Contro il razzismo servono parole nuove

21 marzo 2012    19.01  Redattore sociale

“La lotta contro il razzismo deve inquadrarsi in una visione generale di Italia e di Europa. Quello che è successo a Tolosa mostra che bisogna creare una nuova cultura condivisa. La Giornata contro il razzismo non è una ricorrenza vuota, servono pensieri, parole e linguaggi nuovi, perché le parole contano e talvolta possono diventare armi contundenti. La predicazione di disprezzo e odio nelle menti folli prepara atti inconsulti. Il razzismo non sia una parola vecchia ma una nostra preoccupazione, una lente con cui osserviamo la società”. Lo ha detto il ministro per la cooperazione e l’integrazione Andrea Riccardi intervenendo questa mattina a Roma all’iniziativa “RazzisNo!”, promossa da Cgil, Cisl e Uil.

Il ministro ha sottolineato che “l’acutizzarsi della crisi non giova” e può portare a una recrudescenza dei toni xenofobi. Ma fenomeni come quelli di Torino (il rogo nel campo rom) e Firenze (l’omicidio degli ambulanti senegalesi) avvenuti nei mesi scorsi non devono più ripetersi in un paese come l’Italia. “Il razzismo deriva dallo spaesamento: non siamo abituati a pensarci nel mondo”, afferma Riccardi. “Forse i pazzi esistono, sono coloro cioè che reagiscono a questo spaesamento con gesti di violenza, ma penso sia possibile cambiare il volto di questo paese. Per farlo però c’è bisogno di tutti: stato, istituzioni, sindacati e religioni”.

Il ministro ha chiamato in causa anche i mezzi di informazione che spesso dipingono gli immigrati come un pericolo. “Non c’è una sicurezza italiana disgiunta dalla sicurezza dei migranti. Dobbiamo ripudiare il linguaggio violento, che sembra un teatrino ma poi diventa una violenza”. Riccardi è tornato anche sulla questione della cittadinanza per gli stranieri ribadendo la sua idea per uno ius culturae, a metà strada tra lo ius sanguinis e lo ius soli. “Chi si forma con la nostra cultura, penso per esempio al primo ciclo di studi scolastici”, ha detto, “meriterebbe di avere la cittadinanza”.

Il ministro ha poi ribadito il suo impegno a lavorare per la piena integrazione dei migranti e ha ricordato alcune iniziative già portate avanti come il taglio della sovrattassa sulle rimesse e il tavolo per l’integrazione dei rom, sinti e camminanti, una minoranza rispetto alla quale è necessario “invertire la tendenza” e perseguire una politica di inclusione, perché vittima più delle altre di episodi di discriminazione. “Dobbiamo costruire l’Italia di domani. Auspico che questa Giornata contro il razzismo sia l’origine di un nuovo patto condiviso del vivere insieme”.

http://www.internazionale.it/news/italia-europa/2012/03/21/contro-il-razzismo-servono-parole-nuove/

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