Da Ain Arik ad Hebron

 

Un paio di settimane fa, abbiamo accompagnato le sorelle e i fratelli di Ain Arik ad Hebron per una visita alle tombe dei patriarchi. Ci siamo uniti ad un gruppo accompagnato da Breaking the Silence. In questo modo abbiamo potuto visitare la parte occupata dai coloni. Città fantasma. Negozi chiusi, finestre sbarrate con grate, coloni che fanno la loro vita, quasi nessun palestinese in giro… Un ex-soldato ci ha fatto da guida. Come le altre volte che ho partecipato a questi tour (vedi gli altri articoli nella categorie Hebron, in particolare  la visita con Paolo Barabino) è sempre interessante ascoltare e scoprire israeliani, soldati, che fanno un ragionamento aperto, tutto sommato abbastanza realistico e disincantato sull’occupazione, che spendono le loro giornate per far aprire gli occhi ai loro concittadini su quello che succede al di là del muro, su quello che lo stato ebraico chiede loro di fare durante il servizio militare. La speranza così resta debolmente accesa. Un giorno speriamo non lontano, questa gente forse sarà la prima a fare da ponte…

Girare con i fratelli e le sorelle di Ain Arik è sempre divertente. Il gruppo si muove disomogeneo e variegato. Si infilano e fanno domande, si staccano dal gruppo e scattano fotografie… Bellissimi! Ovviamente il resto del gruppone  (già abbastanza strano e composito, per lo più di ragazzi di 30-40 anni) non ha fatto una piega davanti a questi “pellegrini” con abito lungo, croce e velo che si aggiravano parlano arabo ed ebraico. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati in un ottimo ristorantino di Hebron e poi abbiamo visitato la Haram el-Ram, meglio conosciuta come Mamre (non ho trovato molto in rete al riguardo!). Mura erodiane e resti di edifici e di chiesa…. Ecco le foto:

Album picasa (50 foto)

11 marzo, 2011, alle 9:59 pm

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