene così! E poi? E poi? Le fa esplodere?]

A. viene tenuto in scacco dai soldati per 40 minuti buoni ( quanto basta per far fuggire le pecore kamikaze), dicono che vogliono vedere un suo documento che, però, A. non ha con sè. La loro intenzione è quella di arrestarlo. Nel frattempo i suoi amici riprendono la scena con le telecamere, discutono con i militari, chiamano avvocati che chiamano le autorità per vedere di sbrigare la faccenda il più alla svelta possibile. Uno di questi amici di A. , è il sottoscritto.

[La telecamera zooma sul sottoscritto]

Mi tengo un pò a distanza, a riprendere la scena. Vedo A. comportarsi come se tutto questo non stesse succedendo a lui, gironzola, sale su una roccia, lancia qualche fischio vano alle sue pecore lontane. Poi si gira verso di me, mi vede serio in volto, e preoccupato. Mi viene vicino, allarga le braccia; dice con un sorriso:

“E’ cinema! Tutto questo, è solo cinema!”

[Dalla sala: “E no è! Questo è davvero troppo! Non si può far crollare tutto così! Lo spettacolo deve continuare!”]

E invece, no. Lo spettacolo deve finire. Questa sordida kermesse di quotidiani soprusi, umiliazioni, arresti, violenze. Questo gioco idiota del gatto e del topo. E queste sciocchezze sulle religioni, questi diritti millenari inventati, tutte questi effetti speciali, devono essere rivelati per quello che in realtà sono.

“E’ cinema, è solo cinema!”

Sullo schermo un film d’azione con una trama di serie B, con il finale spesso scontato, intuibile fin dal principio, ma con scene davvero d’effetto; e state pur certi, che un brivido lungo la schiena è garantito. E’ uno strano film d’azione, che talvolta pare diventare un teatrino per le marionette, manovrate dalle abili sordide mani dello Sceriffo di turno. Ed il film va avanti, ed avanti, finchè il protagonista dimenticato ferma tutto, telecamere regista attori scenografi, sfoggia un sorriso che spiazza tutti, allarga le braccia verso il pubblico, e sembra invitare i gentili spettatori paganti ad andarsene dalla sala, e tante grazie a tutti. Adesso, deve pascolare le sue pecore. Perchè il protagonista dimenticato sa meglio di chiunque altro che qualcuno, dietro alla macchina da presa, dirige e dice cosa dire fare pensare agli attori sulla scena, e sa che ci sono spettatori che pagano per questo, ma adesso, davvero, scusate, adesso basta. Perchè A. ha scoperto il trucco: tutto questo, non è nient’altro che un film, e lui ne è al disopra, perche lui, sì, lui ha stracciato il velo di Maya su cui viene proiettata la pellicola. E sa bene che è una finzione così reale da far sanguinare, è un eterno subdolo gioco senza vincitore.
Ed è in questa permanenza equilibrista, nella cocciutaggine di chi afferma il proprio diritto ad esistere, con pazienza tenacia fede senza fine, che inizia la resistenza quotidiana.
E’ questa voglia di redenzione che ha permesso al nostro protagonista dimenticato, finalmente, di distruggere il muro.

La pellicola termina con una ripresa a tutto campo su A. che viene finalmente rilasciato e che, dopo aver recuperato le sue pecore, si avvia verso casa con gli amici che vengono da lontano, in groppa all’asino, lasciando i militari e lo Sceriffo alle spalle.
Stavolta, il finale non era affatto scontato, e vi assicuro che tutti sono saltati sulle poltrone.

[Dalla sala: “La proiezione è terminata. Se i gentili spettatori vogliono accomodarsi, una nuova pellicola sta per essere proiettata in sala C.”]

http://tuwaniresiste.operazionecolomba.it/?p=1109

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