Dall’Egitto a Gaza

admin | July 6th, 2011 – 9:00 am

Si dovranno presentare oggi di fronte a un tribunale di Creta, i tre componenti – due canadesi e un australiano –  della Freedom Flotilla arrestati e poi rilasciati ieri dalle autorità greche. Almeno una di loro, Sandra Ruch, è accusata di non aver rispettato il divieto, per la nave canadese Tahrir, di lasciare le acque greche e dirigersi verso Gaza. Fallito il tentativo della Tahrir, resta solo la piccola imbarcazione francese Dignitè al Karama nelle acque internazionali, dopo ha aggirato il blocco imposto da Atene a tutte le navi che compongono la Freedom Flotilla e che erano attraccate nei porti greci.

Israele ha dunque trovato nella Grecia un alleato fedele. Non è un’amicizia nata ora, in questi giorni. È invece il risultato del costante lavoro diplomatico che il governo di Benjamin Netanyahu ha iniziato un anno fa, dopo il tragico assalto alla nave turca Mavi Marmara da parte della marina israeliana. Visite reciproche da parte dei rispettivi premier, intensificazione dei rapporti militari, esercitazioni: tra Tel Aviv e Atene è stato costruito un rapporto che doveva soprattutto servire a Israele a far sentire la pressione sulla Turchia, assicurandosi allo stesso tempo un ponte nel Mediterraneo.

Tel Aviv spera anche che il blocco nella partenza delle navi spenga i riflettori sulla Freedom Flotilla, man mano che i giorni passano. Alcuni attivisti non potranno attendere a lungo nei porti greci: dovranno ritornare alle proprie case e ai propri lavori. L’attenzione del pubblico in Europa, in America, in Medio Oriente, è peraltro ora tutta concentrata  sulla Siria, le cui autorità sono state appena accusate da Amnesty International di crimini contro le autorità. E le rivolte arabe hanno reso meno centrale da mesi il conflitto israelo-palestinese. Tel Aviv non si è però limitata a far bloccare la partenza della Freedom Flotilla. Stanotte Gaza ha di nuovo subito un raid aereo: questa volta è stato bombardato un obiettivo nel nord della Striscia, dicono i militari israeliani.

In genere, però, pensiamo all’attivismo solamente in termini occidentali, almeno come punto di partenza. Le rivolte arabe, ancora una volta, stravolgono la prospettiva. Il quotidiano egiziano Al Masri al Youm ha pubblicato ieri un editoriale, chiedendo alle autorità del Cairo di concedere alla Freedom Flotilla II di partire dai porti egiziani in direzione Gaza. Egypt to Gaza, hanno intitolato l’iniziativa i giornalisti di Al Masri al Youm, per cambiare l’atteggiamento arabo verso la questione palestinese, atteggiamento esemplificato dalla politica di Hosni Mubarak verso il conflitto.

E’ un buon test, per capire cosa sta succedendo a sud del Mediterraneo… il tag è #Egy2Gaza.

http://invisiblearabs.com/?p=3313

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