CISGIORDANIA. Israele approva una nuova colonia nel cuore di Hebron

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Via libera del ministero della Difesa israeliano a un insediamento al posto dello storico mercato chiuso e svuotato dopo la divisione della città palestinese in due aree. Il numero dei coloni potrebbe raddoppiare. L’annuncio a due settimane dalla “legalizzazione” Usa delle colonie

Coloni e soldati israeliani a Shuhada Street, Hebron (Foto: Chiara Cruciati/Nena News)

tratto da: Nena-News

della redazione. Roma, 2 dicembre 2019, Nena News – Non sono trascorse nemmeno due settimane dalla dichiarazione del segretario di Stato Usa Mike Pompeo, che cancellando decenni di risoluzioni Onu ha definito “legali” le colonie israeliane nei Territori Occupati Palestinesi, e Israele già passa all’incasso.

Il ministro della Difesa israeliano, Naftali Bennett, leader del partito “Casa ebraica”, espressione del movimento dei coloni, ha approvato il piano per la costruzione di un nuovo insediamento nel cuore della città palestinese di Hebron. Secondo i media locali, il ministro ieri ha dato ordine di “notificare al comune di Hebron la pianificazione di un nuovo quartiere ebraico nel complesso del mercato” che “raddoppierà il numero di coloni” in città. Circa 800 – protetti da migliaia di soldati israeliani – su un totale di 700mila presenti nei Territori Occupati.

La città, l’unica della Cisgiordania ad avere al suo interno delle colonie israeliane, è stata oggetto dal 1997 di un’occupazione particolarmente brutale, a seguito del massacro compiuto tre anni prima dal colono Baruch Goldstein, che uccise 29 palestinesi in preghiera nella Moschea di Abramo: divisa in due aree, H1 sotto il controllo amministrativo e militare palestinese e H2 sotto il totale controllo israeliano, Hebron ha visto crescere nel tempo la presenza dei coloni e dei soldati posti a loro difesa, con conseguenti e costanti chiusure, blocchi, checkpoint interni che hanno reso impossibile la vita nella Città Vecchia.

Cuore politico, culturale, economico di Hebron, la Città Vecchia è oggi una zona fantasma. In particolare Shuhada Street, la Via dei Martiri, un tempo sede della gran parte delle attività commerciali della comunità e oggi chiusa al traffico palestinese. E’ qui che si trovava il mercato, insieme alla stazione dei bus, ormai inutilizzati a causa della chiusura di migliaia di negozi.

Al loro posto sono sorte colonie nei palazzi occupati, con il chiaro obiettivo di dare continuità al progetto coloniale, collegando gli insediamenti fuori da Hebron con quelli all’interno e spezzando in due la città palestinese.

Immediata la reazione palestinese. Il sindaco di Hebron Taysir Abu Sneineh ha definito “pericolosa” la decisione del ministero israeliano perché foriera di un’escalation di tensione che si allargherebbe all’intera regione. Alza la voce anche Saeb Erekat, segretario generale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, che ha accusato gli Stati Uniti di aver dato il via libera all’ennesima ondata di espansione coloniale israeliana: “La decisione di Israele di costruire un nuovo insediamento nella Hebron occupata – ha scritto Erekat su Twitter – è il primo tangibile risultato della decisione Usa di legittimizzare la colonizzazione. Non può essere presa fuori dal suo contesto di annessione: misure concrete, comprese sanzioni contro le colonie, sono una responsabilità internazionale”.

Per quella dichiarazione – seguita a due anni di violazioni del diritto internazionale, dal riconoscimento statunitense di Gerusalemme capitale di Israele a quella della sovranità israeliana sul Golan siriano occupato – la scorsa settimana migliaia di palestinesi avevano manifestato contro l’amministrazione Trump. Ma poco, o nulla, è successo fuori. Non in Europa dove i vari governi si sono limitati a critiche di facciata per lo status di Gerusalemme e a nessun commento sulle parole di Pompeo. Nena News

http://nena-news.it/cisgiordania-israele-approva-una-nuova-colonia-nel-cuore-di-hebron/

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