Cronache e crimini quotidiani dalla Cisgiordania

Lunedì 31 dicembre 2012

 

FORSE CE LA FACCIAMO A CONCLUDERE UN ANNO CON UNA BUONA NOTIZIA…

Egitto: ok a trasferimento materiali da costruzione verso Gaza 

Lunedì, 31 Dicembre 2012 – Damasco – Le autorita’ egiziane hanno autorizzato l’invio di materiali da costruzione attraverso il valico di Rafah verso la Striscia di Gaza, sotto l’assedio israeliano dal 2007.

Il convoglio autorizzato a superare il confine trasporta una prima donazione dell’emiro del Qatar, che ha promesso aiuti per 400 milioni di dollari, dopo la recente offensiva militare israeliana sulla Striscia.

http://italian.irib.ir/notizie/palestina-news/item/118850-egitto-ok-a-trasferimento-materiali-da-costruzione-verso-gaza

………………………………………..

Villaggio palestinese rischia distruzione per ampliamento colonie

Gerusalemme – Un villaggio palestinese a Betlemme, luogo della nascita di Gesu’ Cristo (as), rischia di essere demolito completamente a causa dei piani di Israele per i nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania occupata.
Lo riferisce l’Irib. A Khirbet Zakaria e’ vietato costruire scuole e ospedali. Gli abitanti non possono uscire comodamente dal villaggio senza essere disturbati dalle truppe israeliane. Il villaggio e’ circondato dagli insediamenti israeliani. “E’ difficile per i nostri figli imparare perche’ non ci sono risorse. I bambini non hanno un posto per giocare. Il viaggio e’ praticamente impossibile a causa della mancanza dei mezzi di trasporto, e se non bastasse dobbiamo subire ogni giorno la violenza e il pericolo di coloro che vivono nelle nostre vicinanze, “ha detto una donna di Khirbet Zakaria. “Chiediamo alla comunita’ internazionale di costringere Israele affinche’ ponga fine alla costruzione di nuovi insediamenti dando a noi la possibilita’ di avere una vita normale come gli altri”, ha aggiunto.

http://italian.irib.ir/notizie/palestina-news/item/118853-villaggio-palestinese-rischia-distruzione-per-ampliamento-colonie

………………………………………

DIRITTI, HUMAN RIGHT WATCH STRIGLIA MONTI: “INGIUSTO CHIEDERE AI PALESTINESI DI NON RIVOLGERSI ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE”

30 Dicembre 2012

Human Right Watch, organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani, tira le orecchie all’Italia sulla Palestina. In una lettera molto dura indirizzata al primo ministro italiano Mario Monti,

(qui la lettera in inglese: http://www.hrw.org/print/news/2012/12/21/letter-italian-prime-minister-about-palestine-and-icc )

il direttore esecutivo di HRW Kenneth Roth esprime tutto il disappunto dell’organizzazione per l’invito che il governo italiano ha rivolto all’autorità palestinese a non utilizzare il suo nuovo status di stato osservatore non membro delle Nazioni Unite per cercare l’accesso alla Corte Penale Internazionale. Un atteggiamento che l’organizzazione non governativa reputa non solo ingiustificato, ma grave a tal punto da “indebolire la credibilità dell’Italia sui temi della giustizia”.
Roth si riferisce in particolare a due episodi in cui il governo italiano ha espresso la sua contrarietà rispetto all’accesso della Palestina alla Corte Penale Internazionale – un fatto che, dopo il voto favorevole dell’Onu lo scorso 29 novembre, rientrerebbe nei pieni diritti del popolo palestinese. Il primo è una dichiarazione fatta dallo stesso Mario Monti il 17 dicembre durante un incontro con il presidente palestinese Mahmoud Abbas, in cui il premier italiano ha chiesto all’autorità palestinese di non utilizzare, appunto, il suo nuovo status per ottenere la giurisdizione della Corte Penale Internazionale.
L’altro episodio si riferisce al commento dell’ambasciatore Cesare Maria Regaglini proprio in occasione del voto del 29 novembre scorso: se da un lato l’Italia dava il suo parere favorevole al riconoscimento della Palestina come stato membro non osservatore, dall’altro la invitava a non cercare accesso alla ICC.

“”Queste affermazioni contraddicono il dichiarato impegno dell’Italia all’obbligo di perseguire i più seri crimini internazionali. Inoltre, nella misura in cui hanno lo scopo di scoraggiare i palestinesi dalla volontà di ratificare lo Statuto di Roma (istitutivo della Corte Penale Internazionale, nrd), [queste affermazioni] sono anche incoerenti con la posizione del Consiglio dell’Unione europea riguardo alla stessa Corte, che, come lei ben sa, enfatizza l’importanza di ampliare il più possibile la platea dei firmatari del trattato.””

“Il suo governo – continua il direttore dio HRW rivolgendosi direttamente al Professore – ha recentemente ritirato questo impegno all’universalità”.
La condanna procede, se possibile, in maniera ancora più dura. In questo modo “l’Italia indebolisce la sua credibilità sui temi della giustizia anche altrove”, dal momento in cui può scoraggiare la ratifica di qualsiasi legge umanitaria internazionale o trattato penale”. Secondo l’organizzazione non governativa, non ci sono scusanti per l’atteggiamento dell’Italia: “pressare i palestinesi affinché rinuncino a un’opzione di giustizia internazionale a cui potrebbero avere accesso è sbagliato in principio e assolutamente non serve per proteggere meglio i diritti umani né dei palestinesi né degli israeliani. Al contrario – prosegue la lettera – l’accesso della Palestina allo Statuto di Roma potrebbe ridurre il vuoto di responsabilità per gravi abusi compiuti da entrambe le parti”.

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2012/12/30/hrw-striglia-monti-sulla-palestina_n_2383998.html?utm_hp_ref=italy#slide=1762148

-jasmine-

………………………………………

VITTORIO DA GAZA, 31 DICEMBRE 2008

Gaza: Le fabbriche degli angeli
31/12/2008

Il mio articolo su Il Manifesto di oggi:

Jabilia, Bet Hanun, Rafah, Gaza City, le tappe della mia personale mappa per l’inferno.

Checchè vadano ripetendo i comunicati diramati dai vertici militari israeliani, e ripetuti a pappagallo in Europa e Usa dai professionisti della disinformazione, sono stato testimone oculare in questi giorni di bombardamenti di moschee, scuole, università, ospedali, mercati, e decine e decine di edifici civili.

Il direttore medico dell’ospedale di Al Shifa mi ha confermato di aver ricevuto telefonate da esponenti dell’IDF, l’esercito israeliano, che gli intimavano di evacuare all’istante l’ospedale, pena una pioggia di missili. Non si sono lasciati intimorire. Il porto, dove dovrei dormire, ma a Gaza non si chiude un occhio da 4 giorni, è costantemente soggetto a bombardamenti notturni. Non si odono più sirene di ambulanze rincorrersi all’impazzata, semplicemente perchè al porto e attorno non c’è più anima viva, sono morti tutti, sembra di poggiare piede su di un cimitero dopo un terremoto.

La situazione è davvero da catastrofe innaturale, un cataclisma di odio e cinismo piombato sulla popolazione di Gaza come piombo fuso, che fa a pezzi corpi umani, e contrariamente a quanto si prefigge, compatta i palestinesi tutti, gente che fino a qualche tempo fa non si salutava nemmeno perchè appartenenti a fazioni differenti, in un corpo unico.
Quando le bombe cadono dal cielo da diecimila metri di quota state tranquilli, non fanno distinzioni fra bandiere di hamas o fatah esposte sui davanzali, non hanno ripensamenti esplosivi neanche se sei italiano. Non esistono operazioni militari chirurgiche,
quando si mette a bombardare l’aviazione e la marina, le uniche operazioni chirurgiche sono quelle dei medici che amputano arti maciullate alle vittime senza un attimo di ripensamento, anche se spesso braccia e gambe sarebbe salvabili. Non c’è tempo, bisogna correre, le cure impegnate per un arto seriamente ferito sono la condanna a morte per il ferito susseguente in attesa di una trasfusione. All’ ospedale di Al Shifa ci sono 600 ricoverati gravi e solo 29 macchine respiratorie. Mancano di tutto, soprattutto di personale preparato. Per questo ragione, esausti più che dalle notti insonni dall’immobilismo e dall’omertà dei governi occidentali , così facendo complici dei crimini d’Israele, abbiamo deciso di far partire ieri da Larnaca, Cipro, una delle nostre barche del Free Gaza Movement con a bordo 3 tonnellate di medicinali e personale medico. Li ho aspettati invano, avrebbero dovuto attraccare al porto alle 8 am di questa mattina. Sono invece stati intercettati a 90 miglia nautiche da Gaza da 11 navi da guerra israeliane, che in piene acque internazionali hanno provato ad affondarli. Li hanno speronati tre volte, producendo una avaria ai motori e una falla nello scavo. Per puro caso l’equipaggio e i passeggeri sono ancora tutti vivi, e sono riusciti ad attraccare in un porto libanese.
Essendo sempre più frustrasti dall’assordante silenzio del mondo “civile”, i miei amici ci riproveranno presto, hanno scaricato infatti i medicinali dalla nostra nave danneggiata, la Dignity, e li hanno ricaricati su di un’altra pronta alla partenza alla volta di Gaza.
Certi che la volontà criminale di Israele nel calpestare diritti umani e leggi internazionali,
non sarà mai forte come la nostra determinazione nella difesa di questi stessi diritti e uomini.
Molti giornalisti che mi intervistano mi chiedono conto della situazione umanitaria dei palestinesi di Gaza,
come se il problema fossero la mancanza di cibo, di acqua, di elettricità, di gasolio,
e non chi è la causa di questi problemi sigillando confini, bombardando impianti idrici e centrali elettriche.
Lunghe file ai pochi panettieri con ancora le serrande semiaperte, 40 50 persone che si accapigliano per accapararsi l’ultima pagnotta. Uno di questi panettieri, Ahmed, è un mio amico, e mi ha confidato il suo terrore degli ultimi giorni.
Più che per le bombe, teme per gli assalti al forni. Dinnanzi al suo, si sono già verificate risse.
Se fino a poco tempo fa c’era lo polizia a mantenere l’ordine pubblico, specie dinnanzi alle panetterie,
ora non si vede più un poliziotto in divisa in tutta Gaza. Si sono nascosti, alcuni. Gli altri stanno tutti sepolti sotto due metri di terra, amici miei compresi. A Jabilia ancora strage di bambini, due fratellini di 4 e 10 anni, colpiti e uccisi da una bomba israeliana mentre guidavano un carretto trainato da un asino, in strada as-Sekka, a Jabalia.
Mohammad Rujailah nostro collaboratore dell’ISM, ha scattato una foto che è più di un fermoimmagine, è una storia, è la rivelazione di ciò che tragico viviamo intensamente ogni minuto, contandoci ogni ora, perdendo amici, fratelli, familiari.
Carriarmati, caccia, droni, elicotteri Apache, il più grande e potente esercito del mondo in feroce attacco contro una popolazione che si muove ancora sui somari come all’epoca di Gesù Cristo:

