Coscienza morale e rigore ecologico

 

Marwan Bargouti

 

Dalal Mughrabi

 

(http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=&sez=280&id=38514)

Cari amici, ma chi l’ha detto che i coraggiosi combattenti per la libertà dell’Islam sono antisemiti?  Queste sono calunnie degli ebrei – ops, degli israeliani, insomma dei sionisti. Prendete per esempio le recenti dichiarazioni di Marwan Barghouti, il capo dell’ala militare di Al Fatah che si trova nelle carceri israeliane condannato a cinque ergastoli, col pretesto che sarebbe stato direttamente responsabile di numerose “stragi di civili, donne e bambini”, un modo decisamente riduttivo o diffamatorio di descrivere i suoi eroici atti di resistenza, tant’è vero che sia Hamas che l’Autorità Palestinese ne vogliono la liberazione e tutti lo accreditano come un possibile capo della rivoluzione palestinese.  Del resto l’unione delle tv arabe ha trasmesso una serie di annunci pubblicitari sulle “donne modello”, naturalmente sponsorizzata e pagata dall’apposita agenzia delle nazioni unite, in cui come “modello” per le donne arabe è stata proposta in particolare Dalal Mughrabi, l’autrice della più grande strage di civili nella storia del conflitto arabo-israeliano, qualla che sequestrò un autobus e uccise una quarantina di passeggeri, fra cui tredici bambini. E’ vero che poi vigliaccamente le Nazioni Unite hanno detto di non avere approvato l’annuncio, ma intanto la giusta legittimazione di queste splendide azioni per la pace c’è stata e non si discute (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/142269).   Torniamo a Barghouti. Dovete sapere che un paio di settimane fa l’eroe ha mandato una lettera alla conferenza internazionale sui prigionieri palestinesi che si tiene in Marocco (la trovate qui: http://myemail.constantcontact.com/PA-MP-Barghouti–Israel-is–most-abominable-enemy-known-to-humanity-.html?soid=1101929139886&aid=UZbghA5dMgg), in cui ha naturalmente, giustamente polemizzato con il tentativo israeliano di “giudeizzare” Gerusalemme e continuare una “politica di detenzione contro i membri di un popolo senza difesa”, che sarebbe quello palestinese, naturalmente se si fa eccezione di bei tipi eroici come lui.  Ha poi continuato con la poetica ripetizione della sublime propaganda palestinese, che solo per ragioni di spazio evito di riprodurvi qui come meriterebbe. A un certo punto però ci ha messo del suo e ha tentato una definizione di Israele, che è degna di nota: “il peggiore e più abominevole nemico conosciuto dall’umanità”. Niente di radicalmente nuovo, se volete, ma non posso che sottolinearne il carattere laico, razionale, politico, per nulla infarcito di odio teologico, lontanissimo da ogni antisemitismo.  Be’, chi vorrebbe avere a che fare con “i peggiori nemici dell’umanità”? Non sarebbe meglio eliminarli tutti, finando il compito che Hitler ha lasciato a metà? Se posso entrare nella testa degli eroi, è quel che voleva Mughrabi, è quel che vuole Barghouti, è quel che desidera Hamas, è quel che le Nazioni Unite non sarebbero dispiaciute di consentire.  Badate, non per antisemitismo, no, e neppure per fanatismo. Per coscienza ecologica e rigore morale, ecco.

Ugo Volli

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