Claudia De Martino: UN ITALIANO GIUSTIZIATO A GAZA e i commenti dell’uomo medio israeliano

lunedì 18 aprile 2011  

Un Italiano è morto a Gaza.

Pur reputandomi di sinistra, io non credo all’attività dell`International Solidarity Movement: non credo ai loro boicottaggi della cultura (ultimo l`appello sull`AIDA a Masada) e dell`università israeliana, non credo alla loro demonizzazione degli israeliani e sopratutto non credo a questa tendenza pseudointegralista di matrice religiosa che fa dipendere tutti i problemi da un fattore solo, che spiega e riassume tutto, ovvero l`occupazione israeliana a Gaza. Credo invece già di più alla loro attività di testimonianza da Gaza, e che sia importante che lì continui a registrarsi una presenza straniera, capace di documentare quello che avviene in modo più lucido e trasparente di quello dei palestinesi stessi. Mi piacerebbe, però, che emergessero da queste testimonianze anche le contraddizioni di Hamas e, in generale, più eventi e tendenze interni alla Striscia. Sappiamo poco della costellazione di movimenti che la compongono, di quali principi e prospettive li animino. Credo anche alla loro opposizione alla distruzione delle case palestinesi, che rispondono solo a necessità militari israeliane, lasciando nella disperazione intere famiglie e accentuando la povertà e il degrado a GazaQuello che mi lascia più perplessa sono però i commenti dell`uomo medio israeliano, che allego con l`articolo in fondo, nei talkbacks.
Alcuni dicono “un terrorista morto con altri terroristi”, come se Vittorio Arrigoni avesse mai ucciso o alzato la sua mano su un singolo uomo, o avesse avuto intenzione a sua volta di farsi saltare su un autobus. Altri lo definiscono, con particolare asprezza, un “useful idiot” della causa palestinese, uno che ama le persone che dovrebbe detestare, e che gli si dovrebbe tributare ex post il “Darwin Award” per la stupidità. Altri ancora dicono che “chi dorme con i cani,  si ritrova con le pulci”, o che non sanno pensare a qualcuno che meritasse di più la sorte che gli è spettata. Tutto questo al fine di considerare i palestinesi di Gaza dei sub-umani, che non meritano alcuna forma di solidarietà, protezione o rispetto. (Non maggiore rispetto meritano i commenti di chi vorrebbe vedervi, con dietrologia, l`intervento del Mossad perché Arrigoni non piaceva agli israeliani).
Con incredulità, mi aggiro tra questo labirinto di parole di quella che dovrebbe essere l`opinione pubblica di una nazione democratica e colta come Israele, ma brutalizzata e degradata dalla guerra e da anni di declino della coscienza civica, nonché piagata da un sempre più forte isolazionismo culturale. Non mi sorprende allora che la gente di Gaza, che vive ammassata come topi dal 2006, e che non ha nessuna prospettiva immediata di miglioramento delle proprie condizioni di vita, non sia poi più illuminata e democratica dello stato libero o pseudolibero che le sta a fianco.
Provo sgomento e cordoglio per Arrigoni, che probabilmente avrei criticato aspramente in vita, ma che sicuramente era una persona generosa e inerme che si spendeva per una causa, giusta o sbagliata che fosse, senza fare del male a nessuno.

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4057173,00.htmlUN ITALIANO GIUSTIZIATO A GAZA

Pubblicato da arial a 11:37
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