Come osate parlare di cambiamento? Ha vinto Salvini

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RaiawaduniaBY  · SET 24, 2019

Da Malta e da New York il governo 5 Stelle- Pd usa toni trionfali.

” Siamo riusciti a realizzare in un giorno ciò che Salvini non è riuscito a fare in un anno e più quando era al Ministero degli Interni”.

Ci sarà finalmente una redistribuzione degli arrivi dei migranti sulle nostre coste verso l’Europa intera.

Tutto da vedere, se si vuole essere onesti, virtù oramai al lumicino. I numeri esigui degli sbarchi attuali, l’ondata migratoria del 2012 si è fermata da più di due anni,  si prestano ad un’operazione di timida cooperazione. Redistribuire poche centinaia di esseri umani non ha grandi costi sociali e politici per i nostri partner europei. Ma cosa accadrà di fronte a una nuova massiccia ondata di migranti? Reggerà il patto di Malta? Difficile crederlo.

Intanto, Di Maio ci avvisa che la vera partita sarà quella dei rimpatri e delle partenze dalla Libia. Ha scoperto, bontà sua, che la gran parte di chi arriva da noi non è profugo di guerra, ma migrante economico. E per lui, per questo governo, come per quello in cui c’era Salvini, vanno rimpatriati. E il governo Di Maio- Zingaretti provvederà a farlo. Non devono partire, devono restare nella bufala di una  Libia pacificata ( Quando? Come? E intanto?) , e se riescono a farlo, vanno riportati indietro.

Insomma, ha vinto Salvini.

Vedremo meno buffonate e guerre alle navi delle Ong, ma il risultato sarà quello voluto e propagandato dalle peggiori destre. La guerra ai poveri.

Solo il macabro cinismo che infesta la nostra attuale classe politica, può immaginare una non soluzione così atroce e disumana.

Chi scappa dall’Africa, scappa da tirannie e guerre, ma innanzitutto dall’assenza di futuro che attanaglia quell’immenso continente. Costruire nuovi muri, frenarne il passo, consegnarli all’orrore dei lager libici, significa rifiutare l’istanza più vera che ci arriva dall’Africa. Fame. Innanzitutto di giustizia.

Le regole del gioco, quelle vere, piagano quei popoli sotto un sistema di quotidiana depredazione. Gli africani sono naturalmente profughi di guerra. Di quella silenziosa, e non per questo meno sanguinosa, che li rende apolidi fin dalla nascita. Non hanno casa o paese, perché casa loro, le loro terre, le loro risorse, per altro enormi, sono appannaggio di interessi estranei all’Africa. Se non fosse così, non traverserebbero deserti e mari rischiando la vita e ogni orrore.

Queste regole del gioco non vengono minimamente scalfite da quanto si chiacchiera tra Malta e New York, anzi. Viene ribadito che la loro miseria, il loro migrare economico, non ci interessa. Devono restare nei loro luoghi di oppressione “naturale”. A lasciarsi depredare di ogni presente e ogni futuro.

E’ proprio vero. La sinistra è morta.

Se fosse viva griderebbe al massacro programmato di un intero continente. Urlerebbe che tutte le vite, certo,  vanno salvate, ma innanzitutto rispettate. Che l’accoglienza è cosa buona, ma è solo un pannicello tragico che cela la grande ingiustizia dei nostri tempi. Quella che dice ai poveri, a chi viene volutamente impoverito, di non dar fastidio. Di morire in silenzio a casa sua. Una casa che non è mai stata sua.

Silvestro Montanaro

 

 

 

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