Cooperazione israelo – olandese: esclusione delle imprese operative negli insediamenti

REDAZIONE 9 DICEMBRE 2013

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo omologo olandese Mark Rutte a L’Aia (Foto Amos Ben Gershom/GPO/Flash90)

di Amira Hass – 8 dicembre 2013

Mentre mancano pochi giorni all’avvio del forum sulla cooperazione israelo-olandese, ci sono pressioni sul governo olandese perché chiarisca pubblicamente le sue politiche contro la collaborazione con le imprese israeliane negli insediamenti, o contro quelle collegate al dominio israeliano sulla West Bank, e a dichiarare che tali imprese non saranno invitate a partecipare ai seminari del forum.

Scopo del forum è approfondire i rapporti economici tra l’Olanda e Israele, con uno speciale interesse per la tecnologia agricola, l’acqua e l’energia. Devono parteciparvi alti dirigenti governativi di entrambi i paesi – compresi i primi ministri, il ministro olandese degli esteri e altri ministri israeliani – il che evidenzia l’importanza che ciascuna nazione attribuisce all’evento.

Ma il governo olandese si trova ora ad affrontare un grave conflitto d’interessi. I suoi pari israeliani – il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro degli esteri Avigdor Lieberman e il ministro dell’economia Naftali Bennett – stanno promuovendo gli interessi economici negli insediamenti, mentre l’Olanda ha promesso ai suoi cittadini che eviterà ogni collaborazione economica con entità degli insediamenti nella West Bank.

La settimana scorsa giornalisti olandesi, membri del parlamento e docenti di diritto hanno commentato in vario modo la contraddizione tra la politica dichiarata del governo olandese e le sue attività nel forum sulla collaborazione: il sito web dell’ambasciata olandese a Tel Aviv ha recentemente citato i nomi di fabbriche situate negli insediamenti o che operano nella West Bank in un elenco di parti interessate a incontrarsi con uomini d’affari olandesi che parteciperanno al forum come parte della delegazione ufficiale.

Inoltre gli olandesi non hanno programmato di inserire, in una dichiarazione congiunta in corso di redazione per l’evento, una “Clausola territoriale” che preveda che il forum riguarda soltanto l’Israele sovrano.

La formulazione dell’accordo che definisce l’attività del forum non è stata ancora completata e ci aspetta che il risultato sarà una verifica importante dell’applicazione delle linee guida dell’Unione Europea sugli insediamenti e della volontà politica che sta dietro le dichiarazioni del governo olandese.

Martedì scorso il parlamento olandese ha votato una mozione che chiede che l’Olanda escluda esplicitamente l’”economia degli insediamenti” dal suo accordo di cooperazione con Israele. La mozione, proposta dal Partito Socialista, all’opposizione, è stata respinta con 77 voti contro 73, ma nonostante il suo fallimento il dibattito e la pressione sul governo non si sono smorzati.

Tredici docenti di diritto internazionale hanno inviato una lettera al ministro degli esteri Frans Timmermans criticando le sue dichiarazioni della settimana scorso in un dibattito in parlamento. Timmermans, del Partito Laburista, aveva dichiarato che poiché il forum non ha uno status legale non c’è motivo di inserire una clausola territoriale.

In reazione i docenti hanno scritto: “E’ stato il governo olandese che ha avviato l’intensificazione delle relazioni bilaterali con Israele, sfociate nella creazione del forum sulla cooperazione israelo-olandese. Il governo formalizza questo forum, lo sostiene e ne è co-organizzatore e pertanto è responsabile del forum nel suo complesso.”

Gli autori hanno dichiarato nella loro lettera che se il governo olandese non includerà un riferimento esplicito alla posizione olandese in materia, la capacità della nazione di impedire qualsiasi interazione economica con gli insediamenti – che, secondo i docenti, violano la legge internazionale – sarà indebolita.

L’Olanda è all’avanguardia del diritto internazionale e deve preservare tale sua reputazione, hanno scritto, ricordando ai lettori che la Corte Internazionale di Giustizia ha sede entro i confini del paese.

Dopo che la risoluzione è stata respinta i membri di quattro partiti di sinistra dell’opposizione hanno presentato interpellanze a Timmermans in parlamento. Egli ha risposto per iscritto mercoledì. Tecnicamente, ha scritto Timmermans, era possibile escludere i nomi delle imprese degli insediamenti che si erano registrate per partecipare, ma “il governo olandese non invitato alcuna impresa degli insediamenti a una qualsiasi parte del forum. Ciò vale anche per i seminari.”

“Se un’impresa olandese si registrerà per incontrare un’impresa israeliana in vista di attività negli insediamenti o che li interessi allora saranno stabiliti contatti con tale impresa olandese e sarà attirata l’attenzione con la politica olandese di dissuasione”, ha scritto Timmermans.

“Se un’impresa olandese vorrà comunque procedere con l’incontro, il messaggio sarà che il governo olandese non può offrire servizi a tale società,” ha proseguito. “L’organizzazione di incontri nell’ambito del forum è un servizio. Pertanto una tale impresa non sarà presente al forum o a un ricevimento per la creazione di contatti.”

“L’ambasciata olandese di Tel Aviv ha informato il governo israeliano che la politica di dissuasione è applicabile al forum sulla cooperazione. Israele ne ha preso nota”, ha scritto Timmermans.

Il ministro degli esteri olandesi ha riferito che l’Autorità Palestinese ha richiesto di limitare le attività del forum ai “confini del 4 giugno 1967”. L’Olanda ha chiarito, ha detto Timmermans, che la politica olandese è tuttora in vigore: che tutti i territori occupati da Israele dopo il 1967 non sono considerati parte del territorio israeliano.

Il giornale olandese NRC ha scritto lunedì che il ministro olandese del commercio con l’estero, Lilianne Ploumen, che si unirà al primo ministro Mark Rutte e a Timmermans, ha in programma una visita alla Mekorot, la compagnia nazionale dell’acqua, che deve partecipare agli eventi del forum. L’articolo ha citato il fatto che la Mekorot ha condotto attività di trivellazione nella West Bank (un’attività illegale in base alla legge internazionale).

Timmermans, nella sua risposta scritta alle interpellanze parlamentari, ha offerto un semplice “no” quando gli è stato chiesto se tale visita doveva aver luogo. Rispondendo a una domanda di Haaretz sull’argomento la Mekorot ha detto che “non è in programma alcuna visita”. Giornalisti in Olanda hanno avuto informazioni che uomini d’affari olandesi avrebbero visitato la Mekorot lunedì, ma la compagnia dell’acqua ha affermato che non sono in programma visite simili.

Il ministro israeliano dell’economia ha dichiarato che “non siamo a conoscenza di alcuna impresa israeliana situata oltre la Linea Verde abbia manifestato interesse a partecipare all’evento. Non ci è stato chiesto di occuparci della cosa.” Martedì Haaretz ha riferito che almeno due imprese israeliane situate nella West Bank si sono registrate per partecipare.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/west-bank-settlement-firms-not-invited-to-dutch-israeli-cooperation-forum-by-amira-hass.html

Originale: Haaretz

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

http://znetitaly.altervista.org/art/13406

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