Cronache e crimini quotidiani dalla Cisgiordania

Mercoledì 2 gennaio 2013

I PARTICOLARI DELLE AGGRESSIONI DEI COLONI ISRAELIANI (DI CUI AL POST PRECEDENTE): COLPITO ANCHE UN VEICOLO DELLA MEZZALUNA ROSSA, OVVIAMENTE CON IL SUO AUTISTA DENTRO.

La Mezzaluna Rossa attaccata durante le incursioni dei coloni in Qusra

Inviato il: 1 GENNAIO 2013 |
1 Gennaio 2013 | International Solidarity Movement, Qusra, Palestina occupata

Mentre la gente di tutto il mondo stava festeggiando l’inizio di un nuovo anno, la città palestinese di Qusra in Cisgiordania era sotto attacco. Verso mezzanotte dei coloni sono entrati nella periferia agricola della città, sradicando circa 250 alberi. Informazioni provenienti da alcuni degli abitanti del villaggio hanno parlato di razzi dell’esercito israeliano che illuminavano gli oliveti per assistere i vandali.

Dopo una lunga notte, i coloni sono tornati la mattina con i cani. Una donna anziana era a casa da sola quando ha sentito le pietre iniziare a bersagliare l’esterno della sua casa. Voci arrabbiate hanno gridato di “uscite, uomini arabi, uscite e combattete”. Hanno devastato il trattore parcheggiato nel vialetto di casa, rompendo le finestre. Grandi pietre erano poste sul suo tetto, ancora visibili quando ISM è andato a trovarla un paio d’ore più tardi.

La donna ha chiesto aiuto e gli abitanti del villaggio hanno risposto marciando in massa verso la sua casa. A questo punto i coloni sono fuggiti in una collina sopra la città e la Forza di Occupazione Israeliana si è spostata.

Rabbiosi scontri sono seguiti tra gli abitanti del villaggio e l’esercito provocando perdite significative: almeno 5 persone sono state ricoverate, circa 20 persone sono state trattate sulla scena per l’inalazione di gas lacrimogeni, circa 15 hanno riportato ferite da proiettili di gomma. Mentre l’esercito era impegnato con gli abitanti del villaggio di Qusra, i rapporti dicono che i coloni si erano trasferiti al villaggio di Jalud. Hanno istituito un posto di blocco improvvisato tra Jalud e Qusra, terrorizzando le auto palestinesi che si spostavano tra i due villaggi.

Verso le 15:00 un autista della Mezzaluna Rossa era alla guida e stava portando generi di aiuto tra Jalud e Qusra, quando ha incontrato il posto di blocco. L’autista – Abdul Kareem Hassan – dice cheil suo veicolo è stato fermato e bersagliato con numerose grosse pietre da parte dei coloni. Ogni finestrino del veicolo è stato distrutto e Abdul Kareem ha subito colpi alla testa dalle pietre. Con il tempo è stato in grado di raggiungere Qusra, sanguinava dalla testa e soffrendo di stress respiratorio.

Un residente locale ha detto a ISM che non riusciva a ricordare una settimana negli ultimi due anni in cui Qusra non soffra di un qualche tipo di aggressione avviato dai coloni . L’attentato di oggi, tuttavia, è stata particolarmente grave e un inizio sgradito del nuovo anno per la gente di Qusra.

http://palsolidarity.org/2013/01/red-crescent-attacked-during-settler-raids-in-qusra/

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ANCHE I COLONI ISRAELIANI CONTINUANO A FARE LA LORO PARTE. SEMPRE LA STESSA. 

Coloni compiono un’incursione nel paese di Nablus , sradicando alberi di ulivo; bruciate auto a Hebron

Pubblicato ieri (aggiornato) 2013/02/01 00:25

NABLUS (Ma’an) – Decine di coloni hanno fatto irruzione nella Cisgiordania settentrionale, al villaggio di Qusra, nella notte di lunedi, sradicando oltre 190 alberi di ulivo, un funzionario ha detto a Ma’an. Molti residenti del villaggio, vicino a Nablus, sono stati aggrediti, e case e un trattore sono stati danneggiati nel raid, l’ ufficiale Ghassan Daghlas del monitoraggio insediamenti.

