Come i palestinesi finanziano il sistema dei tribunali militari israeliani

Scritto da Associazione           Creato Martedì, 12 Marzo 2013 16:33

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Haaretz.com
10.03.2013
http://www.haaretz.com/news/features/judge-jury-and-creditor-how-palestinians-finance-the-israeli-military-court-system.premium-1.508326


Giudice, giuria e ammenda – Come i palestinesi finanziano il sistema dei tribunali militari israeliani.

 

Nella West Bank, nel 2011,  i palestinesi hanno pagato ai tribunali militari 13 milioni di NIS in pene pecuniarie. A differenza di quanto avviene nel sistema giudiziario penale civile, in quello militare dove ad essere messi sotto processo sono i palestinesi, le ammende costituiscono una parte integrante della pena.

 

di Amira Hass

 

Mentre i palestinesi chiedono il boicottaggio di prodotti che provengono dalle colonie e di altre merci israeliane come parte essenziale della lotta popolare contro l’occupazione, c’è una spiccata assenza di dibattito sulla tattica di rifiutarsi di pagare le pene pecuniarie ai tribunali militari. Le ammende vengono comminate a seguito delle condanne dei tribunali militari per tutti i tipi di reati: violazione del traffico, reati penali, soggiorno illegale, turbativa dell’ordine e attività terroristica ostile.

 

 Nel rapporto annuale del 2011 per i tribunali militari, di cui Haaretz è riuscita a ottenere una copia, le pene pecuniarie non sono risolte dal reato. Secondo il rapporto, nel 2011 sono stati emessi 8.018 verdetti a carico di palestinesi presso i tribunali militari di Ofer (per la Giudea) e di Salem (per la Samaria). Il report mostra una continua riduzione nel numero di rinvii a giudizio per reati definiti come di attività terroristica ostile: 1.204 nel 2011 rapportate ai 2.898 nel 2007.

Al contrario, dal 2007 si è riscontrato una aumento rilevante di casi che comportano violazioni del traffico. Durante questi cinque anni, il numero dei casi di questo tipo sono pressoché raddoppiati a 4.904 nel 2011 dai 2.605 nel 2007.

Dei processi che nel 2011 hanno comportato l’emissione di un verdetto, 1.232 riguardavano il soggiorno e la residenza illegale – 37,5% in meno dei 1.973 del 2010. Nel 2011, 702 processi riguardavano casi  criminali e 697 sono stati per disturbo della quiete. Un confronto pluriennale mostra che dal 2007 c’è stata una fluttuazione relativamente ridotta dei rinvii a giudizio nel sistema della giustizia militare: tra i 8.300 e i 8.700. Nel 2007, vennero presentati 8.768 stati d’accusa, rapportati agli 8.635 del 2011.

La cifra totale delle pene pecuniarie pagate nel 2007 ai tribunali militari dai palestinesi condannati è stata di 9.605.743 NIS, nel 2009 di 13.787.242 NIS, nel 2010  di 15.940.910 NIS e nel 2011 di 13.141.813 NIS. Haaretz ha chiesto alla Forze di Difesa Israeliane (IDF) e al Coordinatore delle Attività di Governo nei Territori (COGAT) che venga detto dove viene depositato questo denaro, a che cosa era destinato e qual’era la quota delle multe per il traffico tra tutte le ammende pagare nel 2011 e in precedenza. La risposta è stata solo parziale.

Cinque giorni dopo tale richiesta, l’ufficio del portavoce dell’IDF ha dichiarato di non aver voglia rispondere alle domande poste da Haaretz sulle pene pecuniarie pagate. Il portavoce del COGAT ha sostenuto che le multe per il traffico pagate dai palestinesi “sono depositate in un conto bancario dell’Amministrazione Civile della West Bank. Il denaro che viene incassato è usato  ai sensi del diritto e secondo la legislazione riguardante problemi di sicurezza nazionale. Viene stanziato per essere di beneficio alla regione, per infrastrutture stradali, illuminazione dei crocevia, luoghi di rimozione dei rifiuti, strutture per il loro trattamento ed altre aree ambientali – il miglioramento delle infrastrutture per la popolazione palestinese, ecc.”

Dopo che gli era stata posta la domanda sull’entità esatta della somma, il portavoce del GOGAT ha replicato che “La stragrande maggioranza di multe riguardano violazioni del traffico. Anche se ce sono di altri tipi, la loro quota è trascurabile e, naturalmente, il denaro che ne è derivato viene investito a vantaggio dell’area.”

Nel sistema giuridico militare, le pene pecuniarie costituiscono una parte integrale e automatica della punizione e arrivano all’apice di una pena detentiva, a differenza del sistema giudiziario civile, nel quale le ammende sono casuali. Alcuni condannati non possono pagare la pena pecuniaria e trascorrono perciò un tempo più lungo dietro alle sbarre – di solito 1.000 NIS equivalgono a un mese di carcere.

In teoria, si è ipotizzato che l’Autorità Palestinese rimborsi  ai prigionieri di sicurezza la cauzione per le pene pecuniarie che loro devono pagare ai tribunali militari. Ma data la crisi economica dell’Autorità Palestinese i pagamenti relativi ritardano. Un ex-prigioniero ha raccontato ad Haaretz che il “rifiutarsi di pagare” le ammende non solo non viene adottata come tattica politica, ma non è nemmeno presa in seria considerazione dalle organizzazioni e dagli avvocati che difendono i detenuti. Talvolta i palestinesi che sono stati condannati (di reati riguardanti la sicurezza) chiedono addirittura ai loro avvocati “di acquistare pochi giorni in più” – cioè, di aumentare la pena pecuniaria al fine di ridurre la sentenza definitiva.

 

(tradotto da mariano mingarelli)

Ultima modifica il Martedì, 12 Marzo 2013 16:36

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