COMUNICATO STAMPA CONTRO LA DEMOLIZIONE DEL VILLAGGIO DI KHAN AL-AHMAR – di B’Tselem

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B’Tselem a EU: Chiarire che la demolizione di Khan al-Ahmar avrà conseguenze per Israele

settembre 9, 2018

8 settembre 2018 
Comunicato stampa

Dopo la sentenza della Corte Suprema, che ha messo in luce il piano dello stato di demolire la comunità entro una settimana, il direttore di B’Tselem ha scritto urgentemente al capo della politica estera dell’UE Mogherini ieri, avvertendo che Israele sta calpestando i valori condivisi che sono al centro del suo rapporto con l’Unione Europea. 

Il direttore di B’Tselem Hagai El-Ad ha scritto ieri (8 settembre) all’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini, chiedendo all’Unione europea di agire con urgenza per impedire la distruzione della comunità di Khan al-Ahmar, dopo che l’Alta Corte di Israele ha dato il via al piano di demolizione il via all’inizio di questa settimana (5 settembre). Secondo la sentenza, lo stato potrebbe demolire tutte le strutture della comunità, tra cui una scuola frequentata da circa 180 bambini, circa la metà di loro provenienti da altre comunità, a partire dalla metà della prossima settimana.

Nella lettera, El-Ad citava una dichiarazione del 18 luglio della stessa Mogherini, in cui avvertiva Israele che distruggere la comunità avrebbe gravi conseguenze. Secondo El-Ad, “abbiamo raggiunto il punto in cui sembra che queste gravi conseguenze debbano essere enunciate, se l’Unione europea deve sostenere in modo credibile le proprie posizioni”

Riguardo alla sentenza della Corte Suprema, El-Ad ha osservato che “nella loro decisione di servire l’occupazione, i giudici hanno ignorato sia il contesto di un regime di pianificazione unilaterale, in cui la costruzione “legalmente” è un’opzione riservata ai coloni e negata alle persone protette – così come la più ampia intenzione israeliana, ridurre al minimo la presenza palestinese in tutto l’Area C, spostare le comunità locali ed espandere gli insediamenti”.

“L’UE ha ovviamente un ampio potere leva per incidere su un impatto concreto, mostrando a Israele che inaccettabili violazioni dei diritti umani avranno gravi conseguenze e che spiegheranno esattamente che cosa significa perdere”, ha scritto El-Ad. “Ogni giorno che passa senza nessuno dei numerosi tangibili che Israele sta per perdere essendo subordinato a porre fine alle violazioni dei diritti umani contro milioni di palestinesi – e alla fine dell’occupazione – si articola nei confronti della leadership israeliana e dell’opinione pubblica israeliana, che l’UE accetta la realtà attuale e, in effetti, sta contribuendo a sostenerla e a farla avanzare”.

“La distruzione di un’intera comunità palestinese è la più chiara espressione recente dell’inevitabile disprezzo di Israele per i presunti valori condivisi che presumibilmente si trovano al centro delle sue relazioni con l’UE”, ha osservato El-Ad, concludendo dicendo: “Siamo potenzialmente a meno di una settimana di distanza dalla distruzione di un intero villaggio palestinese. Ciò che potrebbe seguire determinerà il destino delle comunità palestinesi in tutta la Cisgiordania. Se non agire ora, quando?”

I residenti di Khan al-Ahmar appartengono alla tribù beduina Jahalin. Negli anni ’50 furono cacciati dall’area di Tel Arad nel Negev (all’interno di Israele) e fecero la loro nuova casa in Cisgiordania, in un luogo in cui fu fondato l’insediamento di Kfar Adumim. Furono cacciati di nuovo e si stabilirono nella loro posizione attuale, a circa due chilometri a sud del villaggio. La comunità è composta da 32 famiglie che costituiscono un totale di 173 residenti, 92 dei quali minori. Oltre alle case, la comunità ha una moschea e una scuola che serve circa 180 bambini, di cui circa la metà provenienti dalle vicine comunità palestinesi.