Le guardie di sicurezza palestinesi hanno cacciati i coloni, e trattenuto quattro di loro per un breve periodo di tempo. Le forze israeliane sono subito intervenute, sono entrate nel villaggio, e rilasciato i coloni, Daghlas ha detto.

Sempre durante la notte, i coloni sono penetrati nel villaggio di Beit Ummar a nord di Hebron, e bruciato una macchina e trattori appartenenti al residente Suhail Bragheith. I vandali hanno anche spruzzato graffiti dicendo: ” Un buon arabo è un arabo morto ” e
” la vendetta di Yitzhar è sulle proprietà oggi e domani sarà sulle anime. ” Le truppe israeliane sono entrate nel villaggio, e hanno detto ai residenti che avrebbero indagato.

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=552692&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+imeu%2FnewsAnalysis+%28IMEU+%3A+News+%26+Analysis%29

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E SI RICOMINCIA… ANZI, SI CONTINUA… LA CISGIORDANIA PROTESTA E ISRAELE RISPONDE

Soldati israeliani aprono il fuoco su dimostranti dopo che un raid israeliano in Cisgiordania ha acceso proteste

Le tensioni in aumento nei territori occupati

Pubblicato il Martedì, 1 GENNAIO 2013 da Common Dreams
– Jacob Chamberlain, scrittore staff

I report stanno ora facendo emergere che le forze israeliane hanno usato il fuoco vivo sui residenti palestinesi della Cisgiordania settentrionale a seguito a un raid fallito sotto copertura e successivi scontri tra l’esercito israeliano e giovani palestinesi, Associated Press ha segnalato .

I primi soldati israeliani, martedì mattina, si sono travestiti da venditori di verdura, nel tentativo di cogliere i membri di quello che l’esercito israeliano afferma di essere un gruppo militante nella città di Tamoun. I soldati in incognito hanno arrestato un uomo, ma i residenti locali hanno protestato subito contro il raid extragiudiziale con lancio di pietre e bottiglie.

Le truppe israeliane hanno risposto con il fuoco vivo, secondo i rapporti locali, con otto uomini ora riferito che sono stati colpiti. Nessun morto è stato ancora segnalato.

Le tensioni si sono accentuate in Cisgiordania in seguito alle proteste di massa nel mese di dicembre sull’ uccisione di un giovane ragazzo palestinese disarmato dalla polizia di frontiera israeliana.

Le forze israeliane hanno usato la mano pesante in tutta la Cisgiordania, in particolare a Gerusalemme Est, dove nel villaggio di Issawiya fino a 50 abitanti palestinesi sono stati arrestati nel solo mese di dicembre.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha recentemente approvato migliaia di nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania, in particolare a Gerusalemme Est e il corridoio E1, nonostante la diffusa riprovazione internazionale .

Nel mese di dicembre, il governo di Netanyahu ha spinto in avanti i piani per 11.000 case al di là della Linea Verde che ha segnato i confini di Israele del 1967 – “quasi quanto le case dei coloni quando furono approvate nei precedenti 10 anni insieme,” Times riferisce .

https://www.commondreams.org/headline/2013/01/01-1

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Egitto: arrestato “l’israeliano che vuol essere palestinese”

Su richiesta di Tel Aviv, le autorità egiziane hanno arrestato un giovane israeliano che si dichiara antisionista e che vuole rinunciare alla cittadinanza israeliana.

