Come la UE incoraggia Israele a distruggere le case palestinesi

28 novembre alle ore 12:06

 

di Ali Abunimah
The Electronic Intifada
27 novembre 2017

I diplomatici dell’Unione Europea si stanno ancora una volta torcendo le mani sulle espulsioni su vasta scala dei palestinesi da parte di Israele e sulle demolizioni delle loro case e scuole nella Cisgiordania occupata.

Ma la loro preoccupazione dichiarata è totalmente compromessa dalla politica dell’UE di incentivi generosi a Israele a continuare questi crimini.

Venerdì, la missione dell’UE a Gerusalemme ha rilasciato una dichiarazione per “deplorare la continua minaccia di demolizioni e sequestri di strutture palestinesi” nelle comunità di Ein al-Hilweh, Umm Jamal e Jabal al-Baba, che lascerebbero 400 persone senza casa.

La UE rileva che il mese scorso “altre quattro comunità di pastori che comprendevano 170 persone nella Valle del Giordano settentrionale hanno perso la loro causa presso l’Alta corte israeliana, e due scuole finanziate da donatori europei a Wadi al-Seeq e al-Muntar sono attualmente minacciate di distruzione e sequestro.”

La UE afferma inoltre di essere “profondamente preoccupata” per i piani israeliani di demolire circa un quinto degli alloggi e delle infrastrutture a Susiya nelle colline a sud di Hebron nelle prossime settimane.

“Con l’arrivo dell’inverno, un’imminente demolizione lascerà fino a 100 persone, metà dei quali bambini, senza riparo”, afferma la UE.

Tutte queste azioni, afferma la UE, “minacciano la soluzione dei due stati” e violano gli “obblighi di Israele come potenza occupante secondo il diritto internazionale umanitario”.

All’inizio di questo mese, l’ONU ha anche avvertito delle imminenti demolizioni, sottolineando che sono un elemento delle sistematiche politiche israeliane per provocare il “trasferimento forzato” di palestinesi dall’Area C – circa il 60% della Cisgiordania completamente controllata da Israele che i politici di Israele vogliono annettersi .

● Déja vu

Siamo già stati qui prima: ad agosto, le forze di occupazione hanno distrutto la scuola finanziata dalla UE a Jubbet al-Dib il giorno prima che i bambini stessero per iniziare le lezioni e, come al solito, la UE non ha fatto nulla per ritenere Israele responsabile di questa o di una qualsiasi delle altre demolizioni e confische.

Sempre in agosto, la UE ha rilasciato una dichiarazione che esorta gentilmente Israele a “riconsiderare” il suo progetto di sfratto della famiglia Shamasneh dalla loro casa nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est occupata.

Settimane dopo, Israele ha sfrattato comunque la famiglia.

Finora, nel 2017, secondo le Nazioni Unite, Israele ha demolito quasi 400 strutture nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, provocando lo sfollamento di oltre 600 palestinesi.

La maggior parte di questa distruzione si basa sul pretesto che i palestinesi stanno costruendo senza permessi, che le autorità di occupazione non concedono quasi mai.

Sebbene i numeri siano in calo rispetto al 2016 – un anno record di distruzione israeliana – le azioni di Israele fanno parte di uno sforzo di colonizzazione calcolato che è devastante per la vita di ogni singola famiglia presa di mira.

● Discussioni sdentate

Lunedì, ho chiamato l’ufficio della UE a Gerusalemme per chiedere loro se qualcosa sarebbe stato diverso questa volta. Dato che Israele ha trattato con disprezzo le dichiarazioni precedenti della UE, cosa avrebbe intenzione di fare la UE per dissuadere Israele da queste demolizioni pianificate?

La UE potrebbe prendere in considerazione le sanzioni? La risposta diplomatica che il portavoce della UE a Gerusalemme mi ha dato può essere riassunta in una parola: no.

Ho ottenuto la solita linea, che oltre alle dichiarazioni pubbliche, la UE fa emergere le sue preoccupazioni nelle discussioni private con i funzionari israeliani.

In effetti, ci sono prove che agli alti funzionari della UE è stato detto di non sollevare preoccupazioni sulle violazioni dei diritti umani nelle discussioni ad alto livello con le controparti israeliane.

Ma anche se l’Unione europea sta sollevando tali questioni privatamente, è assurdo aspettarsi che Israele presti attenzione quando il messaggio coerente da Bruxelles a Tel Aviv è: fai tutto ciò che vuoi e continueremo a darti un sostegno incondizionato.

Ciò comprende centinaia di milioni di dollari in finanziamenti “di ricerca”, compresi milioni per i produttori di armi e i torturatori israeliani.

● Inchinarsi ad Israele

Il sostegno materiale all’occupazione israeliana, all’apartheid e al colonialismo degli insediamenti è sostenuto da un impegno politico che include il rifiuto della UE di condannare i politici israeliani quando sostengono la pulizia etnica e persino il genocidio contro i palestinesi, e l’assistenza della UE a diffamare e mettere a tacere i cittadini europei che sostengono i diritti dei palestines.i

All’inizio di questo mese, la UE e la Francia si sono inchinate umilmente alla decisione di Israele di impedire ai funzionari francesi eletti di visitare la West Bank occupata. Avevano programmato di andare lì per dimostrare solidarietà ai palestinesi che vivono sotto la stessa occupazione militare cui la UE presumibilmente si oppone.

Nel frattempo, c’è la parata in corso di funzionari europei diretti in Israele per premiarlo con più “cooperazione”.

La politica europea non può quindi essere descritta come mera inazione o indifferenza nei confronti dei crimini di Israele. In realtà è una politica per incoraggiare Israele a rubare più terra palestinese e a distruggere più case e vite.

How EU encourages Israel to destroy Palestinian homes

Another toothless statement will not deter Israel from expelling hundreds of Palestinians.

ELECTRONICINTIFADA.NET

Tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

 

 

Contrassegnato con i tag: ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam