Cronache e crimini quotidiani dalla Cisgiordania

Domenica 10 febbraio 2013

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 ISRAELE: OK MINiSTERO A NUOVI ALLOGGI   –  200 a Tekoa e 146 a Nokdim dove vive ministro LIEBERMAN

TEL AVIV, 10 FEB – Il ministero israeliano della Difesa ha approvato piani che prevedono la costruzione di alcune centinaia di alloggi in due insediamenti ebraici presso la citta’ cisgiordana di Betlemme. Lo rende noto un comunicato del ministero che precisa: a Tekoa possono essere ora progettati 200 appartamenti e altri 146 a Nokdim. Quest’ultimo e’ l’insediamento dove risiede l’ex ministro degli Esteri Avigdor Lieberman.

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http://www.tuttosport.com/attualita/esteri/2013/02/10-245671/Territori,ok+ministero+a+nuovi+alloggi

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DATI UFFICIALI: 3850 PALESTINESI ARRESTATI NEL 2012, DI CUI 880 SONO BAMBINI !!!


Dati ufficiali palestinesi hanno rivelato che nel 2012 le autorità di occupazione israeliane hanno arrestato più di 3.848 palestinesi, tra cui 881 bambini e 67 donne, 11 membri del Consiglio legislativo e nove ex detenuti, che erano stati liberati nell’ambito dell’accordo di scambio del 2011. Oltre a decine di accademici, giornalisti, insegnanti, figure di spicco in campo politico, professionale e della società palestinese.

I dati diffusi dal Dipartimento di Statistica presso il ministero degli Affari dei detenuti di Ramallah dimostrano che nell’anno in corso, la media degli arresti mensili è stata di 321 palestinesi, quella giornaliera di 11.

Il ministero ha reso noto che gli arresti hanno toccato tutti i segmenti della società palestinese, e hanno riguardato perfino i feriti, i malati e gli anziani. Esso ha sottolineato che “al contrario di quanto dichiara l’occupazione, la maggior parte degli arresti non ha niente a che fare con la questione della sicurezza, bensì si è trattato di mera rappresaglia contro il popolo palestinese e la sua leadership”.

Inoltre, i dati dimostrano che gli arresti contro i palestinesi si sono intensificati a partire dal mese di novembre, cioè da quando Israele ha lanciato la sua ultima aggressione contro la Striscia di Gaza. Di fatto, in quel mese, il numero dei palestinesi arrestati ha raggiunto 535, mentre a dicembre, il numero è sceso a 455.

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3%3Ao36919

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CISGIORDANIA: ARRESTATI QUATTRO CIVILI

Le forze militari israeliane questa mattina all’alba hanno arrestato quattro cittadini di Nablus, Hebron e Betlemme.
Fonti locali hanno riferito che i soldati hanno fatto irruzione nel villaggio di Burqa, vicino a Nablus, arrestando Shadi Abu Omar e Fadi Abu Omar, trasferiti subito dopo in uno dei centri di detenzione. Un altro giovane palestinese Moussa Abu Issa Sabha di 24 anni anni è stato arrestato nella città di Yatta. A Betlemme è stato arrestato il giovane Yousef Sami Haoria di 24 anni.

http://www.ilfarosulmondo.it/wp/?p=9646

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NON SI FERMA LA DISTRUZIONE ISRAELIANA DEL PATRIMONIO STORICO ARABO A GERUSALEMME . 

Edifici storici vicino ad Al-Aqsa continuano ad essere demoliti

Sabato 9 Febbraio, 2013 02:55

Bulldozer israeliani stanno demolendo archi storici e facciate di edifici islamici risalenti alle epoche mamelucche e ottomane.

Per il terzo giorno consecutivo, i bulldozer israeliani stanno demolendo archi storici e facciate di edifici islamici risalenti alle epoche mamelucca e ottomana sul lato nord di Piazza Buraq. Il sito si trova a soli 50 metri dal Nobile Santuario di Al-Aqsa.

Dettagli del vandalismo architettonico delle autorità di occupazione israeliane sono stati forniti dalla Fondazione Al-Aqsa per le dotazioni religiose e patrimonio in un comunicato stampa. I lavori di demolizione di Israele sono un preludio alla creazione di un centro di promozione di politiche di giudaizzazione dello Stato nei territori occupati palestinesi. Gli edifici in questione facevano parte del quartiere marocchino della città vecchia, che è stata demolita dagli israeliani nel 1967, all’inizio dell’occupazione di Gerusalemme, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.

La fondazione ha detto che userà mappe esclusive e documenti per dimostrare come gli israeliani prevedono di stabilire una sinagoga, una stazione di polizia, una reception e sale d’esposizione sul sito, ognuno dei quali saranno collegati al tunnel sotto Al-Aqsa. Una conferenza stampa si terrà Domenica a tale scopo, saranno presenti il capo del movimento islamico in Israele, lo sceicco Raed Salah. Tra gli altri relatori ci saranno il presidente del Supremo Consiglio Islamico e l’imam della Moschea di Al Aqsa, il dottor Sheikh Ikrima Sabri, e Hatem Abdel Qader, che si occupa del file di Gerusalemme per Fatah, nonché il direttore della Fondazione, Amir Khatib.

Secondo i documenti in possesso di Al-Aqsa Foundation, lo sviluppo richiederà la distruzione di noti monumenti islamici. Vale la pena notare che lo Stato di Israele si è impegnato nella sua Dichiarazione di Indipendenza che esso “salvaguarda i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite”. Lo Stato di Israele rompe regolarmente entrambe le promesse apparentemente con impunità

http://www.middleeastmonitor.com/news/middle-east/5199-historic-buildings-around-al-aqsa-continue-to-be-demolished

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Votate ogni volta che fate la spesa,

ogni volta che schiacciate il telecomando,

ogni volta che andate in banca

sono voti che date al sistema.

(Alex Zanotelli, missionario)

Il boicottaggio è la forma privilegiata di lotta politica: oggi contiamo più come consumatori che come produttori ed il boicottaggio è un’arma formidabile che abbiamo nelle nostre mani. Ma il boicottaggio funziona anche come produttori: la non-collaborazione dovrebbe coinvolgere la nostra vita lavorativa facendoci evitare qualsiasi impiego o professione che ci faccia anche indirettamente partecipi delle attività che distruggono la natura e sfruttano le persone.
Il boicottaggio è la forma principe della lotta non violenta. La non-violenza va sempre scelta come forma di lotta, almeno nei limiti del possibile, sia perché è in grado di convincere e di attrarre l’appoggio dell’opinione pubblica.
Boicottare significa sottrarre il terreno sul quale queste cose poggiano, che siamo noi, la nostra partecipazione, il contributo diretto o indiretto che diamo come lavoratori (a qualsiasi livello ) e/o come consumatori. Sottraiamoci il più possibile a tutto ciò, costruiamoci delle alternative, e queste cose crolleranno da sole mentre nel frattempo già saranno sorti nuovi modi e la capacità umana di metterli in pratica.

-tratto da: riflessioni di un neo contadino-
Sergio Cabras

NOTA DELL’ ADMIN: ALLEGHIAMO UN LINK CONTENENTE I VARI PRODOTTI DA BOICOTTARE PER SOSTENERE IL POPOLO PALESTINESE

https://www.facebook.com/notes/cinzia-baci/boicotta-israele-a-fine-nota-il-link-per-aderire-al-progetto-boicottare-israele-/114362392064648

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Voci dall’ Occupazione: Ibrahim J. – Violenza dei soldati

Inviato il: 6 Feb 2013 |

Nome: Ibrahim J.
Data di incidente: 23 Gennaio 2013
Età: 17 anni
Località: Kufr Qaddum, Qalqiliya

Natura dell’incidente: violenza dei soldati .

Il 23 gennaio 2013, un ragazzo di 17 anni di Kufr Qaddum, Qalqiliya, fu fermato vicino al checkpoint di Huwwara, fisicamente e verbalmente aggredito e minacciato di arresto se avesse partecipato alle manifestazioni settimanali che sono organizzate da persone del suo villaggio.

