COSA ACCADRA’ ALLA TERRA PALESTINESE IL GIORNO DOPO L’ANNESSIONE?

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tratto da: ASSOPACE PALESTINA

 

L’esatta forma che prenderà l’annessione è ancora sconosciuta. Una cosa è certa: Israele la utilizzerà per facilitare il furto di terre palestinesi in Cisgiordania.

di Ziv Stahl  

+972 magazine, 3 maggio 2020

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Le forze di sicurezza israeliane si scontrano con manifestanti palestinesi che protestano contro il piano di pace in Medio Oriente del presidente Trump, vicino a un insediamento di Beqa’ot, Valle del Giordano, Cisgiordania, 29 febbraio 2020. (Nasser Ishtayeh/Flash90)

Negli ultimi anni, l’idea di annettere la Cisgiordania occupata si è diffusa dalle ali più radicali dell’estrema destra israeliana fino al cuore del sentimento comune, trovando la sua definizione nell’accordo di coalizione firmato la scorsa settimana tra Likud e partito Blu e Bianco. Come Israeliani, tendiamo a non pensare troppo a quale impatto potrebbe avere l’annessione sui Palestinesi o a come sarà la vita di agricoltori come Mahmoud di Turmusaya, che per anni ha cercato di difendere la sua terra dai coloni o Maryam, che ha perso la sua terra a causa dell’insediamento di un avamposto.

La forma esatta che prenderà l’annessione – quanto territorio sarà annesso, quanti Palestinesi vivranno in quel territorio e quale sarà il loro status – è ancora sconosciuta. Una cosa è certa: i diritti umani dei Palestinesi saranno gravemente violati. Questo sarà vero sia per i Palestinesi che si troveranno a vivere sotto la sovranità israeliana all’interno delle aree annesse sia per coloro che vivranno in parti della Cisgiordania che rimarranno non annesse.

Se molti diritti saranno probabilmente violati dopo l’annessione, il diritto alla proprietà sarà tra i più colpiti. Una volta che il territorio sarà annesso, Israele probabilmente esproprierà la terra in massa e trasferirà la sua proprietà dai Palestinesi alle mani dello stato. Uno degli strumenti che Israele potrebbe utilizzare è la Legge sulla proprietà degli Assenti, che è stata utilizzata per nazionalizzare le proprietà possedute dai Palestinesi che sono diventati rifugiati durante la guerra del 1948. Secondo la legge, Israele ha il diritto di espropriare terre e proprietà dei Palestinesi che sono stati espulsi o sono fuggiti durante la guerra.

Uno scenario in cui Israele annette l’Area C della Cisgiordania, attualmente sotto il pieno controllo israeliano militare e civile, ed applica la Legge sulla proprietà degli Assenti (insieme a tutte le altre leggi israeliane), vedrebbe l’espropriazione di massa di centinaia di migliaia di acri di terreni agricoli di proprietà di Palestinesi che vivono nelle aree A e B (la prima è sotto il pieno controllo palestinese, mentre la seconda è sotto il controllo civile palestinese e il controllo militare israeliano). Oltre a violare il diritto di proprietà dei proprietari terrieri, ciò significherebbe per molti una perdita di fonti di reddito e metterebbe a rischio il fondamento dell’economia Palestinese sull’agricoltura locale e la produzione agricola come fonte di cibo per l’intera popolazione.

Palestinesi portano un uomo ferito in scontri con le forze israeliane a seguito di una manifestazione contro gli insediamenti israeliani nel villaggio di Turmus Ayya ​​in Cisgiordania, a nord di Ramallah, il 19 dicembre 2014. (Flash90)

Sotto l’annessione, Mahmoud che vive nella città di Turmusaya in Cisgiordania, la cui famiglia ha combattuto per anni per evitare l’esproprio della loro terra da parte dei coloni, perderebbe in un attimo la sua proprietà, il suo sostentamento e il futuro della sua famiglia. Gli ulivi nei suoi appezzamenti verrebbero nazionalizzati e trasformati in proprietà israeliana. Lo stesso accadrebbe a Maryam, che ha combattuto per far rimuovere l’avamposto non autorizzato di Amona, che è stato costruito sulla sua terra, così come molti altri che vivono in luoghi che probabilmente sarebbero risparmiati dall’annessione ma che possiedono terreni agricoli in aree dove Israele applicherebbe la sua sovranità.