E’ giallo sulla sorte di un giovane cittadino israeliano originario del Tagikistan, arrestato venerdì dalle autorità egiziane dopo esser stato fermato e trattenuto per diverse ore dalla polizia di frontiera israeliana, al valico di Taba, nel Sinai.
Andrei Pshenichnikov, così si chiama il ventiquattrenne, sarebbe sospettato di non meglio precisate “attività spionistiche” e il suo arresto è stato per il momento esteso per altri dieci giorni.
I media israeliani affermano che Pshenichnikov ha svolto il suo servizio militare nei Territori palestinesi occupati per tre anni, prolungando volontariamente di ben 18 mesi la leva obbligatoria nell’esercito di Tel Aviv. Ma una volta concluso il servizio militare avrebbe maturato una frontale opposizione nei confronti del sionismo e dello Stato d’Israele, dedicandosi alla lotta per il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese. La scorsa estate il quotidiano israeliano Haaretz scoprì che il giovane si era stabilito nel campo profughi di Deheishe (Betlemme) nel tentativo di identificarsi al massimo con la causa palestinese. “Voglio dimostrare – aveva affermato in un’intervista – che per un ebreo è possibile vivere tra i palestinesi senza essere considerato un nemico”. E poi aveva aggiunto: “voglio abbandonare i privilegi che il sionismo concede agli ebrei e passare dall’altra parte come segno concreto di solidarietà con gli occupati”. Il giovane avrebbe dapprima lavorato come cameriere in un hotel di Betlemme e poi come manovale in un cantiere edile del vicino campo profughi.
Fonti di stampa affermano che Pshenichnikov avrebbe cercato di entrare nel Fronte popolare per la liberazione della Palestina, una formazione della sinistra palestinese di ispirazione marxista che Israele considera un’organizzazione terroristica. Per questo sarebbe stato arrestato dalla Polizia dell’Autorità Nazionale Palestinese su richiesta di Israele, espulso e “riconsegnato” alla sua famiglia (che vive nei sobborghi di Tel Aviv). Non prima di essere interrogato per giorni dallo Shin Bet, i servizi segreti israeliani, e accusato di collaborare con il nemico e con una organizzazione che punta alla distruzione dello ‘stato ebraico’.
Dopo la sua liberazione, secondo i media di Tel Aviv, sua madre Svetlana gli avrebbe consigliato di cambiare aria e di trascorrere alcuni mesi a Parigi. Al suo ritorno Andrei ha detto agli amici di voler visitare la striscia di Gaza: dove però l’ingresso agli israeliani, per decisione delle autorità occupanti, é vietato. E’ quindi possibile che il giovane abbia deciso di raggiungere la Striscia di Gaza passando per il Sinai egiziano, incappando però nei forti controlli delle guardie di frontiera israeliane prima ed egiziane poi.
La polizia di Eilat (località israeliana sul Mar Rosso) avrebbe requisito a Pshenichnikov il passaporto israeliano e quello russo, nel tentativo di impedirgli il passaggio in Egitto. Ma qualche giorno dopo avrebbe comunque tentato di passare nel paese confinante attraverso la località turistica di Nueiba (nel Sinai egiziano), secondo alcuni testimoni in compagnia di una donna di circa 30 anni.
Adesso il giovane nato nell’ex Unione Sovietica “che vuole diventare palestinese” – così ne parlano i media israeliani anche perché Pshenichnikov ha più volte affermato di voler rinunciare alla cittadinanza israeliana – e che si dichiara apertamente antisionista è recluso in un carcere di Sharm el Sheik, nel Sinai egiziano. Per conto di Israele.

http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/13569-egitto-arrestato-lisraeliano-che-vuol-essere-palestinese?fromfbpage=1

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IL CAIRO-In Egitto un ufficiale dell’esercito israeliano è stato arrestato nella penisola del Sinai dopo aver attraversato illegalmente il confine dell’Egitto, riferiscono le forze di sicurezza egiziane.

Secondo i media locali, il militare avrebbe attraversato il confine senza passaporto. Nel territorio egiziano l’ufficiale israeliano avrebbe parlato con degli autisti e scattato diverse foto, riferiscono le autorità del Cairo

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/118955-egitto,-arrestato-nel-sinai-un-ufficiale-israeliani

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Centinaia piloti stranieri in Israele per manovre

Parteciperanno ad una delle più ampie esercitazioni della storia dell’aviazione di questi ultimi anni. Tra di essi è molto probabile la presenza di italiani

