COME FA A RESTARE A CASA?

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tratto da: COMUNE-info

ass. LdO  26 Marzo 2020

La bora soffia a oltre 120 chilometri orari. Se non hai un tetto, cibo, acqua e quattro pareti dove stare, che fai? Decine di migranti provenienti dalla rotta balcanica in queste ore sono bloccati a Trieste. Per le istituzioni sono invisibili, nonostante i rischi per la salute pubblica. Le associazioni Linea d’Ombra e Don Kisciotte non hanno smesso di operare in strada, sorvegliati dalla polizia locale

Da alcune settimane, i migranti che riescono ad arrivare a Trieste, in gran parte intenzionati a raggiungere la Francia, la Germania, il nord Europa, sono bloccati in città a causa delle disposizioni per arginare la diffusione del contagio da Covid19. A loro si aggiungono senzatetto italiani ed europei e lavoratori stagionali stranieri rimasti disoccupati e senza possibilità di tornare a casa.

L’arrivo dell’emergenza Covid-19 ha fatto sì che diversi centri – diurni, dormitori, helpdesk – venissero chiusi dalle autorità competenti, e riaperti solo alcuni, con ricettività ridotta. Qui come altrove, la questione è: chi non ha una casa, come fa a restare a casa?

Nei dintorni di Piazza della Libertà, malgrado il decreto, si trovano ogni giorno tra le cinquanta e le cento persone. Non hanno un tetto, non hanno cibo, né acqua per potersi lavare. Si tratta di un palese rischio per la salute pubblica, completamente ignorato dalle istituzioni competenti. La responsabilità di operare affinché siano evitati assembramenti in luoghi pubblici spetta al Comune e alla Prefettura, ma a tutt’oggi è mancata una risposta adeguata a questa emergenza.

Gli unici a colmare in parte questo vuoto di assistenza sono stati le volontarie e i volontari dell’associazione Linea d’Ombra (leggi anche La lavanda dei piedi) che, insieme a medici e infermieri della associazione Don Kisciotte, hanno continuato a operare in questi giorni, prima in Piazza della Libertà poi nell’area di Porto Vecchio, con il permesso del Comune e sotto la sorveglianza della Polizia Locale. Ogni giorno sono stati distribuite da sessanta a cento razioni di cibo, nonché vestiti e medicazioni, cercando per quanto possibile di ottemperare alle disposizioni volte a evitare il contagio.

Linea d’Ombra è interamente finanziata da donazioni private. Ogni socio lavora gratuitamente, offrendo tempo e competenze e mettendo a rischio l’incolumitá della propria salute, ma tanto sforzo non basta a coprire il vuoto istituzionale su una questione che non può essere risolta dal senso di responsabilità e solidarietà di un gruppo di privati cittadini.

Linea d’Ombra continuerà il suo impegno finché sarà possibile. Impegno di natura politica, che significa per noi agire secondo principi di giustizia, solidarietà e rispetto della dignità di ogni essere umano, a partire da coloro che si trovano in condizioni di debolezza e fragilità.

Chiediamo che le istituzioni, Comune, Prefettura, Protezione civile, predispongano tempestivamente un piano per dare una risposta adeguata a chi è rimasto in città senza un tetto e senza assistenza, come già si sta facendo in molte città italiane, pur con amministrazioni di orientamento politico molto diverso tra loro.


Associazione Linea d’Ombra di Trieste.

https://comune-info.net/come-fa-a-restare-a-casa/

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