Cronache e crimini quotidiani dalla Cisgiordania

Giovedì 24 gennaio 2013

ULTERIORI NOTIZIE DALLA CISGIORDANIA… E’ UNA STORIA INFINITA
Decine di lavoratori attaccati dai soldati vicino a Jenin

Mercoledì 23 gennaio, 2013 11:33 di Saed Bannoura – ai nostri microfoni e agenzie

Mercoledì 23 gennaio, fonti mediche palestinesi hanno riferito che decine di lavoratori palestinesi sono stati trattati per gli effetti di inalazione di gas lacrimogeni dopo che l’esercito li ha attaccati al posto di blocco At-Taiba , nei pressi della città di Tulkarem.
Testimoni oculari hanno riferito che l’esercito ha chiuso il posto di blocco quasi alle 5, all’alba, e ha impedito ai lavoratori di arrivare ai loro cantieri in Israele. Tutti portavano un permesso di lavoro valido. I soldati hanno ordinato ai lavoratori di tornare a casa, e hanno scagliato granate a gas a diversi di loro provocando decine di feriti. Gli operai feriti sono stati trasferiti agli ospedali locali a Jenin, e sono stati tutti rimandati a casa in seguito. All’inizio di giovedi mattina, i soldati israeliani hanno invaso il villaggio di Al-Yamoun, a ovest di Jenin, hanno fatto irruzione nella casa del residente Abul-Ghani Abu Al-Haija, e cercato nella proprietà, causando danni. I soldati stavano cercando Samed, il figlio di Abdul -Ghani, e hanno chiesto al padre di “convincere il figlio di rivolgersi all’esercito”. Hanno anche sequestrato diverse foto di Samed.

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Teenager dice di essere stato picchiato al checkpoint israeliano

Pubblicato ieri (aggiornato) 24/01/2013 09:57

Qalqiliya (Ma’an) – I soldati israeliani mercoledì hanno picchiato un adolescente a un posto di blocco a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania, ha detto il ragazzo. Adnan Ibrahim Hasan, 17 anni, ha detto a Ma’an che i soldati hanno fermato la macchina su cui stava viaggiando al checkpoint di Huwwara e controllato le carte d’identità dei passeggeri. “Quando ho detto che ero da Kafr Qaddum, i soldati tutto ad un tratto hanno iniziato a picchiarmi e insultarmi dicendo che era una rappresaglia per la manifestazione settimanale del mio paese”, ha detto Hasan , che era gravemente ferito. Kafr Qaddum tiene raduni settimanali che chiedono che Israele riapra la strada principale del villaggio ad est di Qalqiliya. Murad Ishteiwi, un portavoce per le proteste, ha detto che l’assalto di mercoledì non era senza precedenti. Ha detto che i soldati spesso hanno attaccato gli abitanti di Kafr Qaddum ai posti di blocco. Un portavoce militare israeliano non ha subito risposto a una chiamata in cerca di commento.

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Esercito: 4 palestinesi detenuti in raid durante la notte
Pubblicato oggi 09:57

BETLEMME (Ma’an) – Le forze israeliane hanno arrestato quattro palestinesi nei raid in Cisgiordania durante la notte di mercoledì, l’esercito ha detto. Una portavoce militare israeliana ha detto che i soldati hanno arrestato due persone di Beit Duqqu, vicino a Ramallah, un’ altra da Sanniriya vicino Qalqiliya e una quarta persona nei pressi di Hebron. Ha detto a Ma’an che sono stati presi perun interrogatorio di sicurezza. In precedenza mercoledì, i soldati israeliani hanno arrestato due attivisti della solidarietà da Ramallah ed Hebron, il rappresentante della gioventù contro gli insediamenti Badee Dweik ha detto. Dweik ha detto che il 16enne Baraa al-Atrash e Muhammad Yousif, 28 anni, erano a Hebron per mostrare solidarietà con i residenti di Tal Rumeida quando sono stati arrestati dai soldati israeliani vicino a Hebron centrale.

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DALLA CISGIORDANIA, IERI.

Sei palestinesi, tra cui due bambini, rapiti in Cisgiordania

Mercoledì 23 gennaio, 2013 12:44 da Saed Bannoura – ai nostri microfoni

Mercoledì 23 gennaio, i soldati israeliani hanno invaso diverse parti della West Bank occupata, hanno fatto irruzione nella ricerca in diverse abitazioni, ed hanno arrestato sei palestinesi, tra cui due bambini, prima di portarli a una serie di centri militari per gli interrogatori . I soldati inoltre effettuato una invasione limitata nel nord di Gaza.

L’esercito ha invaso il villaggio di Safa, nei pressi di Ramallah, hanno fatto irruzione e perquisito diverse abitazioni, e rapito un residente. I soldati hanno utilizzato una carica esplosiva per far esplodere la porta principale della casa di Hasan Yasser Karaja, e lo hanno rapito dopo aver confiscato tre personal computer che appartengono alla famiglia. Vale la pena ricordare che Montaser, il più giovane fratello di Hasan, è un prigioniero politico che è stato rapito dall’esercito qualche mese fa.

Inoltre, l’esercito ha rapito due palestinesi al posto di blocco Huwwara , a sud di Nablus. L’agenzia WAFA ha riferito che i due palestinesi sono stati identificati come Nidal Zein Zein, e Mohammad Omar Sha’ban.

A Silwan, a sud di Al -Aqsa a Gerusalemme Est occupata, l’esercito ha rapito, mercoledì all’alba, due bambini palestinesi dopo aver fatto irruzione nelle case delle loro famiglie alla loro ricerca . Il centro d’informazione Wadi Hilweh a Silwan, ha riferito che i soldati hanno rapito i due bambini dalle loro case circa alle 4 all’alba. I bambini rapiti sono stati identificati come Alaa ‘Tawfiq Abu Tayeh, 14 anni, e suo cugino Majdi Abu Wael Tayeh, 14. I soldati hanno anche consegnato a un altro bambino, identificato come Monther Riyadh Al-Abbassy, 15, un mandato, ordinandogli di dirigersi verso una vicina stazione di polizia per essere interrogato.
Information Center ha detto che i bambini rapiti sono stati spostati alla stazione di polizia Al-Maskobiyya nella città.

Due giorni fa, i soldati israeliani hanno rapito un bambino di 8 anni, da Al-Eesawiyya , nella zona occupata di Gerusalemme Est, affermando che “haveva lanciato pietre alla loro jeep.” I soldati hanno inseguito il bambino, identificato come Ali Dirbas, mentre stava tornando a casa da scuola, e lo hanno afferrato mentre raggiungeva la principale porta di casa della sua famiglia. Due giovani palestinesi hanno cercato di difendere il bambino, e l’esercito li violentemente attaccati, e spruzzato i loro volti con peperoncino spray.
L’esercito ha inoltre attaccato e spinto in giro molte donne locali che si sono riunite nel tentativo di liberare il bambino mentre la polizia lo ha trascinato via. I soldati anche lanciato gas diversi e granate assordanti sui residenti, portando ad una serie di infortuni.

Nelle notizie correlate, l’esercito ha invaso, in precedenza il mercoledì all’alba, la città di Al-Khader, a sud di Betlemme, e girato nelle sue strade, senza arresti o scontri.

A Betlemme, l’esercito ha invaso il campo profughi Al-Azza , e la zona di Obeyyat, e consegnato a due residenti avvisi militari in cui hanno ordinato loro di andare alla base militare di sicurezza di militare Ezion , a sud di Betlemme, per un interrogatorio. Fonti palestinesi hanno riferito che l’esercito ha fatto irruzione nella casa di Ali Qaraqe ‘Al-Azza, e perquisito la proprietà prima di consegnare a suo figlio di 19 anni, Al-Mo’taz, un mandato per andare ad Ezion per l’interrogatorio. Un ordine analogo è stato consegnato al residente Mohammad Al-Obeyyat, 26 anni, nella zona di Al-Obeyyat a Betlemme.

Nella Striscia di Gaza, i soldati israeliani hanno condotto uno invasione limitata in Beit Hanoun, nella parte settentrionale della regione costiera, e hanno sparato diversi cicli di munizioni vive a caso. Bulldozer militari hanno sradicato terre palestinesi vicino alla zona di frontiera; i soldati si sono poi ritirati dalla zona , non sono stati segnalati scontri.

http://www.imemc.org/article/64939

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LE PAROLE IMMORTALI DI BOBBY SANDS, DEDICATE A SAMER. 

Le parole di Bobby Sands, l’irlandese a lungo in sciopero della fame durante la sua prigionia, suonano vere per Samer Al Essawi

UFREE Network | Media Centre 24 gennaio 2013

Il prigionieri politico Palestinese in sciopero della fame, Samer Al Essawi, è stato condotto ieri al tribunale israeliano per ascoltare il verdetto sul suo appello. Essendo ora in sciopero della fame per più di 183 giorni, il corpo di Samer sta iniziando a cedere, non è più in grado di camminare da solo. In breve tempo è stato subito annunciato dal tribunale israeliano che il suo appello è stato negato. Il passo successivo sarà quello di andare davanti al tribunale militare israeliano il 5 febbraio e in quel momento una decisione sarà presa per liberarlo, o tenerlo imprigionato. In entrambi i casi le prossime settimane sono pericolose e critiche per Samer e la sua famiglia.

Samer Al Essawi è stato originariamente arrestato durante la seconda Intifada ed è stato condannato a 26 anni di carcere. Poi, nel 2012, durante il Deal Gilad Shalit Swap tra fazioni politiche palestinesi e Israele, Samer è stato liberato insieme a centinaia di suoi compagni prigionieri politici. Tuttavia, Israele sembra ora rinnegare questo accordo e ha continuato una politica casuale di ri-arrestare alcuni di questi prigionieri liberati, uno dei quali è Samer, e mettendoli in detenzione amministrativa.

B’Tselem riferisce che “alla fine di novembre 2012, 4430 detenuti di sicurezza palestinesi e prigionieri sono rinchiusi nelle carceri israeliane.” Inoltre, 990 di loro sono detenuti fino a quando i procedimenti legali non saranno stati completati e altri 178 sono semplicemente detenuti a tempo indeterminato senza accusa o processo, come ad esempio quelli in Detenzione Amministrativa. Pertanto, i prigionieri come Samer hanno ben poco che possono usare come leva contro le condizioni illegali e barbare che sono esercitate su di loro, ma hanno trovato un modo per reagire.

I prigionieri palestinesi ora stanno facendo la guerra solo con i loro corpi e la loro volontà di resistere come armi. E seguendo le orme dei detenuti politici irlandesi , stanno ora utilizzando la tattica di sciopero della fame contro il loro nemico.

UFREE Network ha recentemente organizzato una delegazione da Palestine 48, costituito dall’Istituto Al Yousef Sedeeq per la protezione dei prigionieri e il Centro per i diritti umani Meezan. La delegazione è stata facilitata dagli amici irlandesi della Palestina e ha visitato le due città di Derry e Belfast in Irlanda del Nord. Entrambe queste città sono immerse nella storia dell’ occupazione, della lotta.

Durante la visita la delegazione ha tenuto molti incontri importanti con persone che sono state coinvolte in entrambi i recenti scioperi della fame in Irlanda. Si è incontrata con Pat Sheehan e Raymond McCartney, gli uomini che hanno partecipato a scioperi della fame irlandesi. Pat Sheehan sarebbe stato il prossimo a morire nel 1981 se avesse continuato lo sciopero della fame . Era molto vicino alla morte. Eppure oggi entrambi gli uomini sono ora eletti MLA e hanno ricevuto la delegazione di Palestine 48 al Palazzo del Governo Stormont che un tempo rappresentava un bastione dell’ occupazione britannica. All’interno di questo edificio gli ex prigionieri politici irlandesi hanno incontrato la delegazione. Sono state inoltre organizzate riunioni con Jim Gibney per discutere la strategia usata per coinvolgere la organizzazione di comunità locali e internazionali durante lo sciopero della fame irlandese. La delegazione Palestine 48 spera di imparare i modi di aumentare la consapevolezza internazionale e di sostegno per lo sciopero della fame in corso proprio in patria.

Durante la visita in Irlanda, molti ex prigionieri politici irlandesi e gli ex scioperanti della fame hanno inviato i loro messaggi di solidarietà e sostegno a Samer e agli altri prigionieri. Le molte somiglianze tra l’Irlanda e la Palestina non sono state perse per i membri della delegazione e durante il loro tempo in Irlanda hanno visitato molti luoghi del ricordo per i martiri irlandese e le vittime della lotta. Tuttavia è stato durante una visita alla tomba di Bobby Sands, che ha guidato dal 1981 lo sciopero della fame, che la delegazione si è sentita in dovere di lasciare un segno di rispetto per un compagno caduto irlandese morto in sciopero della fame. Un ex detenuto e amministratore delegato dell’Istituto Al Sedeeq per la protezione prigionieri ha poi messo una sciarpa con la bandiera palestinese a fianco di Bobby nella tomba. Presto tutti i pensieri si sono rivolti a Samer e alla sua condizione per la libertà e un messaggio di sostegno è stato poi inviato a Samer dall’ Irlanda. Ora è affetto da problemi di salute tra cui vertigini, dolori addominali intensi, visione offuscata e doppia e dolori articolari. i suoi organi stanno iniziando a raggiungere la fase in cui si iniziano a chiudere, uno per uno.

Con solo il suo corpo come arma, Samer ha detto che continuerà lo sciopero della fame fino alla sua libertà. Quindi la domanda a Israele da parte delle persone di coscienza in tutto il mondo rimane la stessa, sarà la sua libertà a venire quando uscirà per tornare a casa, o la sua libertà sarà a venire quando verrà rilasciato nella morte. Israele dovrebbe ricordare che lo sciopero della fame irlandese è stato un punto di svolta che ha visto tutto il mondo supportare i prigionieri politici irlandesi. E se pure Samer fosse costretto a morire in prigione, così anche salirà la marea contro Israele.

Nelle parole immortali di Bobby Sands:

C’è una cosa interiore in ogni uomo, conosci questa cosa, amico mio? Ha resistito ai colpi di un milione di anni, e lo farà fino alla fine.

Si trova nel cuore degli eroi morti, urla agli occhi dei tiranni, ha raggiunto il picco dell’ alta montagna, viene bruciante attraverso i cieli.

Accende il buio di questa cella, tuona fuori la sua forza, è ‘il pensiero indomabile’, amico mio, che pensava di dire ‘ho ragione!’

LIBERO AL SAMER ISSAWI ADESSO!

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M.O.: Hamas, leadership Abu Mazen non e’ in discussione

Gaza, 23 gen. – (Adnkronos/Aki) – Non c’e’ alcun disaccordo, all’interno di Hamas, circa la guida di Abu Mazen (Mahmoud Abbas) del governo di unita’ nazionale che dovrebbe nascere alla fine del mese. Lo ha dichiarato il numero due del movimento islamico Mousa Abu Marzouq. ”Abbiamo trovato un accordo sul prossimo governo, guidato dal presidente (dell’Anp, ndr) Abbas (Abu Mazen, ndr), ma i, processo per la sua formazione e la selezione dei suoi membri verra’ discussa in seguito perche’ noi tutti vogliamo un governo che sostenga e rafforzi la riconciliazione”, ha detto Abu Marzouq nel corso di un intervista con la televisione palestinese. ”Vogliamo che il governo che verra’ lavori alla ricostruzione della Striscia di Gaza e porti avanti tutti gli accordi tra Fatah e Hamas”, ha aggiunto.

http://it.notizie.yahoo.com/m-o-hamas-leadership-abu-mazen-non-e-094600766.html

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LAPID DETTA LA SUA AGENDA IN ISRAELE (CON VIDEO)

“Israele dice no a una politica di paura e di odio, no alla divisione in fazioni o gruppi lontani per interesse . No alll’estremismo e all’antidemocrazia”. Yair Lapid è stato la sorpresa di queste elezioni. Il suo partito arriva secondo e avrà un ruolo importante nella formazione del prossimo governo. “La prova che il vero cuore di questo paese batte al centro. Crediamo nella pace e anche la classe media vuole un cambiamento nelle dinamiche sociali”. “Non è una società frammentata, Yair Lapid percorre un sentiero di unità. Sa come vendere un sogno, il sogno che anche noi inseguiamo”. Yair Lapid, 49 anni è un viso conosciuto in Israele. Ex anchorman, ha 49 anni, l’anno scorso aveva annunciato di voler “salire” in politica. Centrista, Lapid ripercorre il cammino del padre, Joseph “Tommy” Lapid, anch’egli giornalista, diventato poi uomo politico. Lapid vuole forzare la mano alla pace, lui è a favore di uno stato palestinese. Yair Lapid: “Se il premier voleva negoziare e si è reso conto che dall’altra parte aveva qualcuno con cui negoziare, avrebbe dovuto andare avanti. Se un premier vuole sedersi al tavolo del negoziato, lo deve fare. È quello che cercherò di fare, cercherò di lavorare in questo senso, perché è una cosa che mi sta molto a cuore”. Come il padre è contrario ai privilegi accordati agli ultraortodossi, privilegi che, dice, la società israeliana non è più in grado di pagare. Yair Lapid “Non nasconderò dietro un dito i privilegi della destra estrema. Il nuovo governo dovrà essere un governo più moderato perché io possa aderirvi”. Soffia un vento nuovo in Israele e Lapid lo incarna. Nial O’Reilly, euronews: -Benyamin Netanyahu sarà ancora premier, malgrado la perdita di voti, che tipo di messaggio ha voluto dargli l’elettorato? Con noi per capire cosa è successo in Israele l’analista politico, Abraham Diskin. Netanyahu ha fatto della sicurezza nazionale una priorità. Ha mal interpretato gli umori del PAese? Dovrà rivedere le priorità? Abraham Diskin, analista politico: No, per molti il conflitto arabo israeliano e la minaccia iraniana restano prioritarie. Quello che vedo è una strategia pessima: la fusione tra il partito di Netanyahu e quello di Liberman, il nostro ex ministro degli Esteri. Un’alleanza che ha fatto perdere voti, soprattutto al centro. -Pensa che rivedrà la composizione del governo, che aveva in mente? “Credo che sia interessato, anche se avesse avuto qualche voto in più, alla cooperazione con i centristi. Il partito di centro, guidato dall’ex giornalista, Yair Lapid è importante. “C‘è futuro” è la traduzione del nome del partito, ma questi due partiti non hanno non hanno la maggioranza, sarà difficile avere in coalizione altri partiti di centro o addirittura di sinistra. Netanyahu e Lapid devono decidere se allearsi con uno dei partiti del blocco di destra, potrebbe trattarsi di una formazione molto più a destra del Likud o relativamente moderata, ma ultraortodossa”. . -Come interpreterà il risultato la Casa Bianca? Infleunzerà le relazioni israelo statunitensi, che non sono state le più forti sotto Obama? “Stimo Obama e penso che i suoi valori debbano essere rispettati, ma penso abbia fatto i peggiori errori interpretando i possibili sviluppi di questa regione. Nel corso della primavera araba, l’abbiamo visto. Penso inoltre che agli americani sfugga il cuore del problema del conflitto. Penso ci sia una cattiva interpretazione del conflitto che ci separa dai palestinesi e dagli arabi in generale. Potrebbero fare di più per promuovere la pace, potrebbero fare maggiore pressione su Israele, ma dovrebbero trovare il veroproblema. Il vero problema non è Israele, non è il governo di Israele, il vero problema è costitutito dalla Palestina”.

VIDEO:
http://it.notizie.yahoo.com/video/lapid-detta-la-sua-agenda-192540445.html

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PALESTINA, USA: VOTO ASSEMBLEA ONU NON SIGNIFICA RICONOSCIMENTO DELLO STATO

New York (New York, Usa), 23 gen. (LaPresse/AP) – “Qualsiasi riferimento allo ‘Stato di Palestina’ alle Nazioni unite, tra cui l’uso di questo termine davanti al Consiglio di sicurezza”, non rende la Palestina uno Stato. Lo ha detto l’ambasciatrice degli Stati Uniti all’Onu, Susan Rice, dopo che il ministro degli Esteri palestinese Riad al Malki ha parlato al Consiglio di sicurezza seduto dietro un cartello con sopra scritto ‘Stato di Palestina’. Si è trattato del primo discorso tenuto da un funzionario del governo dell’Autorità nazionale palestinese davanti al Consiglio da quando a novembre scorso l’Assemblea generale dell’Onu aveva votato per modificare lo status della Palestina in uno Stato osservatore non membro. Gli Stati Uniti, ha affermato la Rice, non credono che il voto dell’Assemblea generale abbia “conferito alla Palestina lo status di uno Stato né che significhi un riconoscimento”.

http://it.notizie.yahoo.com/palestina-usa-voto-assemblea-onu-non-significa-risconoscimento-210406295.html

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ANCORA DA FACEBOOK, CONDIVIDIAMO L’EVENTO CHE CHIEDE AIUTO PER UNA FAMIGLIA A GAZA, DURAMENTE COLPITA DAI BOMBARDAMENTI A NOVEMBRE

“Durante l’ultimo attacco dell’occupazione israeliana sulla Striscia di Gaza, a novembre del 2012, molte famiglie hanno subìto perdite dei loro cari, molte strutture sono state distrutte, molti hanno perso la vita. Fra questi, la piccola Haneen Tafish, di 10 mesi, seconda martire del vigliacco attacco sionista. Le mura della sua casa, ed il tetto, sono crollati su di lei, uccidendola.
Ora, quello che resta della sua famiglia versa in condizioni insostenibili, anche a causa dell’enorme condizione di povertà in cui si trova, tra l’altro, la maggior parte dei palestinesi della Striscia, sotto assedio ed embargo da anni.”

Nota della pagina: sappiamo che non è facile, in questo periodo così duro per moltissimi di noi, riuscire sempre ad esprimere la nostra solidarietà in modo concreto. Confidiamo che ci siano anche quelli che fortunatamente si potranno permettere di offrire il loro contributo.

https://www.facebook.com/events/454463234606709/permalink/455297174523315/

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(abbiamo parlato dei vari dittatori spodestati e dei popoli che se ne sono liberati … ebbene, stavolta parliamo di un altro capo di governo, quello israeliano, e della coalizione che rappresenta e, a quanto pare, il popolo, o almeno una bella fetta di popolo, ha cominciato a girarsi dall’altra parte … la nostra speranza è che sempre di più il popolo israeliano rivolga lo sguardo verso la Pace…)

BELLISSIMA VITTORIA DEL “POPOLO D’ISRAELE”. E’ LUI INFATTI CHE HA DICHIARATO CONCLUSA L’EPOCA NETANYAHU.

23 Gennaio 2013

Le fotografie del premier a poche ore dal voto fotografano la sua campagna elettorale: lo raffigurano con i soldati e al muro del pianto. Tutto questo ha detto molto poco all’elettorato, preso da ben altri problemi, che poi sono i frutti del liberismo assoluto del primo ministro. Un liberismo scatenato che ha portato in piazza migliaia e migliaia di giovani, ai quali Netanyahu ha risposto confermando il suo liberismo assoluto.
Checché ne dica il Corsera, unico al mondo, Netanyahu ha fallito clamorosamente. Infatti in Israele si è votato non per decorrenza della legislatura, o per crisi di governo, ma perché il premier ha sciolto la Knesset, alla ricerca di una maggioranza ancor più ampia di quella che aveva. Il risultato? Calo vertiginoso del suo partito, nascita di una destra estrema, ancor più estrema di lui, tenuta degli ultraortodossi, alleati odiati, e soprattutto vittoria di un centro tumultuoso e nuovo, guidato da un giovane giornalista televisivo, Lapid, che da zero arriva a 19 seggi in un colpo solo. La fine del re non poteva essere più amara.
Ha fatto la sua guerra pre-elettorale a Gaza, ha portato al calor bianco le relazioni con la Casa Bianca, ha sfidato i giovani della protesta di piazza, invaso la Cisgiordania di colonie, ha pensato leggi incredibili ai danni dei cittadini di etnia araba d’Israele, in partenariato con il suo ministro degli esteri, ha avuto il pieno sostegno bellicista del leader laburista che in virtù di questo ha ridotto il suo partito ai margini della politica, poi ha sciolto il Parlamento. E ha perso ben 9 seggi su 120, pari a una percentuale molto vicina all’8% dei voti!.
Dunque l’esito di questo voto è chiaro: il popolo di Israele, seppur in assenza di alternative forti, gli ha detto consapevolmente e clamorosamente “no”, anche se il Corsera, unico al mondo, fa finta di aver letto altri dati.

Fonte: http://www.articolo21.org/2013/01/bellissima-vittoria-del-popolo-disraele-e-lui-infatti-che-ha-dichiarato-conclusa-lepoca-netanyahu/

-jasmine-

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Mercoledì 23 gennaio 2013

GAZA: DOPO LA GUERRA IL 91% DEI BAMBINI NON RIESCE A DORMIRE

23 Gennaio 2013

Secondo recenti riscontri dell’Unrwa (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees) tra novembre e dicembre – cioè dopo l’operazione militare Colonna di nuvole – è raddoppiato il numero dei pazienti assistiti a Gaza per traumi psicologici (PTSD – Disordini Post Traumatici da Stress). Queste cifre, che confermano i dati rilasciati dall’Unicef, riportano che il 42% dei pazienti in trattamento ha meno di nove anni, che il 91% dei bambini intervistati accusa disturbi del sonno e che l’85% dei bambini riportava modifiche nelle abitudini alimentari.
“Queste cifre vanno lette come un aumento dei problemi di salute mentale” dice Akihiro Seita, il direttore dei programmi di salute dell’UNRWA, “e l’esperienza professionale mi porta a dire che siamo di fronte a una vera e propria epidemia di traumi e disordini psicologici da stress, senza contare che le statistiche non tengono conto dei casi non segnalati, di cui magari abbiamo avuto solo esperienza diretta ma che non sono mai stati riportati ufficialmente”.
“La prima volta che sono tornato a Gaza dopo la guerra sono rimasto impressionato da quanto madri e bambini soffrissero per la portata dei bombardamenti. Tutte le mamme che ho incontrato nei centri di salute dell’UNRWA hanno messo in evidenza come i loro figli si comportassero in maniera diversa durante e dopo il conflitto: alcuni non dormivano più, altri non mangiavano, altri ancora non riuscivano più a parlare. E’ straziante ascoltare questi racconti, ancora di più l’esserne testimone”.
Il portavoce di Unrwa, Chris Gunness, ha dichiarato: “Abbiamo allargato il trattamento psico-sociale includendo visite nelle scuole e nelle case in risposta all’aumento dei casi di PTSD. Per coprire i bisogni della popolazione l’agenzia ha bisogno di nuovi fondi: il nostro programma comunitario di salute mentale ha un costo di 3 milioni all’anno e per far fronte alle richieste abbiamo urgentemente bisogno di supporto da parte dei nostri donatori tradizionali e delle singole persone.”

Fonte: http://frontierenews.it/2013/01/gaza-dopo-la-guerra-il-il-91-dei-bambini-non-riesce-a-dormire/

-jasmine-

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ISRAELE SPARA ANCORA, E ANCORA UCCIDE

Le forze israeliane uccidono una donna vicino a Hebron

Morto per le ferite riportate venerdì un ragazzino di 15 anni di Betlemme

Pubblicato oggi (aggiornato) 23/01/2013 19:03

HEBRON (Ma’an) – Le forze israeliane hanno sparato e ucciso una persona e ferito un’ altra nel distretto di Hebron mercoledì, medici hanno detto.
Testimoni hanno detto a Ma’an che i soldati israeliani che viaggiavano in un’auto civile hanno aperto il fuoco contro un gruppo di persone all’ ingresso del campo profughi al-Arrub a sud di Betlemme.
Lubna Hanash Munir, 22 anni, è stata colpita alla testa ed è morta per le ferite riportate, come detto dai medici. Suad Yusuf Jaara ha subito ferite alla mano e si trova all’ospedale di Hebron Ahli. Testimoni hanno detto a Ma ‘an che i soldati israeliani hanno impedito a un’ambulanza di arrivare sul luogo per circa 10 minuti. Gente del posto ha detto che ci sono stati scontri nella zona in quel momento. Una portavoce dell’esercito israeliano ha detto che “i soldati sono stati attaccati dai palestinesi che hanno lanciato bombe incendiarie mentre erano in viaggio nei pressi di al-Arrub. I soldati hanno risposto al fuoco e le circostanze dell’incidente sono in corso di revisione. ” I soldati israeliani hanno perquisito la zona e hanno trovato diverse bombe incendiarie pronte per l’uso, ha detto, aggiungendo che nessun soldato è rimasto ferito nell’ incidente.

In precedenza mercoledì, Salih al-Amarin, 15 anni, è morto per le ferite in un ospedale israeliano dopo essere stato colpito alla testa durante gli scontri con i soldati israeliani in un campo profughi a Betlemme il Venerdì. Quell’incidente fa seguito a un’ondata di sparatorie mortali da soldati israeliani che hanno ucciso quattro palestinesi in una settimana. Il Primo Ministro Salam Fayyad dell’Autorità Palestinese ha emesso una dichiarazione che chiede “forte condanna da parte della comunità internazionale” di queste sparatorie, e ha esortato “un intervento immediato per costringere Israele a desistere da questi gravi attacchi contro il nostro popolo .

” Reuters contribuito a questo rapporto.

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=55871

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I COLONI ISRAELIANI SCARICANO I LORO LIQUAMI NELLE TERRE DI UN VILLAGGIO NEI PRESSI DI NABLUS

Gli agricoltori: villaggio a Nablus inondato dalle acque di scolo di un insediamento

Pubblicato ieri (aggiornato) 22/01/2013 20:29

Il Sindaco di Sabastiya dice che il liquame sta rovinando campi e colture.

NABLUS (Ma’an) -. Agricoltori del villaggio di Sebastiya a Nablus dicono che i loro campi sono diventati una discarica per i rifiuti, perl’acqua dal vicino insediamento israeliano Shave Shomron.

Da inizio gennaio, i coloni fnno il loro pompaggio delle acque reflue nella zona di al-Khallah a Sebastiya, inondando i campi e danneggiando i raccolti, il sindaco locale Nael al-Shaer ha detto a Ma’an martedì. Egli ha esortato l’Autorità palestinese ad intervenire.

L’ ufficiale della PA Ghassan Daghlas, che controlla le attività di insediamento nel nord della Cisgiordania, ha esortato gli internazionali per i diritti umani di intervenire, e ha invitato i rappresentanti internazionali a visitare Sebastiya e testimoniare la situazione. Un agricoltore locale, Ahmad Kayid, ha detto che le colture da frutto erano immangiabili a causa dei liquami. “I coloni stanno cercando di rovinare quanto più possibile i campi palestinesi,nel tentativo di costringere gli agricoltori ad abbandonare le loro terre completamente “, ha detto Kayid a Ma’an.

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=558505

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I NUMERI DELLE VIOLAZIONI DI ISRAELE NEL 2012 IN PALESTINA, SECONDO UNA RELAZIONE DELL’OLP

Una relazione dell’OLP fornisce i dettagli di 266 palestinesi uccisi da Israele nel 2012

Martedì, 22 Gennaio 2013 20:30

Il Dipartimento delle Relazioni Internazionali dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha pubblicato una breve relazione con i dettagli dei 266 palestinesi uccisi da Israele nel 2012. Le violazioni israeliane contro il popolo palestinese e le sue strutture lo scorso anno includono 2300 che sono stati feriti e 3.000 che sono stati arrestati. I notevoli problemi trattati nella relazione sono i seguenti:

I. Violazione di Israele del diritto alla vita

Nel 2012, la cosiddetta Israel Defence Force (IDF) ha ucciso 266 palestinesi, tra cui 60 bambini e un certo numero di donne. Di questi, 170 persone, tra cui 49 bambini, sono stati uccisi nel corso dell’offensiva militare di Israele (Operazione “Pillar of Clouds”) contro i civili a Gaza lo scorso novembre. L’attacco ha preso la vita di intere famiglie, la più notevole delle quali è stata la famiglia Al-Dalou, che ha perso 14 membri in un bombardamento. Circa 2.300 palestinesi sono stati feriti nel corso dell’anno passato, ancora una volta per lo più a causa del recente attacco di Israele contro la Striscia di Gaza. I feriti in Cisgiordania occupata hanno ricevuto le loro ferite attraverso la soppressione di marce popolari della resistenza palestinese contro il Muro dell’Apartheid, la confisca delle terre e le attività di insediamento degli israeliani ‘.

II. Attacchi israeliani contro i giornalisti

Il rapporto OLP illustra dettagliatamente le tante violazioni israeliane contro i giornalisti che cercavano di coprire l’occupazione e i suoi effetti. Tre giornalisti palestinesi sono stati tra quelli uccisi dagli israeliani nel 2012: Mahmoud El-Komy, Hossam e Mohamed Salama Abu Aisha, tutti hanno perso la vita nell’offensiva di Israele a Gaza nel mese di novembre. I giornalisti che sono stati feriti hanno illustrato le azioni militari di Israele a Gaza e la soppressione delle proteste popolari della Cisgiordania occupata. Inoltre, le organizzazioni dei media hanno avuto locali e attrezzature distrutti e confiscati, e membri del loro personale arrestati.

III. Prigionieri palestinesi

Israele aveva più di 3.000 detenuti palestinesi nel 2012, un anno in cui i prigionieri nelle carceri israeliane hanno condotto uno sciopero della fame un certo numero di volte, individualmente e in proteste di massa contro la detenzione amministrativa e le condizioni nelle carceri. L’anno ha anche assistito ad una escalation nelle misure oppressive adottate dalle autorità israeliane contro i detenuti palestinesi.