Secondo Al Mizan, centro per i diritti umani, al momento in cui scrivo sono 55 i bambini coinvolti nei bombardamenti, 20 gli uccisi e 40 i gravemente feriti.
Israele ha trasformato gli ospedali e gli obitori palestinesi in fabbriche di angeli,
non rendendosi conto dell’odio che fomenta non solo in Palestina, ma in tutto il mondo.
Le fabbriche degli angeli sono in produzione a ciclo continuo anche questa sera, lo avverto dai fragori delle esplosioni che sento fuori dalle mie finestre.
Quei corpicini smembrati, amputati, quelle vite potate ancora prima di fiorire, saranno un incubo per tutto il resto della mia vita,
e se ho ancora la forza di raccontare delle loro fine, è perchè voglio rendere giustizia a chi non ha più voce, a chi non ha mia avuto un fiato di voce, forse a chi non ha mai avuto orecchie per ascoltare.

restiamo umani, Vik

Vittorio Arrigoni

http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?y=2008&m=12

……………………………………………………

Domenica 30 dicembre 2012

QUANDO IL CALCIO E’ QUELLO VERO. SUCCEDE A HEBRON. 

Un gruppo pacifista fonda una società di calcio nella città vecchia di Hebron

Pubblicato Sabato 29/12/2012 (aggiornato) 30/12/2012 10:53

Con Muhammad Uweiwi

HEBRON (Ma’an) – La Temporary International Presence nella città di Hebron fonda una squadra di calcio per i giovani che vivono in una zona della città vecchia di Hebron, influenzata dall’occupazione militare israeliana. TIPH affitterà strutture di formazione per un anno intero e le fornirà di attrezzature per giovani residenti che vivono nella zona di al-Hussein Wadi di Hebron.

“L’area di Wadi al-Hussein di Hebron ha urgente bisogno di centri sportivi e di intrattenimento, e una delle maggiori preoccupazioni di TIPH è di compiere sforzi per migliorare la stabilità, lo sviluppo economico e il benessere sociale per i palestinesi a Hebron ” ha detto a Ma’an l’osservatore di TIPH Mazin Zuheiri.

L’iniziativa è vista dalla gente del posto come una buona occasione per alleviare le pressioni politiche e psicologiche che i giovani devono affrontare quando le loro vite sono controllate dalle procedure militari di Israele per per proteggere un piccolo gruppo di coloni ebrei che vivono nelle vicinanze.

Il quartiere di ‘al-Hussein Wadi si trova in una zona di cucitura di collegamento tra Kiryat Arba con la zona H2 della città vecchia di Hebron. L’area è controllata dalle forze militari israeliane che vi stazionano per proteggere i coloni.