Ibrahim ha diciassette anni, vive a Kufr Qaddum, circa 20 chilometri a est di Qalqiliya, con i genitori e cinque fratelli. L’insediamento israeliano di Qedumim è a circa due chilometri ad est del suo villaggio. In Kufr Qaddum manifestazioni settimanali vengono regolarmente organizzate dagli abitanti del villaggio e chiedono la riapertura della strada principale da parte delle forze israeliane.

Verso le 10:30, Ibrahim stava tornando al suo villaggio e passava per il punto di controllo Huwwara sud di Nablus. Era in un taxi dopo aver lasciato la famiglia di suo zio nella loro casa di Nablus. Al posto di blocco, il taxi è stato fermato da tre poliziotti di frontiera israeliani. Hanno chiesto per l’identificazione e sono tornati alla loro jeep.

“E’ tornato circa cinque minuti dopo e mi ha ordinato di uscire dalla macchina. Era dietro un muretto di cemento a circa 10 metri di distanza dal taxi in un’area aperta vicino al checkpoint. Mi ha fatto stare in piedi contro il muro per una decina di minuti senza parlare con me “, ricorda Ibrahim.

Gli altri due soldati si avvicinarono a Ibrahim e uno di loro gli ha chiesto di svuotare le tasche sul muretto. “Ho tirato fuori il mio cellulare e il mio portafoglio e li ho messi sul muretto. ‘Alza le braccia e allarga le gambe’, ha ordinato e l’ho fatto. Quando ho alzato le braccia, uno di loro mi afferrò per il braccio destro e me lo ha contorto dietro la schiena e ho sentito un sacco di dolore. Un altro mi ha dato calci circa cinque volte nella mia gamba sinistra e il terzo mi diede un calcio all’altra gamba . Hanno continuato a prendermi a calci costringendomi ad allargare le gambe e mi sentivo tanto dolore “, dice Ibrahim.

“Il poliziotto afferrandomi il braccio mi domanda in ebraico, ma non ho capito. Quello dei calci sulla mia gamba sinistra ha tradotto le sue domande. ‘Non partecipi a manifestazioni?’, ha chiesto e ho detto di no. ‘Chi partecipa con te?’, ha chiesto e ho detto che non lo so, ma mi gridò e mi ha chiamato bugiardo. “La polizia di frontiera poi ha gridato insulti e abusi verbali mentre hanno continuato a colpirlo con calci.

“Quello che mi ha fatto le domande sembrava come se volesse vendicarsi o qualcosa del genere per la manifestazione settimanale che la gente del mio villaggio organizza, che richiede la riapertura della strada principale. Mi ha chiesto chi ha organizzato e quando ho risposto che non lo sapevo, mi ha colpito più duro, mi ha insultato e maledetto Dio. Mi ha anche colpito la gamba destra con la canna del fucile e mi ha spinto a terra “, dice Ibrahim.

“Mentre ero ancora a terra, i tre hanno continuato a prendermi a calci nello stomaco. Uno di loro mi ha colpito una volta di più con la canna del fucile. Hanno continuato a picchiarmi e farmi domande per circa 30 minuti. Mi faceva male tanto e avevo paura che mi avrebbero arrestato. “

“Mi hanno fatto alzare e uno di loro mi disse in arabo, ‘Ho la tua foto e il numero ID e ti prendo da casa se mai parteciperai alle manifestazioni.’ Mi ha dato indietro le mie cose e mi riportò al taxi. ‘Ti arrestiamo se ti si vede alla manifestazione,’ mi ha detto dopo che ero in taxi. ‘Ho il tuo numero di registrazione auto ed i vostri numeri di ID e sarete entrambi arrestati se ci si vede alla manifestazione,’ disse al tassista. “

Ibrahim poi tornò a casa, ma non andò in un centro di salute, anche se aveva dolore. A quel tempo non sentiva che era necessario. “Sono migliorato gradualmente, ma l’attacco mi ha colpito psicologicamente. Voglio dire, ero terrorizzato e preoccupato da morire. “

28 gennaio 2013

http://www.dci-palestine.org/documents/voices-occupation-ibrahim-j-soldier-violence

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Sabato 9 febbraio 2013
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LA GRANDE MULTINAZIONALE UNILEVER CHIUDE LA SUA FILIALE NEGLI INSEDIAMENTI ISRAELIANI ILLEGALI

Unilever chiude la fabbrica di Ariel, la produzione si sposta ad ovest della Linea Verde

da Annie Robbins il 5 feb 2013

Aggiornamento:United Civilians for Peace ha rilasciato la seguente dichiarazione :

Unilever si ritira completamente dalla fabbrica in Cisgiordania

L’anglo-olandese multinazionale Unilever ha informato la ONG olandese United Civilians for Peace (UCP), che l’azienda non opera più su due linee di produzione della filiale Beigel e Beigel. Beigel e Beigel è una fabbrica di snack, con sede in Barkan, la zona industriale Ariël dell’ insediamento israeliano nella Cisgiordania occupata. Le linee di produzione sono stati trasferiti allo stabilimento Unilever a Safed, dietro la linea verde in Israele.

UCP esprime la sua soddisfazione per il fatto che Unilever, dopo anni di esitazione, finalmente è scesa a patti. Dal 2006 in poi, UCP ha sollecitato l’azienda a ritirare Beigel e Beigel dai territori occupati. UCP sottolinea che il dialogo e la pressione da parte della società hanno prevalso nel portare il gigante anglo-olandese verso la sua decisione. Unilever ora servirà da esempio per ogni altra società coinvolta nel commercio illegale in West Bank.

“La decisione di Unilever è un messaggio chiaro al governo israeliano che le imprese internazionali si ritireranno dalla sua politica di insediamento. UCP ha sempre sottolineato che ‘non c’è giustizia che può derivare da ingiustizia’, e che la decisione di Unilever era giustificata e inevitabile.” – Dice il portavoce UCP Guido van Leemput. “Servirà come l’ultimo esempio per altre aziende olandesi e multinazionali di rinunciare ai loro interessi in e con gli insediamenti”.

Messaggio originale:

Il multinazionale globale colosso Unilever ha confermato lunedi che a partire dal 1 Gen 2013 il suo stabilimento di snack e pretzel situato nella zona industriale di Barkan della colonia di Ariel non è più operativo. L’azienda ha ritirato la linea di produzione della sua controllata, Beigel e Beigel , e si è trasferita ad un impianto a Safed, al di là della Linea Verde di Israele.

L’annuncio arriva appena quattro giorni dopo che la missione delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto di grande successo, invitando i governi e le imprese a terminare interessi economici negli insediamenti. Unilever sostiene che il movimento è il risultato di ” motivi di business puro ‘.

Indipendentemente dai motivi il significato di questa decisione non può essere sottovalutato. Unilever, una società britannica e olandese con sede a Rotterdam, Paesi Bassi, è il terzo produttore di beni di consumo nel mondo misurato dai ricavi dal 2011 .

Il gruppo olandese United Civilians for Peace (UCP) ha iniziato a premere sulla loro fabbrica Unilever Barkan nel 2006. Due anni dopo, nel 2008, il gruppo francese di supermercati Carrefour e il grande magazzino britannico Harrods hanno boicottato gli snacks e Unilever ha annunciato che si sarebbe disinvestita da Beigel e Beigel, ma non era successo.

Il rapporto delle Nazioni Unite pubblicato giovedì chiama le imprese e i governi a “valutare l’impatto sui diritti umani delle loro attività” e a terminare qualsiasi connessione agli insediamenti :

117. Le imprese private devono valutare l’impatto sui diritti umani delle loro attività e prendere tutte le misure necessarie – anche terminando i loro interessi economici negli insediamenti – per assicurarsi che non vi siano effetti negativi sui diritti umani del popolo palestinese in conformità del diritto internazionale, così come pure i Principi guida in materia di diritti umani e di business. La Missione invita tutti gli Stati membri ad adottare le misure appropriate per garantire che le imprese commerciali con sede nel loro territorio e / o sotto la loro giurisdizione, comprese quelle di proprietà o controllate da loro, svolgano le loro attività, dentro o in relazione agli insediamenti, nel rispetto dei diritti umani . La missione raccomanda che il il Gruppo di lavoro del Consiglio dei diritti umani e sulle attività si occupi della questione.

http://mondoweiss.net/2013/02/unilever-settlement-production.html

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DISTRUTTO DALL’ESERCITO ISRAELIANO UN NUOVO VILLAGGIO DI TENDE COSTRUITO DAGLI ATTIVISTI IN CISGIORDANIA

L’ esercito israeliano compie un raid in un villaggio di tende palestinese, disperdendo centinaia

‘Siamo venuti qui per costruire un villaggio palestinese su terra palestinese, per utilizzare liberamente la nostra terra nel modo che vogliamo

‘- Lauren McCauley, scrittore staff

8 febbraio 2013

L’esercito israeliano ha costretto all’evacuazione centinaia di attivisti palestinesi che protestavano per la costruzione di insediamenti israeliani nel sud della West Bank, smantellando l’ accampamento di tende che avevano eretto nel tentativo di rivendicare la loro terra occupata.

“Siamo venuti qui per costruire un villaggio palestinese su terra palestinese, e per utilizzare liberamente la nostra terra nel modo in cui vogliamo, perchè i palestinesi hanno diritti proprio su questa terra”, ha detto l’attivista Younis Araar.

Dichiarando il sito “zona militare chiusa”, l’esercito israeliano ha invaso due accampamenti presto al sabato, smantellando le cornici in acciaio delle tende montat e disperdendo oltre 100 attivisti, AFP riporta

.Continuano:

” I soldati hanno smantellato le tende che venivano erette in due diverse aree vicino alla città di Yatta nel sud della West Bank, e costretto gli attivisti a lasciare , il testimone palestinese ha detto.

Al primo sito non sono stati effettuati arresti, ma i soldati hanno usato cannoni ad acqua per disperdere gli attivisti al secondo e arrestato sei persone, tra cui due fotografi.

Due manifestanti sono stati feriti e portati in ospedale a Hebron .

“Liberato il secondo accampamento , cinque attivisti palestinesi e due israeliani sono stati arrestati, secondo un portavoce dell’esercito israeliano.

Gli attivisti stavano tentando di costruire un villaggio di tende chiamato Canaan, nel tentativo di ottenere terreni agricoli per gli abitanti dei villaggi locali nelle zone in cui Israele intende costruire nuovi insediamenti, riferisce Haaretz .

“E ‘nostro diritto naturale sviluppare, recuperare, migliorare, utilizzare, e vivere su tutte le nostre terre,liberamente e senza minacce da parte degli occupanti,” ha detto l’attivista Mazen Qumsiyeh.

Questo è il quinto campo di protesta eretto in Cisgiordania, da metà gennaio.

http://www.commondreams.org/headline/2013/02/09-0

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AKRAM E’ TORNATO A CASA, A GAZA

Gaza accoglie a casa l’ex scioperante della fame Akram Rikhawi

Sabato 9 febbraio 2013 01:45 di Maureen Clare Murphy – The Electronic Intifada

Rikhawi era andato dentro e fuori lo sciopero della fame dallo scorso aprile per protestare contro la negligenza medica sui prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane e dopo che la sua richiesta di liberazione anticipata era stata respinta.

Rikhawi aveva da poco rinnovato il suo sciopero della fame dopo che Israele non lo aveva rilasciato il 25 GENNAIO 2013, come era stato sancito nell’accordo nel luglio dello scorso anno chiuso davanti al rifiuto del cibo di Rikhawi per 100 giorni.

Rikhawi era stato originariamente condannato ad una pena detentiva fino a fine giugno 2013. Era stato arrestato nel giugno 2004 e condannato a nove anni di carcere dai tribunali militari di Israele. Rikhawi è il padre di otto figli e anche si prende cura dei cinque figli di suo fratello defunto.

Secondo il gruppo per i diritti umani e per la difesa dei prigionieri palestinesi Addameer, Rikhawi era nel centro di carcere Ramleh medico dal suo arresto, poichè soffriva di molte patologie croniche, tra cui l’asma. Prima del suo arresto, Akram ha ricevuto iniezioni di Kenacort per curare l’asma, ma dopo il suo arresto, il servizio penitenziario israeliano (IPS) non ha permesso ad Akram di avere questa iniezione. Invece, era stata sostituita con iniezioni di cortisone, che è più probabile provochi gravi complicanze, con conseguenti ulteriori malattie croniche come il diabete e l’osteoporosi, di cui Akram soffre ora. Akram è stato sottoposto ad un intervento chirurgico al suo occhio sinistro mentre era in prigione, a causa del deterioramento delle sue lenti oculari e di un glaucoma. Soffre anche di colesterolo alto, problemi renali, e immunodeficienza.

Sugli altri prigionieri in sciopero della fame

Intanto Amnesty International ha pubblicato un avviso urgente di azione oggi in merito al deterioramento della salute di Jafar Azzidine e Tarek Qa’adan. I due sono in sciopero della fame dal 28 novembre 2012 in protesta contro la loro detenzione senza accusa né processo, una pratica nota come detenzione amministrativa, dal momento del loro arresto in Cisgiordania all’inizio dello stesso mese. Amnesty ha dichiarato: Il loro avvocato li ha visitati il 31 gennaio e ha raccontato ad Amnesty International: “Ja’far e Tareq stanno prendendo solo acqua. La settimana scorsa entrambi sono stati portati in un ospedale per otto ore e sottoposti a controlli medici. Sono stato con loro in ospedale e ho parlato con i medici che mi hanno detto che la loro salute è in uno stato molto critico. Essi hanno convenuto su una iniezione di vitamine e altre sostanze per ridurre il rischio di perdere la vita. Entrambi i detenuti sono stati spostati di nuovo nella prigione di Ramleh. “

Nel frattempo, gli attivisti palestinesi e attivisti per la solidarietà a Amman, in Giordania, hanno messo in scena una video-registrata manifestazione in solidarietà con Samer Issawi, che è in sciopero della fame parziale da circa 200 giorni. Ogni partecipante alle azioni aveva una carta che rappresentava uno dei giorni di sciopero di Issawi, e una in lingua araba con lo slogan di loro scelta, secondo gli organizzatori dell’azione.

http://imemc.org/article/65020

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2012: SOMMARIO DEL BOICOTTAGGIO CULTURALE DI ISRAELE. 12 MESI DI SUCCESSI E SVILUPPI

(nella foto:Sarra Besbes è una giovane donna tunisina che nel 2011 durante mondiali di scherma di Catania contro un’ avversaria israeliana di nome Noam Mills, ha scelto di non gareggiare, ma non di ritirarsi)…

L’anno 2012 è stato un anno incredibile pieno di successi nella campagna per il boicottaggio culturale di Israele. Questo sommario si focalizza sul boicottaggio culturale mettendo particolare enfasi sugli artisti e i gruppi musicali.

La caduta dell’apartheid sudafricana fu preceduta dal movimento di artisti di coscienza che boicottavano “Sun City”. Un simile movimento anti-apartheid sta rapidamente crescendo e sempre più artisti non vogliono suonare in Israele. L’orchestra filarmonica israeliana, Habima, Batsheva e il Teatro Cameri sono stati continuamente spediti per esibirsi all’estero come “ambasciatori culturali” per Israele. Quest’anno le persone che si oppongono all’apartheid si sono riunite in varie città per sensibilizzare le coscienze riguardo alla complicità di questi artisti. Quasi tutte le esibizioni di Batsheva sono state contestate. Ci sono state manifestazioni a New York, San Francisco, Los Angeles, Chicago, in Italia, in tutto il Regno Unito ed a Edinburgo in Scozia.

GENNAIO 2012

I Tuneyards cancellano il loro concerto in Israele. Il cantante Merrill Garbus ha firmato il pegno degli “Artisti Contro l’Apartheid Israeliana”.[1]

Jacques Ranciére, acclamato intellettuale francese e emerito professore di Filosofia all’Università di St. Denis di Parigi, scrive che non violerà il boicottaggio e cancella i suoi piani di eseguire letture pubbliche all’Univeristà di Tel Aviv.[2]

FEBBRAIO 2012

La cantautrice e cantante vincitrice di premi Cat Power (Chan Marshall) cancella il suo show di Tel Aviv scrivendo su Tweet “La musica è terapeutica e non sarebbe umana se tutti non potessero avere la scelta, il diritto, di partecipare. Aiutate, sensibilizzate”[3]

La band indipendente di New York “The Pains of being pure at heart” annuncia che non suonerà in Israele. La stampa israeliana con “Walla” comunica che la cancellazione è di motivo “politico”.[4]

La cantante jazz vincitrice di Grammy Cassandra Wilson doveva essere protagonista al festival internazionale delle donne di Holon. Solo pochi giorni prima del suo concerto da “tutto esaurito”, si è educatamente rifiutata, aggiungendo “Come attivista dei diritti umani mi identifico con il boicottaggio culturale di Israele”. La Wilson ha quindi ricevuto lettere di ringraziamento firmate da gruppi di solidarietà in giro per il mondo.[5]

La tv israeliana usa il termine “refuseniks” per riferirsi a Bruce Springsteen, Eric Clapton, gli U2 e i Coldplay. Il termine implica che questi artisti hanno una ragione politica per rifiutare di suonare in Israele.[6]

Marzo 2012: Il boicottaggio culturale si sposta a New York dove Batsheva cerca di proiettare una bella immagine di Israele attraverso la danza. i volontari di Adalah New York sono pronti con il loro spettacolo fuori dall’accademia di Musica di Brooklyn. La ballerina palestinese Hana Awwad scrive ” Le esibizioni e performance degli artisti palestinesi sono sistematicamente proibite, sabotate e fermate dall’occupazione israeliana. Gli artisti stessi sono bersaglio di violenze, arresti arbitrari e deportazioni”[7]

Attori e artisti mettono la firma su di una lettera chiedendo al teatro “Shakespeare’s Globe” a Londra di ritirare il suo invito a Habima e rifiutare quindi la complicità con le violazioni dei diritti umani e la colonizzazione illegale di terra occupata. Trentasette artisti firmano, includendo l’acclamata vincitrice degli Academy Award e i Golden Globe Emma Thompson. [8]

Mantenendo fedeltà al punk rock, gli Zdob si Zdub dalla Moldavia riservano a Israele un posto fuori dai loro piani dei tour. I “Punks contro l’Apartheid” avevano scritto loro una lettera a gennaio, chiedendo di rispettare il boicottaggio.[9]

APRILE 2012

I sei membri del gruppo irlandese Dervish si uniscono al boicottaggio culturale, cancellando una serie di concerti che avevano pianificato nello stato sionista, affermando “Quando abbiamo dato il consenso per questi show non eravamo ancora al corrente ci fosse un boicottaggio culturale in corso. Ora ci sentiamo di dire che non abbiamo intenzione di rompere questo boicottaggio” e aggiungono “La nostra decisione di ritirarci da queste esibizioni riflette il nostro desiderio di non appoggiare nè criticare le vedute politiche di nessuno in questa situazione”.[10]

Anche gli altri irlandesi Fullset, annunciano che non sapevano nulla del boicottaggio e, seguendo i Dervish, decidono di cancellare anche loro il loro concerto in Israele.[11]

Il Festival di danza del ventre internazionale “Delizie Mediterranee” doveva essere svolto a Marrakech in Marocco. Quando è stato svelato che il festival veniva sponsorizzato da una ballerina del ventre israeliana, una campagna contro la normalizzazione riesce con successo a far chiudere lo spettacolo. La ballerina del ventre Noor si rifiuta di partecipare ad un festival appoggiato da Israele e quindi lo stesso viene rilocato in Grecia.[12]

Il Qatar ha cancellato il festival “Musica e Dialogo” che prevedeva musicisti israeliani, organizzato dal 30 aprile al 4 maggio, segnando un altro importante passo nell’ormai sempre più crescente movimento contro l’apartheid.[13]

La cantante Macy Gray risponde ad una lettera ai Red Hot Chili Peppers chiedendo loro di boicottare l’apartheid di Israele. La Gray inoltre riafferma il suo impegno alla giustizia quando manda un tweet all’attivista israeliana Tali Shapiro (Boycott From Within) “Non mollare mai questa giusta lotta Tali. Sei un grande essere umano”[14]

MAGGIO 2012

Il novellista palestinese Huzama Habayeb, ha condotto un altro incredibile boicottaggio accademico di successo riguardo al Centro per gli studi del Medio Oriente all’Università del Texas di Austin. Il progetto pianificato sul libro intitolato “Ricordo di una promessa: brevi storie di donne mediorentali” è stato cancellato perché quasi tutti gli autori (13 su 29) ritirano il loro contributo letterario per protestare riguardo l’inclusione di due autori israeliani, che vengono osannati nei circoli israeliani letterari istituzionalizzati. Habayeb scrive” Il mio cuore già iper consapevole era appesantito. Non posso accettare, eticamente e moralmente, che la mia voce venga rappresentata equamente al fianco di scrittori che riflettono a loro volta la voce di un ripugnante occupante”[15]

Riguardo al vasto numero di autori che rifiutano di partecipare, il direttore del centro Kamran Scot Aghaie scrive “Facendo un bilancio, il risultato netto è che il progetto del libro non è più attuabile. Quindi discontinueremo la pubblicazione di questo volume”[16]

L’autore di “Slumdog Millionaire” (distribuito in Italia come “The Millionaire”) Vikas Swarup cancella la sua apparizione al festival degli scrittori internazionali nello stato israeliano.[17]

La campagna Indiana per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (INCACBI) gli aveva scritto a febbraio.[18]

Il Shakespeare Globe di Londra ospita il teatro nazionale di Israele Habima. Una campagna di Twitter che ha usato #loveculture (ama la cultura) sviluppato dall’ambasciata israeliana nel Regno Unito viene trasformato in #loveculture hate apartheid (ama la cultura, odia l’apartheid) e diviene subito corrente mondiale. Mentre Habima metteva in scena il “Mercante di Venezia” le strade venivano riempite di gente, cartelli e bandiere palestinesi fuori dal Globe. Dentro il teatro, numerose persone hanno pacificamente esposto striscioni e menzionato la Palestina durante tutta l’esibizione. L’attore britannico, che faceva parte del pubblico, John Graham Davies è insorto, recitando il famoso verso di Shylock durante la scena del processo recitando “Non ha occhi un palestinese?” (invece che come recitava originariamente il verso “un giudeo” ndr). per un attimo la produzione è quasi andata in tilt. Davies è stato poi immediatamente portato via dal personale di sicurezza ingaggiato per l’occasione.[19]

GIUGNO 2012

Il consulente israeliano del “Festival Internazionale di musica classica del Mar Rosso” racconta ad Haaretz ” Posso testimoniare che più di un progetto è stato cancellato o rimandato solo in base all”essere israeliano”. E ancora – queste cose non vengono affermate in modo grossolano, nessuno dirà: stiamo conducendo un boicottaggio. La parola boicottaggio non esiste, ma la situazione politica di Israele ha anche impatto su questo campo.[20]

La suonatrice di tabla indiana Zakir Hussain, vincitrice anche di Grammy, cancella il suo concerto in Israele. La Hussain era stata contattata dal “INCACBI”[21]

La vincitrice del premio Pulitzer e altamente acclamata scrittrice Alice Walker declina l’offerta della pubblicazione de “Il Colore Viola” da parte di una casa editrice israeliana, dichiarando “E’ mia speranza che la lotta non-violenta del movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) di cui faccio parte, avrà abbastanza impatto sulla società civile israeliana di modo da cambiare la situazione”.[22]

LUGLIO 2012

Mentre una celebrazione che promuove la cultura israeliana in Svizzera cerca di includere anche la troupe di danza palestinese Juthor, questa si ritira. Gli organizzatori del Festival di folclore internazionale “Incontri” a Friburgo voleva portare il gruppo in questione (Juthor) sullo stesso palco insieme al gruppo israeliano “Shalom”. [23]

Il Rocker Serj Tankian incide “Lacrime Occupate”, sensibilizzando sulla vita palestinese sotto occupazione.[24]