Per anni Israele ha cercato di spostare questa comunità per una serie di motivi, tra cui l’espansione degli insediamenti vicini, l’annessione de facto dell’area – senza i suoi residenti palestinesi – e la divisione della Cisgiordania. Espellere la comunità – o costringere i suoi residenti a partire creando condizioni di vita insopportabili – violerà il divieto di trasferimento forzato nel diritto internazionale umanitario. La violazione costituirà un crimine di guerra. La responsabilità personale per la commissione di questo crimine sarà non solo quella dei responsabili politici – tra cui il primo ministro, il ministro anziano, il capo dello staff e il capo dell’Amministrazione Civile – ma anche di coloro che hanno aperto la strada giuridica che lo abilita.

 

B’Tselem a EU: Chiarire che la demolizione di Khan al-Ahmar avrà conseguenze per Israele

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September 8, 2018
Press release – for immediate publication

B’Tselem to EU: Clarify that demolition of Khan al-Ahmar will have consequences for Israel

After the High Court ruling, which greenlighted the state’s plan to demolish the community within a week, B’Tselem’s director wrote urgently to EU foreign policy chief Mogherini yesterday, warning that Israel is trampling the shared values that are at the core of its relationship with the EU. 

B’Tselem director Hagai El-Ad wrote yesterday (8 September) to the High Representative of the European Union for Foreign Affairs and Security Policy, Federica Mogherini, calling upon the European Union to act urgently to prevent the destruction of the Khan al-Ahmar community, after Israel’s High Court gave the demolition plan the go-ahead earlier this week (5 September). According to the ruling, the state may demolish all the structures in the community, including a school attended by some 180 children, about half of them from other communities, as of the middle of next week.

In the letter, El-Ad quoted a statement from 18 July by Mogherini herself, in which she warned Israel that destroying the community would have serious consequences. According to El-Ad, “we have reached the juncture where it appears that these serious consequences must be spelled out, if the EU is to credibly back its own positions.”

Regarding the High Court ruling, El-Ad noted that “in their occupation-serving decision, the justices ignored both the context of a completely one-sided planning regime, where building ‘legally’ is an option reserved for settlers and denied from protected persons – as well as the broader Israeli intention, to minimize Palestinian presence throughout Area C, displace local communities, and expand settlements.”

“The EU obviously has ample leverage to affect a concrete impact, by showing Israel that unacceptable human rights violations will have serious consequences and spelling out exactly what it stands to lose”, wrote El-Ad. “Every day that goes by without any of the numerous tangibles Israel stands to lose being made conditional upon it ending human rights abuses against millions of Palestinians – and ending the occupation – articulates to the Israeli leadership, and to the Israeli public, that the EU accepts the current reality, and that, in fact, it is helping to sustain and advance it.”

“The destruction of an entire Palestinian community is the clearest recent expression of Israel’s unabashed disregard for the supposed shared values that presumably lie at the core of its relationship with the EU”, noted El-Ad, and ended by saying: “We are potentially less than a week away from the destruction of an entire Palestinian village. What may follow will dictate the fate of Palestinian communities all over the West Bank. If not act now, when?”

The residents of Khan al-Ahmar belong to the Bedouin Jahalin tribe. In the 1950s they were driven out of the area of Tel Arad in the Negev (within Israel) and made their new home in the West Bank, at a site where the settlement of Kfar Adumim was later established. They were driven out again and took up residence at their current location, some two kilometers south of the settlement. The community consists of 32 families that make up a total of 173 residents, 92 of them minors. In addition to homes, the community has a mosque and a school that serves some 180 children, about half of them from neighboring Palestinian communities.

For years, Israel has been endeavoring to displace this community for a variety of reasons, including the expansion of nearby settlements, de facto annexation of the area – without its Palestinian residents – and bisecting the West Bank. Expelling the community – or forcing its residents to leave by creating unbearable living conditions – will violate the prohibition on forcible transfer in international humanitarian law. The violation will constitute a war crime. Personal liability for the commission of this crime will be not only that of policy-makers – including the prime minister, senior minister, the chief of staff and the head of the Civil Administration – but also of those who paved the juridical route enabling it.

For additional information: Amit Gilutz, +972-54-6841126, amit@btselem.org
Our mailing address is

B’Tselem, The Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories
P.O. Box 53132, Jerusalem 9153002 

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