IV. Distruzione di Israele di alberi

Soldati israeliani e i coloni illegali hanno sradicato, distrutto, danneggiato e bruciato più di 7.700 alberi da frutto, alberi di olivo, per lo più nel 2012. I coloni non solo hanno sradicato alberi, ma li hanno anche rubati, reimpiantandoli nei loro insediamenti illegali. La maggior parte della distruzione e furto di alberi di olivo ha avuto luogo intorno a Hebron nella Cisgiordania occupata.

V. Demolizione da parte di Israele di case palestinesi e delle infrastrutture

Nel 2012, le autorità di occupazione israeliane hanno demolito 2100 case palestinesi e altre strutture, tra cui edifici residenziali e tende. Edifici agricoli, pozzi e unità industriali sono stati presi di mira.

Più di 1.800 abitazioni e strutture sono stati perquisite e demolite durante la guerra nella Striscia di Gaza nel mese di novembre, tra questi figurano blocchi residenziali, moschee, tombe, edifici governativi e locali di sicurezza, istituzioni educative, agenzie di supporto, edifici delle carità, reti elettriche, ponti, alberghi, banche, ospedali, centri sanitari, club sportivi, fabbriche e laboratori artigianali. Gli israeliani hanno anche perseguitato i cittadini palestinesi nelle zone rurali, in particolare nella valle del Giordano, le aree beduine intorno ad essa e nel sud del distretto di Hebron, deportato i cittadini provenienti da tali aree e demolito le loro case. Il numero di demolizioni di case è aumentato nei sobborghi di Gerusalemme Est occupata.

VI.Insediamenti illegali di Israele

Il rapporto ha rivelato che gli israeliani hanno emesso gli ordini di costruzione di 26.000 unità di nuovi insediamenti, a dispetto flagrante del diritto internazionale in base al quale tali insediamenti sono illegali, e quindi da condannare. L’OLP ha fornito informazioni in materia di confisca di Israele di circa 3.000 ettari di terra di proprietà palestinese da utilizzare per l’espansione degli insediamenti e delle attività attinenti al Muro dell’Apartheid.

VII. Giudaizzando Gerusalemme:

Israele continua ad attuare le sue politiche di giudaizzazione a Gerusalemme occupata, indirizzate alle persone e ai punti di riferimento palestinesi e ad edifici di significato religioso. Circa 18.000 unità di nuovi insediamenti sono state approvate a Gerusalemme. Punti di controllo limitano il movimento palestinese dentro e fuori la città. La santità dei siti islamici e cristiani è stata violata dagli israeliani durante tutto l’anno, tra cui slogan razzisti scritti su luoghi di culto da parte dei coloni ebrei, e persino le tombe sono state profanate.

I Tribunali israeliani hanno emesso ordini di demolizione e sgombero contro i palestinesi e le loro case in tutta Gerusalemme. La pulizia etnica dei palestinesi in corso dall”autorità di occupazione nella città ha visto molti perdere le loro case e i documenti di soggiorno, oltre ad essere multati e imprigionati.

http://www.middleeastmonitor.com/resources/reports-and-publications/5054-plo-report-gives-details-of-266-palestinians-killed-by-israel-in-2012

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SHUHADA STREET: IL CUORE DI HEBRON CHE VUOLE BATTERE ANCORA

Invito ad aderire alla campagna internazionale Open Shuhada Street

4 ° Giorno annuale di Azione Globale per riaprire Shuhada (Apartheid) Street!

Quest’anno, attivisti palestinesi a Hebron hanno in programma una settimana di attività per commemorare il massacro di Baruch Goldstein e chiedere la riapertura di Shuhada Street.
Come abbiamo fatto negli ultimi anni, incoraggiamo tutti coloro che sono contro l’Apartheid israeliano a Hebron per organizzare azioni di solidarietà il 25 febbraio 2013.

Di seguito è riportato un elenco di azioni di solidarietà suggerite che si potrebbe prendere in considerazione:

1. Dimostrazioni, marce, veglie, flashmobs
2. Presentazioni su Apartheid a Hebron
3. Mostre fotografiche relative all’Apartheid a Hebron
4. Twitter: Utilizzare questo hashtag # OpenShuhadaSt per diffondere il messaggio e informare le masse su Hebron. Questo è particolarmente importante durante la settimana di azioni.
5.Videomessaggi: Creare e inviare messaggi video sul forum della comunità, i media e social media invitando la comunità internazionale a usare pressioni diplomatiche per riaprire Shuhada Street.
6. Scrittura di lettere e petizioni per l’ambasciatore israeliano o altri funzionari eletti nel vostro paese, chiedendo loro di intervenire

7.Scrivere lettere alle famiglie palestinesi a Hebron per mostrare la vostra solidarietà
8.Blocchi di stradeper dimostrare gli effetti della chiusura della strada principale di Hebron.
9. Visite a Hebron per ottenere una migliore comprensione della situazione e avere un’idea della sofferenza quotidiana della popolazione locale.
10. Tutte le altre non-violente attività di sostegno alla causa. Siate creativi!

http://www.hyas.ps/en/index.php/it/component/k2/item/109-open-shuhada-street-intentional-campaign

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