Il gruppo musicale di Ottawa Three Little Birds cantano “Apartheid” durante il programma Morning Live sul canale CTV e vengono conseguentemente attaccati dal gruppo di “guardiani” mediatici israeliani “Honest Reporting Canada”.[25]

Il tour di cinque concerti di Nino Katamadze viene cancellato silenziosamente, il cantante era stato contattato da Boycott from Within e i piani per il suo tour di cinque concerti a novembre completamente neutralizzati.[26]

I fans anti apartheid dei due attori hollywoodiani Bruce Willis e Jean Claude Van Damme provano un senso di sollievo nel veder cancellare dai beniamini la loro visita a Tel Aviv, dove avrebbero dovuto presenziare per promuovere l’anteprima del loro ultimo film “Expendables 2[27]

Il controverso artista reggae Sizzla Kalonji cancella il suo show in Israele dopo aver twittato la sua delusione nell’apprendere che Obama ha premiato con la sua “Medaglia Presidenziale della Libertà” il presidente israeliano Shimon Perez.[28]

AGOSTO 2012

L’importanza del boicottaggio culturale viene enfatizzata quando i reportage rassicurano i delusi e, a volte perfino arrabbiati, fans israeliani che le cancellazioni dei concerti di Tel Aviv degli svedesi Cardigans[29] e di Lenny Kravitz sono avvenute per ragioni non collegate al boicottaggio culturale di Israele.[30]

Proteste di gran successo contro Batsheva si svolgono a Edinburgo in Scozia.[31]

Un sito israeliano annuncia che il famoso gruppo elettronico inglese dei Prodigy si dovrebbe esibire a Tel Aviv. Delle emails provenienti dal manager del gruppo mostrano come queste illazioni fossero totalmente prive di fondamento. Lo stesso sito riporta anche altre false affermazioni riguardo a presunti show in Israele di Jennifer Lopez e Bruce Springsteen.

All’Università di Witwatersrand di Johannesburgh in Sudafrica il “Consiglio dei rappresentanti degli Studenti” fa passare una risoluzione che richiama all’attenzione un boicottaggio totale sia culturale che accademico delle istituzioni israeliane, affermando che “loro non parteciperanno in nessuna forma collaborazione culturale o accademica o progetti insieme alle istituzioni israeliane e non offriranno nessun tipo di supporto alle istituzioni culturali o accademiche”[32]

SETTEMBRE 2012

Il celebre direttore teatrale Peter Brook e la troupe teatrale francese “Bouffes du Nord” giurano fedeltà all’impegno di boicottare lo stato sionista, cancellando le esibizioni prefissate per dicembre al teatro Cameri di Tel Aviv. Brook ha scritto “Il fatto che il teatro Cameri abbia accettato di supportare la brutale azione di colonizzazione con un’esibizione ad Ariel [in Cisgiordania] ci ha resi consapevoli che venendo in quel teatro saremmo apparsi come in supporto a quell’azione brutale. Questo ci costringe a declinare il vostro invito ad esibirci nel vostro teatro. La decisione è interamente nostra e di non venire lì da voi nostra scelta libera. Siamo coscienti del fatto che ci siano molti tra di voi e nel vostro paese che condividono la nostra presa di posizione ed è proprio loro che vogliamo appoggiare, assieme al popolo di Palestina”[33]

Ai Red Hot Chili Peppers viene chiesto di accettare la chiamata contro l’apartheid in una campagna che unisce migliaia di persone in supporto al boicottaggio culturale di Israele. Quando questi rifiutano di cancellare il loro concerto di tel Aviv, il gruppo libanese conosciuto a livello internazionale dei Mashrou’ Leila twitta “non apriremo per i Red Hot Chili Peppers il 6 settembre a Beirut”[34]

I registi di film palestinesi rifiutano di partecipare alle riprese di “24 ore Gerusalemme” e la produzione viene fermata. Venti registi, che includono anche degli israeliani, si sono ritirati dal progetto del film in supporto al boicottaggio culturale. Benché sia apparso essere un film benevolo riguardante la cultura, era stato in realtà finanziato in parte dall'”Autorità dello sviluppo di Gerusalemme”, un’organizzazione implicata in numerose violazioni dei diritti umani e attività illegali a danni dei Palestinesi. Il regista Enal Al Muthaffar scrive “Mi rifiuto di essere parte della macchina di propaganda pacifista che continua a ignorare la crudele colonizzazione della Palestina da parte di Israele.[35]

In un sondaggio effettuato in Gran Bretagna si è trovato che uno su quattro da il proprio appoggio completo ai musicisti per il boicottaggio di Israele.[36]

OTTOBRE 2012

L’autrice vincitrice del premio Pulitzer Alice Walker, l’artista palestinese Remi Kenazi e Roger Water dei Pink Floyd si uniscono a dozzine di altri personaggi dell’ambiente culturale per richiedere a Carnegie Hall di cancellare l’ esibizione dell’Orchestra Filarmonica israeliana.[37]

Il duo hip hop Rebel Diaz, l’artista Narcenio Hall e il collettivo artistico del Cairo Mosireen boicottano il “Creative Time Summit” di due giorni a Manhattan (edizione 2012) per via della collaborazione tra il summit con un’organizzazione israeliana che è finanziata dal governo israeliano.[38]

Il palestinese di Ramallah MC Boikutt, la cantante siriana Lena Chamamyan, il libanese MC Malikah (Lynn Fattouh) e il palestinese DJ Sotusura si ritirano dal festival culturale “Salam Orient” in Austria perché sponsorizzato in parte dall’ambasciata israeliana.[39]

Il concerto della band turca Baba Zula viene cancellato, mentre ovviamente non tutti gli artisti che cancellano hanno il coraggio di affermare pubblicamente le loro ragioni, non è una sorpresa quando loro decidono di non riprenotarsi.

Remi Kanazi mette in distribuzione su YouTube il suo “Normalize This!” (“Normalizzati Questo!”) in supporto al boicottaggio culturale di Israele, spiegando perchè la normalizzazione non può portare ad un cambio positivo.

NOVEMBRE 2012

Il leggendario Stevie Wonder (vincitore di 22 Grammy e del Grammy alla carriera) fa parlare di se a livello internazionale quando cancella un’esibizione alla serata di beneficenza organizzata a dicembre a Los Angeles per “Gli amici dell’IDF” (FIDF), un’organizzazione dedita a raccogliere denaro per l’esercito israeliano.[40] Il suo comunicato è stato pubblicato sul sito della sua stazione radio, Radio Free KJLH 102.3 FM.

Il festival della musica mondiale di Cape Town ha dovuto fare a meno di una delle sue stelle quando Pops Mohamed ha boicottato l’evento per via della sua co-sponsorizzazione da parte dell’ambasciata israeliana.

Dieci giovani arpisti di talento si sono ritirati dal Concorso Internazionale per Arpa in Israele, lasciando solo 22 non israeliani a completare la già completa impopolarità dell’evento sponsorizzato dallo stato sionista. In aggiunta, famosi arpisti come Naoko Yoshino e Park Stickney decidono anche loro di cancellare silenziosamente la loro performance dal concorso per arpa.[41]

Almeno 10 attori internazionali si ritirano dal festival “IsraDrama”, in seguito alle richieste dell’ultimo minuto di non collaborare con il teatro Cameri a Tel Aviv che si esibisce in colonie.[42]

Zebda, una band popolare che viene dalla Francia, incide One life less (Una vita di meno- Une Vie de moins), che attira l’attenzione sull’occupazione israeliana, Gaza e su come i bambini vengano colpiti dall’apartheid.[43]

Il musicista elettronico e DJ Carl Craig di Detroit cancella silenziosamente il suo concerto di Tel Aviv.

