COME E’ LA SITUAZIONE A GAZA? (4 articoli)

1) Israele proclama zona militare intorno a Gaza

09 nov 2017

Per prevenire rappresaglie palestinesi per la morte di 12 militanti del Jihad in un tunnel distrutto da Tel Aviv. E intanto tra Fatah e Hamas è di nuovo tensione

Contadini gazawi al confine con Israele (Foto: Xinhua)

di Michele Giorgio – Il Manifesto

Gaza, 9 novembre 2017, Nena News – Le nuvole nere apparse all’improvviso ieri nel cielo inscurendo il mare, sono state accolte come un presagio dalla gente di Gaza, il segno che vacilla la riconciliazione tra il partito Fatah del presidente Abu Mazen e il movimento islamico Hamas, mentre resta alta la tensione con Israele.

Sono destinate a trascinarsi le conseguenze della morte di 12 palestinesi, in gran parte militanti del Jihad Islami, avvenuta nel tunnel sotterraneo “militare” che stavano scavando tra Gaza e lo Stato ebraico, distrutto la scorsa settimana dalle forze armate dello Stato ebraico. «Israele non intende restituire i corpi di cinque delle vittime che ha recuperato nel tunnel distrutto e questo provoca rabbia tra i parenti. Il Jihad continua a minacciare una rappresaglia. Molti pensano che un nuovo attacco israeliano contro Gaza si sia fatto più concreto e che non sarà la ritrovata unità nazionale palestinese ad impedirlo», ci dice Khalil Shahin, vice direttore del “Centro palestinese per i diritti umani”.

Certo non mancano i segnali che rafforzano il pessimismo di chi vede nero il futuro immediato di Gaza. Il generale Eyal Zamir, alla guida del Comando israeliano meridionale, ha proclamato tutta l’area intorno alla Striscia di Gaza “zona militare chiusa” perché, dicono i media israeliani, si teme un attacco dopo la distruzione del tunnel e i 12 morti palestinesi. Agli agricoltori è stato ordinato di non avvicinarsi alla Striscia e sono stati bloccati i lavori di costruzione del Muro nella stessa zona. I droni israeliani tengono sotto tiro Gaza, giorno e notte.

Anche gli ultimi sviluppi politici interni non lasciano ben sperare. I nodi irrisolti dell’accordo di riconciliazione – congelati il mese scorso su suggerimento dei mediatori egiziani, come il ruolo delle armi e della milizia di Hamas – sono già riemersi e figurano al primo posto dell’agenda dei nuovi negoziati tra palestinesi che riprenderanno il 21 novembre al Cairo. Il capo della polizia palestinese, Hazem Atallah, facendo eco a quanto ribadito qualche giorno fa da Abu Mazen, ha avvertito ieri che il movimento islamico deve disarmare se vuole garantire il successo della riconciliazione che, il 1 dicembre, prevede il passaggio definitivo del controllo di Gaza da Hamas al governo palestinese.

«Stiamo parlando di una sola autorità, di una sola legge, di un solo fucile.Non posso garantire la sicurezza se ci sono in giro tutti questi razzi e fucili», ha affermato Atallah. E si attende di conoscere l’esito dei colloqui a Riyadh tra Abu Mazen e re Salman. L’Arabia saudita è schierata contro Hamas e a Gaza temono che re Salman abbia intimato ad Abu Mazen di fare retromarcia sulla riconciliazione.

Michele Giorgio è su Twitter: @michelegiorgio2

 

Israele proclama zona militare intorno a Gaza

http://nena-news.it/israele-proclama-zona-militare-intorno-a-gaza/

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2) Israele chiude la zona attorno alla Striscia di Gaza

08.11.2017

«Rischi per la sicurezza»: con queste parole il generale Eyal Zamir ha motivato la decisione

GERUSALEMME – L’esercito israeliano ha dichiarato “zona militare chiusa” quella intono alla striscia di Gaza. Lo ha detto il generale Eyal Zamir, citato dai media, che ha motivato la decisione con “rischi per la sicurezza” a seguito del tunnel da Gaza fatto esplodere dall’esercito israeliano la settimana scorsa.

