CISGIORDANIA PALESTINESE, NETANYAHU HA FRETTA DI PRENDERSELA TRUMP ORA HA PAURA

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tratto da: REMOCONTRO

rem rem  26 Giugno 2020

 

Cisgiordania occupata. L’Amministrazione Usa non ha ancora dato il suo via libera definitivo al piano di annessione di Israele per paura di un altro caos politico internazionale in una vigilia elettorale difficile per Trump. E il premier israeliano ora teme la possibile vittoria del Democratico Joe Biden alle presidenzali Usa

Annessione, Trump non decide Bibi morde il freno

Valle del Giordano. Nella foto un soldato israeliano punta l’arma contro un palestinese durante una manifestazione contro l’occupazione. Foto simbolo della situazione. Vigilia di annessione, aveva promesso Netanyahu. «Estensione della sovranità» promessa a luglio.

Ma ora l’ipocrisia lascia il posto a forti timori, almeno fra la destra israeliana. «Lo Stato ebraico procederà all’annessione del 30% della Cisgiordania palestinese sotto occupazione – gli insediamenti coloniali e la Valle del Giordano – oppure sceglierà una annessione «soft», limitata a tre principali blocchi di colonie (Gush Etzion, Ariel e Maale Adumim)»? Se lo chiede Michele Giorgio su NenaNews.

«In realtà Netanyahu ha le idee ben chiare. Ma deve fare i conti con un ostacolo serio».

‘Estensione di sovranità’ e rielezione di Trump

A creare preoccupazioni all’ultranazionalismo israeliano non sono gli ammonimenti sulla «violazione del diritto internazionale» che gli ha rivolto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres o l’opposizione dell’Unione europea e neppure delle minacce della Giordania. «Il premier sa che nessuna di queste parti farà un passo serio per fermarlo. E ignora le proteste di Abu Mazen e dell’Autorità nazionale palestinese, così come le minacce di guerra lanciate ieri da Hamas».

«Il suo vero problema sono le esitazioni di Washington. Donald Trump con il suo ‘Accordo del Secolo’ gli ha aperto la strada verso l’annessione e ora tarda a dargli il via libera chiaro e definitivo alla ‘estensione della sovranità’».

Confusione politica e paure elettorali

Confusione tra Casa Bianca e Dipartimento di Stato. Ieri Kellyanne Conway, consigliere di Trump, ha parlato di un annuncio imminente del presidente sull’annessione della Cisgiordania. Poi in serata un funzionario Usa ha informato la Reuters che le deliberazioni all’interno dell’Amministrazione si sono concluse senza una «decisione finale» sui tempi e le mappe dell’annessione. La decisione richiede ancora del tempo. Quindi niente annuncio di Trump, annota il Manifesto. Nei prossimi giorni l’arrivo in Israele di Avi Berkowitz, l’assistente di Trump per i negoziati internazionali, che continuerà i colloqui. Sembra che Jared Kushner, genero e inviato di Trump in Medio oriente, esponente di punta della fortissima comunità ebraica statunitense, tema che una annessione troppo ampia e rapida ucciderebbe la residua speranza di coinvolgere nel millantato ‘Accordo del Secolo’ anche i palestinesi.

La fretta di Bibi per paura di perdere Donald

«Netanyahu invece vorrebbe correre. L’annessione intende realizzarla entro la fine dell’estate, di sicuro prima delle presidenziali Usa che lo stretto alleato Trump, sondaggi alla mano, rischia di perdere», annota ancora Michele Giorgio. L’avversario di Trump, il Democratico Joe Biden, è un amico di Israele ma è contro le mosse unilaterali di Netanyahu. Per l’ultra destra israeliana segnali negativi vari dagli Usa. La vittoria dell’afroamericano Jamaal Bowman alle primarie democratiche a New York, ad esempio. Battuto Eliot Engel, potente presidente della commissione esteri della Camera che per 30 anni sempre difeso anche le più ‘audaci’ politiche israeliane. Bowman al contrario appoggia i diritti del popolo palestinese.

Il mondo cambia, alcuni no

Antico Biden ma nuovi rappresentanti democratici del Congresso. Tra loro donne divenute simbolo di lotta per i diritti negli Usa e all’estero come Alexandria Ocasio-Cortez, Ilhan Omar, Rashida Tlaib, Ayanna Pressley e Julia Salazar, che contestano l’appoggio incondizionato offerto per decenni a Israele dall’establishment tradizionale del loro stesso partito. Senza dimenticare il senatore Bernie Sanders, rivale principale di Joe Biden alle primarie e oppositore dichiarato delle politiche di Israele, che pesa nella base del partito Democratico.

Corte penale internazionale che gli Usa disconoscono ma c’è

«E nei prossimi giorni, proprio quando Netanyahu, potrebbe dare il via all’annessione, la Corte penale internazionale comunicherà la sua decisione sul possibile avvio di una procedura di indagine per crimini di guerra commessi da Israele (e da Hamas) nei territori palestinesi occupati, con una attenzione particolare su quanto è accaduto nel corso delle offensive militari contro Gaza».

 

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Cisgiordania palestinese, Netanyahu ha fretta di prendersela Trump ora ha paura

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