Anche se la Legge sulla proprietà degli Assenti non venisse applicata, c’è una probabilità molto forte che i Palestinesi perdano comunque l’accesso ai loro terreni agricoli. I terreni agricoli Palestinesi sono concentrati principalmente nell’Area C, il granaio della Cisgiordania, mentre le costruzioni rurali sono concentrate nell’Area B e le costruzioni urbane nell’Area A. Gli insediamenti e gli avamposti israeliani sono stati costruiti vicino a questi terreni agricoli nell’Area C. L’annessione del territorio nella sua interezza, o anche solo i blocchi edificati degli insediamenti, porterebbero all’espropriazione di vaste aree agricole di proprietà dei Palestinesi.

L’accesso dei Palestinesi alla terra nell’area C è già fortemente limitato a causa delle misure di sicurezza apparentemente progettate per proteggere i coloni e i Palestinesi l’uno dall’altro. Israele usa questo sistema anche per negare a molti Palestinesi l’accesso alle loro terre, limitandolo a diversi giorni all’anno e solo previo coordinamento. È molto probabile che anche questo tipo di accesso limitato venga eliminato in caso di annessione, dato che Israele considererebbe questo un ingresso nel suo territorio sovrano.

Pertanto, anche se la terra non fosse ufficialmente espropriata, i proprietari terrieri perderebbero in pratica la capacità di coltivare i loro campi e di guadagnarsi da vivere. Mahmoud, Maryam e molti altri agricoltori palestinesi potrebbero guardare la loro terra da lontano, ma non gli sarebbe permesso di raggiungerla.

Un bulldozer israeliano demolisce una casa Palestinese vicino a Hebron in Cisgiordania il 19 novembre 2019. ( Wisam Hashlamoun / Flash90)

L’annessione consentirebbe anche l’espropriazione della terra per “necessità pubblica”, quando tale esigenza è solo destinata ad essere utile agli Israeliani che vivono nella zona. Israele considererebbe l’atto di annessione come l’aver tolto i limiti che le leggi di occupazione – il sistema giuridico del Diritto Umanitario Internazionale che si applica in un territorio occupato – pongono sulla espropriazione della terra per necessità pubblica. Ciò potrebbe spianare la strada all’espropriazione, anche nei casi in cui la confisca di terreni di proprietà privata non sia di utilità per la popolazione Palestinese dei territori occupati.

Ciò significa che Israele potrebbe espropriare la terra per costruire quartieri, parchi, scuole, centri commerciali o strade per servire i coloni e altri cittadini israeliani. Dopo l’annessione di Gerusalemme, Israele ha costruito 11 nuovi quartieri di insediamento a Gerusalemme est, in parte su terreni espropriati ai Palestinesi. Questi quartieri di insediamento sono stati progettati per la popolazione ebraica e la stragrande maggioranza dei loro residenti sono Ebrei.

I Palestinesi sotto occupazione già subiscono violazioni dei diritti umani. Senza il quadro restrittivo fornito dalle leggi dell’occupazione, Israele considererà di avere la piena autorità di fare ciò che ritiene opportuno secondo le proprie valutazioni sul territorio sovrano. A differenza dell’occupazione militare, che è temporanea per definizione e richiede che la potenza occupante persegua attivamente la sua fine (qualcosa che difficilmente si può dire che i governi israeliani abbiano fatto negli ultimi 53 anni) l’annessione è permanente e rafforzerà ulteriormente e perpetuerà le violazioni contro le persone che già sono soggette abitualmente a violazioni dei diritti umani.

L’annessione dovrebbe essere considerata nell’interezza del suo contesto: un atto unilaterale di aggressione, una violazione del diritto internazionale ed una intensificazione del progetto israeliano di espropriazione palestinese. L’annessione spoglierà i Palestinesi dei pochi, limitati e spesso violati diritti che hanno e li manterrà come soggetti senza diritto per l’eternità, senza uno stato proprio in cui – come tutti gli altri esseri umani – abbiano diritto ad eguali diritti di cittadinanza.

Ziv Stahl è il direttore del dipartimento di ricerca di Yesh Din.

https://www.972mag.com/palestinian-land-west-bank-annexation/

Traduzione di Maurizio Bellotto – Assopace Palestina

 

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