Ross Daly, Giorgos Xylouris, Giorgos Manolakis, e Kelly Thoma cancellano i loro progetti di suonare al festival sponsorizzato dallo stato di Israele “Jerusalem Oud” affermando “Dopo tutto, siamo musicisti con sentimenti e sensibilità, non macchine da musica che possono operare sempre e sotto qualunque circostanza”.[44]

Roger Waters, musicista e fondatore dei Pink Floyd, spiega del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) nel suo discorso alle Nazioni Unite da parte del Tribunale Russell sulla Palestina. “Ha lo scopo, come molto di voi sanno, di portare pressione economica non violenta su Israele affinché si metta fine alle sue violazioni, una fine all’occupazione e all’apartheid, una fine alla negazione del diritto al ritorno dei Palestinesi e una fine alla loro costrizione a vivere come cittadini di serie b, discriminati su basi razziali e soggetti a differenti leggi rispetto ai loro compatrioti ebrei. Il movimento BDS sta guadagnando terreno. Solo la scorsa settimana sono stato felice di scrivere una lettera in supporto al governo degli studenti dell’Università di California di Irvine, congratulandomi con loro nel richiedere che la loro università disinvesta da compagnie che traggono profitto dall’occupazione israeliana. [45]

DICEMBRE 2012

Il gruppo di Londra Portico Quartet ha cancellato il loro previsto concerto per il festival Jazz del Mar Rosso in Israele. La band ha coraggiosamente espresso il proprio supporto per il boicottaggio culturale, inviando i propri fans su Facebook alla pagina web del Comitato Nazionale Palestinese di BDS.[46]

Il chitarrista svedese Andreas Öberg ha ricevuto congratulazioni per aver cancellato i suoi concerti pianificati in Israele, onorando l’invito di boicottaggio dello stato di apartheid. Öberg ha reso noti i suoi piani di cancellazione ai fans su Facebook. [47]

Una campagna lanciata a Luglio per persuadere Woody Allen a girare il suo prossimo film a Israele è fallita. Gli scopi del film erano di “permettere a Israele di entrare nell’immaginazione mondiale in un modo che nemmeno un miliardo di hasbara (relazioni pubbliche/propaganda) potrebbero nemmeno sognarsi di comprare”. In una lettera aperta a Allen, gli si chiedeva “non sarebbe più ingegnoso sviluppare una trama di film che fa satira sui tentativi disperati di Israele di oscurare i suoi crimini contro l’umanità?”[48]

Guardando verso il 2013

La scelta di Bruce Springsteen di trattenersi dal suonare in Israele nel 2012 è un benvenuto a coloro che si battono nella campagna contro l’apartheid. Diverse dichiarazioni nella stampa israeliana, come molte campagne dedite a mettere pressione a Springsteen per suonare in Israele, confermano di come siano necessari ulteriori tentativi di convincere Il Boss ad ignorare il boicottaggio nel 2013.

Israele tende a chiedere a band che avevano precedentemente suonato nello stato di apartheid di tornare. Bands i cui membri sono Kabbalisti vengono frequentemente invitate a suonare in Israele. Tutti gli artisti vengono invitati a rispettare il boicottaggio, indipendentemente dai loro impegni spirituali e se abbiano precedentemente suonato in Israele. Le campagne sono già state attivate al fine di educare gli artisti coinvolti in Lollapalooza in Israele riguardo il boicottaggio. L’orecchiabile termine “lollapartheid” è già stato usato per descrivere il festival.

Fonte: Refrain Playing Israel
Traduzione a cura di PalestinaRossa

Notes:
[1] 500 Artists Against Israeli Apartheidhttp://www.tadamon.ca/post/5824
[2] Jacques Ranciére cancelled his visit to Israelhttp://thesip.org/2012/01/ranciere-cancellatio/
[3] BDS Victory: Cat Power cancels show in Tel Avivhttp://electronicintifada.net/blogs/nora/bds-victory-cat-power-cancels-s
[4] The Pains of Being Pure At Heart dismissed for political reasons
http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=en&ie=UTF8&langpai
[5] Cassandra Wilson cancels Israel show: “I identify with the cultural boycott of Israel”
http://electronicintifada.net/blogs/nora/singer-cassandra-wilson-cancels
[6] From Israeli TV see 1.50 min [Hebrew] at:
http://www.mako.co.il/news-channel2/Channel-2-Newscast/Article-066c02822
[7] NY Activists protest Batsheva Dance Company performance in Brooklynhttp://mondoweiss.net/2012/03/ny-activists-protest-batsheva-dance-compan
[8] Dismay at Globe Invitation to Israeli Theaterhttp://www.guardian.co.uk/world/2012/mar/29/dismay-globe-invitation-isra
[9] Zdob si Zdub: Stand in Solidarity with Palestinians!http://punksagainstapartheid.com/2012/01/zsz-open-letter/
[10] Heeding boycott call, Irish band Dervish pulls out of Israel concerts
http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/heeding-boycott-call-ir
[11]http://www.facebook.com/FullSetBand/posts/432263436801746
[12] Israeli Orientalist Festival in Morocco Bellyflopshttp://www.kadaitcha.com/2012/04/21/israeli-orientalist-festival-in-moro
[13] Israeli-Arab Normalization Hits a Snag http://english.al-akhbar.com/content/israeli-arab-normalization-hits-snag
[14] The Blessings of 2012, an albumhttp://www.facebook.com/photo.php?fbid=426830113999740&set=a.38336118167
[15] My ‘No’ says more, and matters morehttp://www.pacbi.org/etemplate.php?id=1894&key=texas
[16] Statement on the Cancellation of “Memory of a Promise: Short Stories by Middle Eastern Women”
http://www.utexas.edu/cola/depts/mes/news/5111
[17] http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4223273,00.html
[18] INCACBI Appeal to Vikas Swarup: Boycott the International Writers Festival 2012 in Jerusalem!http://www.pacbi.org/etemplate.php?id=1827
[19] ‘Hath not a Palestinian eyes?’: Protesters disrupt Habima performance at Globe
http://mondoweiss.net/2012/05/hath-not-a-palestinian-eyes-protesters-dis
[20] Cultural boycott biting, but quietly, Israel Festival’s classical music advisor admits
http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/cultural-boycott-biting
[21] Zakir Hussain Cancels Performance in Tel Avivhttp://www.pacbi.org/etemplate.php?id=1913)
[22] http://www.pacbi.org/etemplate.php?id=1917
[23] Palestinian group Juthour withdraws from International Folklore Encounters Festival in Fribourghttp://bit.ly/Yl9nvj
[24] Occupied Tears http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=9Qtyw84F5DM
[25]http://mondoweiss.net/2012/07/canadian-band-attacked-by-israel-lobby-group-after-playing-song-titled-apartheid.html
[26] Nino Katamadze Will Not Play Apartheid Israelhttp://www.usacbi.org/2012/07/nino-katamadze-will-not-play-apartheid-isr
[27] Expendables 2: Stallone, Willis and Van Damme will not come to Israel http://news.walla.co.il/?w=%2F6%2F2553554
[28] Sizzla Tweets about Israelhttps://www.facebook.com/notes/dont-play-apartheid-israel/sizzla-tweets-…
[29] Tel Aviv Cancelled! MAYDAY! MAYDAY!http://www.cardigans.com/?sid=default&bfs=1
[30] Apartheid Israel: Lenny Kravitz is not Boycotting Israel, Be Reassured
http://refrainplayingisrael.blogspot.com/2012/08/apartheid-israel-lenny-…
[31] Hora, EIF 2012, Reviewhttp://www.edinburghguide.com/festival/2012/edinburghinternationalfestiv
http://refrainplayingisrael.blogspot.com/2012/09/peter-brooks-courageous
[32] South Africa’s Wits University student council unanimously passes boycott of Israel resolutionhttp://www.bdssouthafrica.com/2011/08/university-of-witwatersrand-studen
[33] Peter Brook’s Letter to the Cameri: “It is our free choice”
[34] Lebanon’s Mashrou’ Leila cancels on Chili Peppers after latter refuses Israel boycott call
http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/lebanons-mashrou-leila-…
[35] Jerusalem Development Authority Implicated in Boycotted Film Funding.
http://www.kadaitcha.com/2012/09/04/jerusalem-development-authority-impl
[36] YouGov Survey Resultshttp://cdn.yougov.com/cumulus_uploads/document/0kh4fq1eb8/Jewish%20Chron
[37] Open Letter from Artists to Carnegie Hall
http://adalahny.org/web-action/1002/open-letter-artists-carnegie-hall-ca
[38] Artists Cancel Creative Time Summit Appearances Over Israeli “Partnership” [UPDATE 7]
http://hyperallergic.com/58499/artists-cancel-their-creative-time-summit
[39] Three more Arab performers pull out of Austrian music festival due to Israel embassy sponsorship
http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/three-more-arab-perform
[40] http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/rights-groups-launch-pe
[41] Ten Harpists Bow out of Apartheid Israel Harp Contest!
http://harpsofconscience.wordpress.com/2012/11/24/ten-harpists-bow-out-o
[42] http://www.ynet.co.il/articles/0,7340,L-4313061,00.html
[43] One life less-(une vie de moins)http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Cq2MpG4gQgk
[44] http://www.rossdaly.gr/en/news/102-oudfestivall
[45] http://www.russelltribunalonpalestine.com/en/3140/roger-waters-specch-at
[46] http://refrainplayingisrael.blogspot.com/2012/12/portico-quartet-respect……
[47] http://refrainplayingisrael.blogspot.com/2012/12/andreas-oberg-respects-……
[48] http://www.kadaitcha.com/2012/07/10/woody-allen-please-refuse-israels-hasbara

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MINISTERO: UOMO ARRESTATO A GAZA MUORE DI MENINGITE

 il ministero degli interni ha detto che un uomo imprigionato dal governo di Hamas a Gaza, è morto di meningite venerdì mattina..

Mahrous Fathi Nassar, 37 anni, che era in custodia della polizia, è stato trasferito presso l’unità auto intensiva di al-Shifa di Gaza City, dove morì, cosi ha detto il portavoce del ministero Ibrahim Salah.

I gruppi di diritti umani hanno espresso preoccupazione per il numero di morti palestinesi all’interno delle carceri.

La morte del 52enne, Atef Khamis Derbas nel mese di dicembre, che era detenuto nel carcere di Ansar a Gaza City per debiti non pagati, chiesto un’indagine ufficiale.

Famiglia Derbas è fermamente convinta che Atef è morto a causa di negligenza medica e cattive condizioni del carcere, in base ai diritti di gruppo al-Haq.

Il 16 ottobre, 27 anni, Mohammad Said Al-Zaqzouq uomo è morto in custodia della polizia a Khan Younis, a sud di Gaza.

La polizia ha detto che si era suicidato, e una fonte della polizia ha detto al Centro Palestinese per i Diritti Umani che gli agenti gli ha dato la coperta con la quale in seguito si è strangolato.

http://maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=563321

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JUMANA ASPETTA OGNI GIORNO DI POTER DIRE LA PAROLA “PAPA’ “

“Mi negano la possibilità di dire la parola ‘papà’ “

Mercoledì 6 FEB 2013 00:00

Jumana Alaa ‘Shahada Abu Jazar (11 anni) aveva solo 4 mesi quando sua madre è morta e, poco dopo, suo padre è stato imprigionato in un carcere israeliano. Alaa ‘(37 anni), è stato arrestato mentre accompagnava suo padre in Israele per cure mediche. A Jumana non è stato permesso di visitare il padre in carcere da quando aveva due anni, le hanno negato l’accesso in Israele “per motivi di sicurezza”.

Figlia unica, Jumana è stata allevata dalla nonna, Maryam (67), e da suo zio, Ayman. Suo nonno, Shahada, morì poco dopo che suo padre è stato arrestato, dopo che gli fu negato il permesso di recarsi in Egitto per cercare assistenza medica. Jumana ha chiamato ‘mamma’ la nonna, e ‘papà’ suo zio. Quando aveva 5 anni, tornava a casa da scuola un giorno e disse a Maryam, “Mamma, voglio farti una domanda, e per favore non mentire. Come può essere che tu sei mia madre e anche la madre di mio padre ? ” E ‘stato in quel giorno che Jumana arrivò a capire che sua madre era morta quando era ancora piccolissima.

Nel febbraio 2009, all’età di 22 anni, lo zio di Jumana, Ayman, è stato ucciso in un attacco drone vicino alla casa di famiglia. Maryam descrive l’effetto su Jumana: “Quando tornò a casa e le ho detto quello che era successo, ha iniziato a svenire, dicendo più e più volte ‘ Mia madre è morta. Mio padre è in carcere. Mio zio è morto. Chi chiamo ‘Daddy’ ora? “” Jumana guarda addolorata al ricordo, e dice: “E ‘stato ucciso il giorno del compleanno di mio padre, il 2 di febbraio.”

Jumana è un’ ottima studentessa ed è la prima della classe. Ha ricevuto un premio dalla moschea locale per essere la persona più giovane a recitare il Corano a memoria, e le hanno regalato una copia del Corano, che si vede nel soggiorno della famiglia. Jumana è diligente, e utilizza una torcia per studiare quando non c’è elettricità. Ma i suoi successi non riempiono il vuoto. I suoi insegnanti chiedono perché lei non è felice con i suoi risultati, e lei risponde: “Se mio padre o mia madre o mio zio Ayman fossero con me, allora sarei felice.”

A Maryam è stato permesso di visitare Alaa ‘in carcere, una volta nel 2012, quando le visite di prigionieri in seguito ricominciarono per l’accordo mediato dalle autorità egiziane il 14 maggio tra i prigionieri, i detenuti e le autorità israeliane, per terminare uno sciopero della fame iniziato dai prigionieri palestinesi e dalle loro famiglie . Non aveva visto il figlio per nove anni. “Ero eccitata ed esausta al momento in cui ho raggiunto la prigione. Mi sentivo tanta pressione per rappresentare Jumana, che non poteva essere lì lei stessa. Non sapevo come avrei potuto fare tutte le domande che avevo bisogno di chiedere per lei. Ho avuto solo mezz’ora con mio figlio. Alla fine, sono svenuta. Sono stata sopraffatta. “

Maryam telefona al CICR ogni settimana per sapere se lei o Jumana saranno in grado di andarlo a trovare presto. “Questa settimana, mi è stato detto ancora una volta che nessuna visita è stata pianificata. Non so se ci viene negato il diritto a trovarlo in modo permanente o se ci sarà permesso di visitarlo un giorno. Mi preoccupo, perché io stessa non sto bene. Soffro di pressione alta, diabete e ho problemi con il mio cuore. Spero solo che vivrò abbastanza a lungo per curare Jumana fino al rilascio di suo
padre. “

La data prevista del rilascio Alaa’ è nel 2021, otto anni da adesso, ma Jumana spera che potrebbe essere rilasciato in tempo per vederla ricevere il suo diploma di scuola superiore. Nel 2011, quando 477 prigionieri palestinesi sono stati rilasciati in cambio della liberazione di Gilad Shalit, la famiglia di Abu Jazar aveva sperato invano che Alaa ‘ avrebbe potuto essere tra di loro. Jumana dice: “ho cominciato a fantasticare su mio padre che tornava a casa. Avrei voluto portare una grande banda folk al valico di frontiera per dare il benvenuto a casa. Volevo fare un CD di tutte le canzoni che ho scritto e ho suonato per lui, e recitargli tutte le mie poesie . “

Jumana non ha memoria reale di suo padre, ma lei ascolta le storie della nonna su di lui e lo fa come parte della sua vita quotidiana. Parla con la sua fotografia, raccontandogli la sua giornata a scuola, i suoi amici, i suoi risultati degli esami. Desidera il giorno in cui lei sarà in grado di condividere questa notizia con lui in persona.
Alaa ‘manda i suoi doni alla figlia tutte le volte che può, riportati a Rafah da detenuti che sono stati rilasciati. Egli fa artigianato di collane e bracciali di perline colorate. Ha inviato due notebook a Jumana da riempire, i margini decorati con le sue opere, raffiguranti fiori e uccelli e le mani dell’uomo che si liberano delle loro catene. Dal momento della prima elementare, quando ha imparato a leggere e scrivere, Jumana ha iniziato riempiendo le pagine con i suoi pensieri, i suoi ricordi, le sue speranze, e le poesie che compone. Ha scritto una poesia l’anno scorso, quando il padre ha intrapreso il grande sciopero della fame, cui centinaia di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane hanno preso parte. Jumana digiunava in solidarietà con il padre, rifiutando di prendere altro che acqua e yogurt per 22 giorni.

