CONGRESSO BLINDATO, TRUMP IN “STATO D’ACCUSA” PER INCITAMENTO ALL’INSURREZIONE

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tratto da: https://www.remocontro.it/2021/01/14/congresso-blindato-trump-in-stato-daccusa-per-incitamento-allinsurrezione/

Remocontro Remocontro  14 Gennaio 2021

 

A una settimana dalla fine del suo mandato alla Casa Bianca, la Camera ha votato l’impeachment contro Donald Trump, il secondo, ed è record nella storia. Il vicepresidente Pence rifiuta di servirsi del 25esimo emendamento per rimuovere il presidente uscente. Il Congresso presidiato dalle forze armate. E ora Trump, che sa di rischiare tutto, lancia appelli alla calma.

Il primo presidente inquisito due volte  

Donald Trump è il primo presidente della storia degli Stati Uniti e probabilmente al mondo a finire sotto stato d’accusa due volte. A una settimana esatta dalla fine del suo mandato alla Casa Bianca, la Camera ha votato l’impeachment contro di lui. Anche 10 repubblicani gli hanno voltato le spalle, dimostrando quanto il ‘Grand old party’ sia stato lacerato dalla politica trumpiana. A favore della messa in stato di accusa 232 parlamentari, contrari 197 e 5 gli astenuti. Il Senato non avrà tempo per il suo voto definitivo con Trump presidente, ma l’impeachment non serve a mandar via un presidente eversivo, ma serve a evitare che ritorni: con l’impeachment a Trump sarà proibito ogni incarico pubblico.

Incitamento alla insurrezione

L’accusa è di incitamento all’insurrezione per aver istigato in un comizio, il 6 gennaio scorso, i suoi fan ad assaltare il Congresso e impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden, che ha contestato per settimane evocando inesistenti brogli elettorali. Un attacco costato cinque morti, diversi feriti, danneggiamenti e una ferita senza precedenti alla democrazia americana. «Trump è un pericolo evidente ed immediato, ha incitato la ribellione armata contro la nazione, deve essere destituito», ha denunciato in aula la speaker della Camera Nancy Pelosi, definendo i rivoltosi non «patrioti», come li ha chiamati il presidente uscente, ma «terroristi».

Washington blindata

Il voto avviene in una Washington blindata. Il presidio della Guardia nazionale che il 6 gennaio non fu autorizzato per difendere il Congresso, e intorno allo stesso palazzo violato, ora c’è un’alta recinzione metallica. Misure di sicurezza speciali anche per la residenza del vicepresidente Mike Pence, l’US Naval Observatory, dove nella notte i militari hanno innalzato intorno una barriera di metallo. Nei giorni scorsi l’Fbi aveva lanciato l’allarme per nuove proteste armate a Washington e in altri Stati americani in vista del giuramento di Joe Biden il 20 gennaio. Centinaia di riservisti hanno passato la notte all’interno di Capitol Hill, dormendo nelle sale e nei corridoi mentre arrivavano gli eletti.

Pence distante da Trump ma senza rimozione

Mentre in Aula era in corso il dibattito, Pence ha scritto che utilizzare il 25esimo emendamento per rimuovere Trump non è nel miglior interesse degli Stati Uniti. Il 25esimo emendamento prevede che il vicepresidente (in questo caso lo stesso Mike Pence) prenda i poteri del Commander in chief come facente funzioni. Il no ufficiale di Pence ha spianato la strada all’impeachment, con un consenso crescente anche tra gli stessi repubblicani. Ma è al Senato che si gioca la partita avviare il processo vero e proprio, che prevede testimoni e interrogatori. E la Costituzione prevede una maggioranza di due terzi per condannare una persona incriminata. Improbabile, salvo altre follie del personaggio.

Anche YouTube lo sospende

Intanto, YouTube ha deciso di sospendere il canale di Donald Trump per una settimana per aver postato un video che incita alla violenza. Il presidente non potrà caricare nuovi contenuti per un ‘minimo di una settimana’. «Dopo una revisione, e alla luce delle preoccupazioni legate a potenziali nuove violenze, abbiamo rimosso il contenuto caricato nel canale di Donald J. Trump per aver violato le nostre linee guida», fa sapere Youtube in una nota. Sempre più isolato anche politicamente. Ieri lo ha abbandonato anche il capogruppo repubblicano alla Camera Kevin McCarthy, ma quella che guida la carica è Liz Cheney, la figlia di quel Dick Cheney del governo Bush che impose con l’inganno la guerra all’Iraq.

Il giorno del giuramento e del giudizio

Immagini tristi per la democrazia americana quei soldati che bivaccano nei corridoi, tra vecchie statue di padri fondatori e nuovi metal detector. Con l’Fbi che da qui al giorno dell’insediamento del presidente Joe Biden parla di possibili attacchi ai parlamenti di tutti i 50 stati, di cecchini, di aerei suicidi e di altri cortei violenti.

 

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Congresso blindato, Trump in ‘stato d’accusa’ per incitamento all’insurrezione

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