Mercoledì 2 gennaio 2013
Gerusalemme, 2 gennaio 2012, Nena News – La rete televisiva israeliana “Canale 2” riferisce che sono attesi nel paese centinaia di piloti militari di altri paesi che parteciperanno ad una delle ampie manovre aeree della storia dell’aviazione di questi ultimi anni. La televisione non ha specificato quando si svolgeranno i voli di addestramento. I nomi dei paesi ai quali appartengono questi piloti sono tenuti segreti ma i “top gun” israeliani negli ultimi anni hanno preso parte ad esercitazioni in vari Stati occidentali, tra i quali Grecia, Ungheria, Cipro e l’Italia. Di recente i piloti israeliani si sono addestrati in Sardegna ed è molto probabile che tra i militari stranieri attesi nello Stato ci siano anche italiani. Il colonnello pilota israeliano Assaf, con il volto coperto dal casco e dalla visiera abbassata, ha dichiarato davanti alle telecamere di “Canale 2” che Israele è un eccezionale terreno di addestramento per il volo a bassa quota e per l’uso di munizioni vere, nonchè per la sua conoscenza dei sistemi d’arma in uso in vari paesi arabi. Non è chiaro se Assaf si sia riferito anche all’offensiva aerea che l’aviazione dello Stato ebraico ha compiuto contro la Striscia di Gaza lo scorso novembre. In quel caso oltre 170 palestinesi, in buona parte civili (tra i quali donne e bambini), sono rimasti uccisi nelle 1500 missioni effettuate in otto giorni dalle forze aeree israeliane.
Nena News

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Martedì 1 gennaio 2013

LA STORIA DI MIRIAM, CHE PRODUCE COSMETICI NELLA SUA TENDA BEDUINA NEL DESERTO DEL NEGEV

Quando Ben Gurion dichiarò che lo sviluppo del deserto del Negev, a sud di Gerusalemme, sarebbe stata la vera sfida per gli israeliani, i coloni lo presero sul serio e il deserto fiorito divenne il miracolo del dopoguerra. Vi fu una delle più ampie riforestazioni mai attuate dall’uomo, un’iniziativa che passò alla storia come “Sionismo verde”. Il caro prezzo per questo miracolo lo stanno pagando i beduini, allontanati a forza dal loro habitat e confinati in 7 città. Alcuni hanno resistito in 45 accampamenti presenti nel deserto ma non riconosciuti da alcun governo. Abbandonati a loro stessi.
Nella periferia di una delle 7 città fatiscenti che si affaccia al deserto (Tellsheva) abbiamo incontrato Miriam Abu Rakeik.

http://www.unimondo.org/Notizie/La-figlia-del-deserto-137839

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FACCIAMO TUTTI UN GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME, PER DIMOSTRARE SOLIDARIETA’ A SAMER ISSAWI

Lunedì 7 gennaio 2013 uniamoci per 24 ore alla lotta di Samer, prigioniero palestinese rinchiuso nelle carceri sioniste e da oltre 150 giorni in sciopero della fame

http://www.palestinarossa.it/?q=it%2Fcontent%2Fevent%2Fsolidariet%C3%A0-con-samer-issawi-24-ore-di-sciopero-della-fame-di-massa

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ANP: NEL 2013 CI SARA’ LA REALIZZAZIONE DELLO STATO PALESTINESE

Il 2013 vedrà la realizzazione dell’indipendenza palestinese. Lo ha promesso il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen.
Nell’accendere una fiaccola nei giardini del suo quartier generale in Cisgiordania, per dare il via alle celebrazioni per il 48esimo anniversario del suo movimento al Fatah, Abu Mazen ha parlato dello storico voto alle Nazioni Unite dello scorso mese, descritto come il ‘certificato di nascita’ dello stato palestinese. “Abbiamo un certificato di nascita…e vogliamo completare il percorso verso la piena indipendenza”, ha affermato. “Il prossimo anno, il 2013, sarà l’anno dello stato e dell’indipendenza”.

http://italian.irib.ir/notizie/palestina-news/item/118935-anp-nel-2013-ci-sar%C3%A0-realizzazione-stato-palestinese

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