Comitato per gli Insediamenti: “La legge internazionale non si applica alla Cisgiordania”

Il Comitato per lo Stato di Costruzione in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr), guidato dal giudice della Corte Suprema, Edmund Levy, ha stabilito che l’occupazione non esiste e che le colonie israeliane nei Territori Palestinesi occupati nel 1967 non violano la legge internazionale.

Il Comitato è stato creato dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro della Giustizia, il professor Yaakov Neeman, contro le sentenze dell’Alta Corte che impongono l’evacuazione di numerosi insediamenti, tra cui Migron e Givat Assaf. Al Comitato è stato richiesto di fornire raccomandazioni al governo su vari aspetti, come le procedure per la legalizzazione delle costruzioni illegali e le procedure necessarie a verificare se una terra è proprietà privata o no.

Secondo Yesh Din, organizzazione israeliana per i diritti umani, “il Comitato è stato creato con l’obiettivo di eludere gli uffici del Procuratore Generale e del Procuratore di Stato. Infatti, il Comitato ha il compito di trovare strumenti che permettano la legalizzazione retroattiva degli insediamenti e delle costruzioni illegali nelle colonie”.

Come previsto dalle organizzazioni per i diritti umani a maggio, il Comitato guidato da Levy ha concluso che “considerando gli accordi con l’Autorità Palestinese, la legge internazionale non si applica alla Giudea e alla Samaria (Cisgiordania, ndr)”.

Al Comitato ha fatto eco la posizione ufficiale israeliane: “L’assunzione di sovranità della Giordania sulla gran parte della Giudea e della Samaria dopo la guerra d’Indipendenza del 1948 non fu legalmente riconosciuta dalla comunità internazionale: ciò significa che Israele non ha occupato la terra nella Guerra dei Sei Giorni del 1967”.

La comunità internazionale, Europa e Stati Uniti in primis, hanno sempre definito la presenza israeliane nei territori occupati nel 1967 come un’occupazione militare. Tale punto di vista va di pari passo con le numerose risoluzioni adottate dall’Assemblea Generale e dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dalla Conferenza Internazionale della Croce Rossa.

Tuttavia, il Comitato di Levy ha dichiarato che la legge internazionale non si applica in Cisgiordania e ha suggerito al governo una legge per cui i palestinesi e i coloni in Cisgiordania sono tenuti a registrare i propri diritti sulla terra entro 4-5 anni, pena la perdita di tali diritti. Infine, il Comitato ha proposto che l’Autorità Nazionale Parchi dichiari migliaia di acri di terra in Cisgiordania “parchi naturali”.

Le conclusioni del Comitato saranno girate al Procuratore Generale, Yehuda Weinstein, che ha detto in passato di non essere obbligato a tenere conto delle conclusioni fornite e del lavoro del nuovo comitato ministeriale.

Sergio Yahni

Alternative Information Center

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