“Cerco rifugio dalle terribili condizioni economiche e politiche, nonché dalle procedure militari israeliane, abbiamo coinvolto TIPH per sostenere finanziariamente la creazione di una squadra di calcio,” uno dei 21 giocatori, Odai Al-Jaabari, ha detto a Ma’an. “Il TIPH ha visto un certo numero di giovani del quartiere giocare calcio, e ha deciso di approvare la nostra proposta “. TIPH coprirà i costi della squadra di calcio, che include l’assunzione di un allenatore per tutta la durata dell’anno. “E ‘bello che mio figlio ottenga la possibilità di giocare con questa squadra. Il che farà luce su questo settore, e speriamo che le organizzazioni locali a Hebron porteranno più sostegno a questa squadra “, il padre di uno dei giocatori ha detto.

“Ho 21 giocatori che hanno bisogno di molta formazione in modo che possiamo rispolverare i loro talenti, che hanno sviluppato giocando per le strade “, l’allenatore Alaa Zaatari ha detto. TIPH è una missione di osservazione civile di stanza nella città di Hebron. Circa 800 coloni ebrei vivono nel centro storico di Hebron tra i 30.000 palestinesi nelle parti della città antica, che sono sotto il controllo israeliano a seguito di un accordo del 1997.

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=551970&

……………………………………….

TESTIMONIANZE DA PIOMBO FUSO: LA STORIA DI ZIAD

Testimonianza: Tre bambini uccisi nel bombardamento della loro casa, 28 dicembre ’08

Ziad al-‘Absi, padre di sei figli

Vivo con la mia famiglia nella sezione Yabneh del campo profughi di Rafah. Ieri sera [Domenica 28 dicembre], circa alle 22:30, eravamo tutti a casa quando abbiamo sentito il rumore di spari nelle vicinanze. Sono andato fuori con i vicini e ho chiesto ai giovani che sparavano di allontanarsi dal quartiere. Lo hanno fatto, e poi abbiamo visto gli elicotteri israeliani nel cielo.

Anche se gli uomini armati erano andati via, avevo paura che gli elicotteri sarebbero tornati. Ho deciso di prendere tutta la mia famiglia per andare da un parente che vive un po ‘più lontano.

Siamo stati a casa sua fino a mezzanotte e poi siamo andati a casa perché era tranquillo e abbiamo pensato che gli elicotteri se ne fossero andati. Siamo andati tutti a dormire insieme a mia moglie nella mia camera da letto, in modo che i bambini si sentissero al sicuro. Avevano un po’ paura per i colpi che avevano sentito in precedenza. Mahmoud, il nostro figlio maggiore, che ha diciotto anni, non è venuto con noi. Ha insistito per stare con i parenti.

Ci siamo addormentati, e la prossima cosa che ricordo è che mi sono svegliato al Yusef a-Najar Hospital. Ho scoperto che un missile aveva colpito la nostra camera da letto, uccidendo tre dei miei figli – Ahmad, 11 anni, Muhammad, 10, e Sidqi, 5. Sono stato ferito alla testa da una granata, e mia moglie, ‘Ifaf, è rimasta gravemente ferita ed è ricoverata presso l’Ospedale europeo. Mia figlia Zakiya, 16 anni, è stata ferita alla schiena e alla mano destra da una granata, e mia figlia N’ama, 2, è stato colpita in faccia. Ringrazio Dio che ha impedito a mio figlio Mahmoud di venire a casa.

Ziad Mahmoud Yusef al-‘Absi, 46 anni, sposato con sei figli, è un residente di Rafah, striscia di Gaza. La sua testimonianza è stata data per telefono a ‘Abd al-Karim Sa’adi il 29 dicembre ’09.

http://www.btselem.org/testimonies/20081228_three_children_killed_in_bombing_of_al_absi_home

………………………………………….

Domenica, 30 Dicembre 2012 17:03

ISRAELE: formalizzate le accuse per frode e abuso di fiducia contro Lieberman

Formalizzate al tribunale di Gerusalemme le accuse per frode e abuso di fiducia contro Avigdor Lieberman l’ex ministro degli esteri israeliano e leader del partito Israel Beitenu associato al Likud per le elezioni del 22 gennaio.
Il caso riguarda la nomina di ambasciatore in Lettonia di una persona che in precedenza aveva informato il ministro di una inchiesta riservata della polizia contro di lui. Un nuovo testimone contro Lieberman sara’ il vice ministro degli esteri Danny Ayalon, opresidente della commissione per le nomine dei diplomatici

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/118819-israele-formalizzate-le-accuse-per-frode-e-abuso-di-fiducia-contro-lieberman

…………………………………………..

SONO ARTICOLI TRATTI DA: http://www.facebook.com/IlPopoloCheNonEsiste?ref=stream

Contrassegnato con i tag: , , ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam