Colonizzazione a Gerusalemme

28 Nov 2013

Ad agosto di quest’anno, due giorni prima del primo incontro tra i team di negoziatori di Israele e OLP, il Ministero dell’Interno ha finalizzato il piano di costruzione di 890 nuove unità abitative a Gilo. Si è trattato della fase finale del piano “Gilo-Southern Slopes”, che espanderà la colonia verso Beit Jala e il monastero di Cremisan. La proposta è uno dei più vasti progetti residenziali approvati a Gerusalemme negli ultimi anni ed è particolarmente problematico perché non si limita alla costruzione entro i confini municipali, ma si espande oltre. 

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Con una popolazione di 40mila persone, Gilo è stata fondata nel 1971 come parte dell’anello di colonie costruito interno a Gerusalemme dopo la guerra del 1967. Il piano “Gilo-Southern Slopes” è stato approvato nel dicembre 2012 e nel luglio 2013 il Comitato Distrettuale per la Costruzione ha approvato un piano revisionato. A novembre, il Ministero dell’Abitazione e l’Israel Land Authority hanno cominciato a pubblicizzare 700 unità abitative nuove a Gerusalemme: 387 a Ramat Shlomo e 311 a Gilo. Inoltre, le autorità hanno deciso la rimessa sul mercato di 250 unità a Gilo e 130 ad Har Homa. I partecipanti al bando di gara visiteranno l’area il 17 dicembre.

Ad agosto il ministro dell’Abitazione, Uri Ariel, e il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat, hanno preso parte ad una cerimonia per la posa della prima pietra di una nuova colonia israeliana a Jabal Mukkaber. Sarà costruita da Be’emuna, compagnia privata che si rivolge a gruppi religiosi. Il nuovo insediamento sarà costruito tra il quartiere di Jabal Mukkaber e la colonia di Harmon Hanatziv e prevedrà 63 nuovi palazzi. Le unità abitative sono già state messe in vendita cinque anni fa da un’agenzia immobiliare, tuttavia i permessi di costruzione sono giunti in ritardo per ragioni politiche.

Non si tratta della prima colonia a Jabal Mukkaber: vicino c’è Nof Zion, un grande insediamento residenziale circondato da un muro. Come successo per Nof Zion, la costruzione della nuova colonia è affidata ad una compagnia privata specializzata in immobili per gruppi religiosi.

Secondo Israel Zeira, proprietario di Be’emuna, solo le colonie possono ridurre gli alti costi delle case in Israele. In un editoriale pubblicato su “Market” – l’inserto di finanza di Ha’aretz – il 15 novembre, Zeira dice che le più grandi agenzie immobiliari israeliane investono nella costruzione coloniale e non credono che il negoziato con i palestinesi danneggerà i loro investimenti.

“Le agenzie immobiliari e i costruttori non commettono un suicidio – dice Zeira – Rami Levy ha investito oltre 20 milioni nella colonia di Ma’ale Adumim e Supersol non teme di entrare in quell’area. Anche compagnie di primo livello come Haim Zakan investono decine di milioni di shekel, perché credono nell’espansione di queste comunità. Ritengono che non si tratti di un capriccio politico”.

Sergio Yahni

Alternative Information Center

Inviato da aicitaliano il Gio, 28/11/2013 – 09:30

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/aic/colonizzazione-gerusalemme

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ARTICOLO ORIGINALE

http://www.alternativenews.org/english/index.php/regions/jerusalem/7465-construction-restarts-in-jerusalem

Construction restarts in Jerusalem

 Published on 25 November 2013

Written by Sergio Yahni for the Alternative Information Center (AIC)

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Settlement construction in Jerusalem

In August this year, just two days before the first meeting between the negotiating teams of Israel and the PLO, the Ministry of Interior finalized their plan to build 890 housing units in Gilo. This was the final stage of the process to approve the plan, “Gilo – Southern Slopes,” that will expand the settlement towards Beit Jala and the Caramizan monastery.  This proposal represents one of the largest residential plans approved in Jerusalem in recent years, and is particularly problematic as it is not limited to construction within existing boundaries, but expands them further.

With a population of forty thousand people, Gilo was founded in 1971 as part of a ring of settlements built within the annexation borders of Jerusalem after the 1967 Middle East conflict.

The plan, “Gilo – Southern Slopes,” was approved in December 2012, and, in July 2013, the District Committee for Construction approved a revised plan. In November, the Ministry of Housing and the Israel Lands Authority began marketing the 700 planned housing units in Jerusalem: 387 units in Ramat Shlomo and 311 housing units in Gilo. In addition, the authorities also decided to re-market 250 units in Gilo, and 130 in Har Homa.

The applicants for tenders are scheduled to visit the region on December 17 and tour the allocated spaces.

In August, Housing Minister, Uri Ariel, and the Mayor of Jerusalem, Nir Barkat, took part in a ceremony laying the cornerstone foundation of a new Jewish settlement on the outskirts of Jabal Mukkaber. The neighbourhood will be built by “Be’emuna,” a private company that targets national religious groups and individuals.

The new settlement will be built in the seam between Jebel Mukkaber neighbourhood and Harmon Hanatziv (East Talpiot) settlement, and will include 63 new residences. The housing units were already placed on the market five years ago through an estate agency, however the building permits were delayed due to political factors.

This will not be the first settlement in Jabal Mukkaber, nearby is “Nof Zion”, a large residential settlement surrounded by a wall.  Similar to Nof Zion, construction of the new settlement is contracted to a private developer specializing in real estate for the national religious public.

The CEO and owner of Be’emuna, Israel Zeira, said that “there is an end to political interference in construction in Israel.”

According to Zeira, only settlements can reduce the high housing prices in Israel. In an opinion piece published in the Marker on November 15 – the financial magazine of Haaretz – Zeira says that Israel’s largest real estate companies are betting on settlement construction and do not believe that the Israeli-Palestinian negotiations will negatively affect their investments.

“Developers and real estate firms do not commit suicide,” Zeira said, adding that “Rami Levy invested more than 20 million in Ma’ale Adumim and Supersol is not afraid to enter that area. Also first class contractors such as Haim Zakan, b. Yair and others invest tens of millions of shekels, each believing the communities would expand. They believe this is not political whim.”

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