CULTURA. Femminile Palestinese, lo sguardo decolonizzato

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Oggi a Napoli la rassegna curata da Maria Rosaria Greco inaugura la mostra “Comunicare la Palestina, una narrazione diversa”, 18 manifesti realizzati da noti designer italiani per aprire un dibattito nuovo intorno al processo necessario di decolonizzazione

Alcuni dei manifesti della mostra: da sinistra a destra, opere di Marco Tortoioli Ricci, Paolo De Robertis, Cinzia e Monica Ferrara, Geppi De Liso e Lilli Chimienti

tratto da: Nena-News di Chiara Cruciati – Il Manifesto

Roma, 29 novembre 2019, Nena News – Dopo cinema, cucina, poesia, letteratura, Femminile Palestinese abbraccia il design: la sesta edizione della rassegna campana curata da Maria Rosaria Greco e promossa dal Centro di produzione teatrale Casa del contemporaneo, si reinventa ancora una volta.

Lo fa con una mostra che viaggerà per l’Italia, Comunicare la Palestina, una narrazione diversa, curata da Pino Grimaldi e Enrica D’Aguanno. Un viaggio nei colori, il design, uno stile di comunicazione originale che non vuole semplicemente sensibilizzare il pubblico su una questione quasi dimenticata, ma che punta ad aprire un dibattito nuovo intorno alla necessaria decolonizzazione della Palestina.

Con diciotto manifesti, poster realizzati da designer noti in tutta Italia, Femminile Palestinese – che fin dalla sua nascita ha fatto della comunicazione lo strumento per superare stereotipi e dare voce a una narrazione altra – offre spazio al processo decolonizzatore attraverso l’impatto forte e immediato del design.

Lo scopo non è solo, come spiega Greco, «esporre una serie di esercizi di stile di alcuni noti designer italiani, ma sollecitare un pensiero teorico sul rapporto tra design della comunicazione e impegno politico». Comunicare per costruire consapevolezza.

Ci sono le mappe, fondamentali a comprendere il processo di colonizzazione israeliana tuttora in atto, riviste e interpretate dalle opere di Enrica D’Aguanno, Cinzia e Monica Ferrara, Mario Piazza; ci sono i colori caldi del ricamo palestinese raccontati da Geppi De Liso e Lilli Chimienti; c’è la violenza dell’esercito israeliano disegnata da Francesco Dondina e Andrea Rauch; e c’è il messaggio, potente, della parola «decolonization», con le opere di Paolo De Robertis, Pino Grimaldi, Gianni Sinni, Marco Tortoioli Ricci. E tanti altri autori.

L’inaugurazione della mostra e del catalogo, oggi alle 11 all’Aula Magna dell’Accademia di belle arti di Napoli, sarà accompagnata da una tavola rotonda a cui parteciperanno Giuseppe Gaeta, direttore dell’Accademia, Enrica D’Aguanno, coordinatrice del corso di design della Comunicazione Abana, Pino Grimaldi, docente di metodologia del design Abana, Maria Rosaria Greco, curatrice di Femminile Palestinese, e Marco Tortoioli Ricci, presidente dell’Associazione italiana design della comunicazione visiva.

La rassegna resterà a Napoli fino al 10 gennaio 2020, per poi spostarsi a Milano e Salerno. Per informazioni visitate il sito https://www.femminilepalestinese.it/

http://nena-news.it/cultura-femminile-palestinese-lo-sguardo-decolonizzato/

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