Un nuovo giorno inizia con l’inizio del tuo sciopero della fame
Una mattina, quando non so che cosa spero di aver lasciato
Una mattinata in più di angoscia e dolore

Papà, ho ancora speranza
Anche se non ho mai sentito la vera felicità
Papà, resisti, fino a quando sei forte, sono forte
Tu sei l’unica speranza che mi resta
Tutti i miei cari sono andati, mi hanno lasciato
La mia mamma, mio zio, mio nonno
Tutti sono così lontano da me

Mi negano di toccarti la mano o baciarti la fronte
Mi causano angoscia e dolore
Mi negano la possibilità di dire la parola ‘papà’
Papà, mi manca, la dico ogni giorno

Mi chiedo quando sarò in grado di parlare con te e chiamarti ‘papà’
Voglio che il mondo intero mi senta dire ‘papà’
Ho sentito che i bambini del mondo dicono la parola
Non ho mai potuto dirla a te

Papà, quando sarai fuori?
Verrò con te ovunque andrai
Io dormirò accanto a te e camminerò con te
Ti presenterò a tutto il mondo
ai miei amici e ai miei vicini di casa
E io chiederò loro: “Hai un papà come il mio?”

Papà, inizia qui un altro giorno di sciopero della fame
Papà, quando ti vedrò?
Papà, oggi mi hai definito
Perché, senza di te, la mia esistenza non avrebbe senso
Ogni giorno, bacio la tua foto
E so che il giorno verrà
Quando mi terrai in un abbraccio

Ai sensi dell’articolo 37 del regolamento minimo delle Nazioni Unite per il trattamento dei detenuti, “ai prigionieri è consentito sotto controllo necessario comunicare con la famiglia e gli amici affidabili ad intervalli regolari, sia per corrispondenza che per ricevere visite.” Questo è supportato dal Principio 19 del Corpus dei principi per la protezione di tutte le persone sottoposte a qualsiasi forma di detenzione o imprigionamento, in cui si afferma che “la persona detenuta o imprigionata ha il diritto di essere visitata da e per corrispondenza, in particolare, con i membri della sua famiglia e gli viene data un’adeguata possibilità di comunicare con il mondo esterno. ” Inoltre, ai sensi dell’articolo 9 (3), della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, gli Stati parti rispettano il diritto del fanciullo separato da uno o entrambi i genitori a mantenere un contatto personale e diretto con entrambi i genitori su base regolare, a meno che ciò non sia contrario all’interesse preminente del fanciullo.

http://www.pchrgaza.org/portal/en/index.php?option=com_content&view=article&id=9230%3Athey-deny-me-the-chance-to-say-the-word-daddy&catid=144%3Anew-reports

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ESEGUITI A GAZA I PRIMI TRAPIANTI DI ORGANI DA UNA SQUADRA DI MEDICI VOLONTARI DI LIVERPOOL

Chirurghi britannici effettuano i primi trapianti di organi a Gaza

Un team medico volontario del Royal Liverpool Hospital forma il personale locale dell’ospedale Shifa assediato

Harriet Sherwood a Gaza City
guardian.co.uk , Giovedi 7 febbraio 2013

Un team di chirurghi britannici ha realizzato a Gaza i primi trapianti di organi come piano pilota a lungo termine per la formazione del personale medico locale per eseguire le operazioni.

Due pazienti sono stati sottoposti a trapianto di rene allo Shifa, il più grande ospedale pubblico di Gaza, che è afflitto da sovraffollamento, interruzioni di corrente cronica e la carenza di farmaci e attrezzature. Le operazioni sono state condotte una quindicina di giorni fa da un team di volontari medici del Royal Liverpool Hospital.

“Non posso esprimere la mia felicità”, ha detto Ziad Matouk, 42 anni, che è nato con un rene e gli è stata diagnosticata un’insufficienza renale diversi anni fa. “Sono orgoglioso di aver avuto una delle prime operazioni di trapianto a Gaza. Voglio abbracciare e baciare tutti i medici.”

Matouk, la cui moglie ha donato uno dei suoi reni, spera di tornare al suo lavoro di venditore di falafel nel campo profughi di Maghazi, nel centro di Gaza, entro sei mesi. La coppia aveva cercato un trapianto al Cairo, ma sono stati respinti in quanto non idonea in un ospedale statale e non potevano permettersi la tariffa in un ospedale privato. “Eravamo disperati”, ha detto Matouk.

Il link-up Regno Unito-Gaza è iniziato circa un anno fa dopo che Abdelkader Hammad, un medico del Royal Liverpool Hospital è stato contattato da un anestesista dello Shifa, che ha illustrato le difficoltà che l’ospedale di Gaza stava affrontando con la dialisi. Lo Shifa è costretto a fare affidamento su generatori a causa di interruzioni di corrente giornaliere, i pezzi di ricambio per le vecchie macchine per la dialisi sono stati difficili da importare e le forniture di materiali di consumo, come flaconi di sangue, i filtri e le soluzioni saline, sono spesso scarse. Israele ha fortemente limitato le importazioni a Gaza tra il 2007 e il 2010, e continua a controllare il flusso di merci dentro e fuori l’enclave palestinese.

Circa 500 pazienti ricoverati allo Shifa, di cui 40 bambini, hanno bisogno di dialisi due o tre volte alla settimana.

Dopo un viaggio esplorativo nello scorso aprile, Hammad – la cui famiglia è palestinese – e tre colleghi di Liverpool sono arrivati a Gaza attraverso l’Egitto il mese scorso, portando attrezzature specialistiche.

Due pazienti sono stati selezionati per la chirurgia. Il primo, Mohammed Duhair, 42 anni, ha ricevuto un rene donato da suo fratello minore in un periodo di sei ore di operazione. Era in ansia per l’intervento chirurgico, ma è stato rassicurato dopo aver parlato con il team inglese. “Spero che la mia vita sarà ora normale,” ha detto Duhair, egli stesso un medico di famiglia a Rafah.

Due giorni dopo, Matouk ha subito un trapianto dopo che sua moglie, Nadia, 36 anni, è stata trovata per essere una buona donatrice. Ha detto che era il suo “fato e destino” donare un rene al marito da 20 anni.

L’intervento è stato effettuato dal team britannico, assistito da medici e infermieri dello Shifa. “Siamo molto soddisfatti dei risultati”, ha detto Sobhi Skaik, primario di chirurgia presso l’ospedale di Gaza. “Per i pazienti, significa che le loro vite non sono più dipendenti da macchine. Sia i chirurghi che le famiglie dei pazienti sono molto felici.”

Skaik spera che le equipe mediche di Gaza alla fine effettuino trapianti di reni in modo indipendente, e che altri trapianti di organi possano seguire. Lo Shifa sta lavorando con il ministero della sanità di Gaza su un piano per addestrare i suoi medici, chirurghi, infermieri e tecnici di laboratorio nella chirurgia dei trapianti presso il Royal Liverpool.

“Il finanziamento è un problema”, ha detto Hammad. “Nel frattempo torneremo come volontari a Gaza per i prossimi due anni per fare più trapianti.” La prossima visita della squadra di Liverpool è prevista per maggio.

Per Hammad, la visita a Gaza ha avuto una dimensione emotiva e professionale. La sua famiglia palestinese era originaria di Jaffa, ora parte di Israele, ma sono diventati rifugiati nella guerra del 1948. Hammad è nato in Iraq e ha vissuto in Giordania prima di trasferirsi in Gran Bretagna 25 anni fa. La sua visita a Gaza lo scorso aprile è stata la prima volta che ha messo piede sul suolo palestinese.

“Ci sono molti problemi a Gaza – Interruzioni di corrente, mancanza di farmaci, la gente lì non può fare scelte allo stesso modo in cui le persone possono altrove”, ha detto. “E ‘stato emozionante per me essere in grado di aiutare le persone a Gaza e rendere la vita un po’ migliore per loro. Mi sono sentito orgoglioso.”

http://www.guardian.co.uk/world/2013/feb/07/british-surgeons-first-organ-transplants-gaza

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