Le autorità militari israeliane hanno ordinato agli agricoltori di non avvicinarsi ai recinti di demarcazione attorno alla striscia di Gaza e hanno bloccato i lavori di costruzione di una barriera difensiva sotterranea nella stessa zona.

Secondo i media, sono infatti giunte notizie che sembrano indicare l’imminenza di attacchi palestinesi contro civili o soldati a ridosso della zona di demarcazione con la striscia. Da Gaza si apprende che in cielo si notano numerosi droni ed elicotteri militari israeliani.

 

Israele chiude la zona attorno alla Striscia di Gaza

https://www.tio.ch/estero/cronaca/1172993/israele-chiude-la-zona-attorno-alla-striscia-di-gaza

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3) Israele chiude zona attorno a Gaza

08.11.2017

(ANSA) – GERUSALEMME, 8 NOV – L’esercito israeliano ha dichiarato “zona militare chiusa” quella intono alla striscia di Gaza. Lo ha detto il generale Eyal Zamir, citato dai media, che ha motivato la decisione con “rischi per la sicurezza” a seguito del tunnel da Gaza fatto esplodere dall’esercito israeliano la settimana scorsa

LC-RF

 

Israele chiude zona attorno a Gaza

http://www.larena.it/home/mondo/israele-chiude-zona-attorno-a-gaza-1.6086387

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4) Anp pronta ad assumere controllo della sicurezza a Gaza

08 NOVEMBRE 2017

La polizia dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), dopo la riconciliazione tra Fatah e Hamas, è pronta ad assumere il pieno controllo della Striscia.
Resta però aperto “l’elemento più difficile da affrontare, quello della sicurezza”, per la presenza a Gaza di milizie armate.
Hazim Atallah, capo della polizia di Abu Mazen, è stato chiaro incontrando oggi i giornalisti stranieri a Ramallah: “la nostra politica – ha spiegato – si basa su un linea: una sola autorità, una sola legge, una sola arma”. Se l’obiettivo è questo “come posso fare sicurezza – si è chiesto – quando nella Striscia ci sono tutti quei razzi e armi. Come è possibile?”.
Una domanda che dovrebbe avere una riposta il prossimo 21 novembre quando Fatah e Hamas si incontreranno al Cairo, sotto la mediazione egiziana, per affrontare proprio il tema delle milizie presenti ancora nella Striscia.
Intanto l’esercito israeliano ha dichiarato “zona militare chiusa” quella intorno a Gaza motivando la decisione con “rischi per la sicurezza” che hanno seguito l’esplosione del tunnel scoperto e fatto esplodere dai militari la settimana scorsa.
“A Gaza – ha sottolineato Atallah – applicheremo gli stessi metodi usati in Cisgiordania a partire dal 2007-2008 per riportare l’ordine nella regione”. Per raggiungere questo obiettivo, Atallah da detto che intende avvalersi degli “8/9mila agenti locali che erano al servizio dell’Anp prima del 2007”, quando Hamas assunse il controllo della Striscia.
Altra questione importante è il controllo dei valichi di frontiera e in particolare di quello di Rafah che unisce Gaza all’Egitto la cui apertura – ha ribadito – è prevista a metà novembre. “Ma – ha avvertito – le procedure di sicurezza non sono ancora definite. Tuttavia sono ottimista”.
Sui rapporti con Israele, Atallah ha confermato che il coordinamento di sicurezza è ripreso in modo regolare dopo la parziale sospensione decisa dall’Anp lo scorso luglio. Il capo della polizia palestinese ha spiegato di riferirsi in particolare allo sforzo congiunto tra le due parti nel prevenire attacchi militanti e non alla normale cooperazione contro i crimini che israeliani e palestinesi non hanno mai interrotto.
“Tutto adesso è coordinato e normale – ha sottolineato – le cose sono tornate quelle che erano prima dello scorso 14 luglio”, quando il presidente Abu Mazen annunciò l’intenzione di congelare il coordinamento con Israele dopo le misure di controllo introdotte, a seguito di incidenti, sulla Spianata delle Moschee.

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