Dalla Camera, in attesa… BoccheScucite entra in parlamento per il riconoscimento della Palestina

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Finalmente è iniziata anche in Italia, il 16 gennaio, la discussione parlamentare sul riconoscimento della Palestina. Se già questa potrebbe essere una buona notizia, è chiaro che ci interessa soprattutto sapere cos’hanno detto i nostri rappresentanti e ancor più se arriveremo alla decisione finale affermativa, come hanno già fatto Gran Bretagna, Francia, Spagna, Belgio, Danimarca, Irlanda e Portogallo e il Parlamento europo. Per questo BoccheScucite ha annodato un filo diretto con l’aula della Camera e alcuni parlamentari per la pace.

Ecco allora per voi tre degli interventi della prima seduta e un’intervista esclusiva rilasciata a BoccheScucite dal Capogruppo SEL nella Commissione Esteri della Camera ERASMO PALAZZOTTO. Nei prossimi giorni, in particolare venerdi 23, alla ripresa del dibattito, restate connessi con noi attraverso www.bocchescucite.org e su Facebook Bocchescucite causa.

 Marietta Tidei, pd: “La classe dirigente della Palestina è estremamente laica e si è formata in gran parte nelle università occidentali: se noi la aiutiamo, può diventare l’avamposto della laicità, dei diritti e delle libertà civili. Il popolo palestinese è costretto a vivere all’interno di confini labili, in una condizione di marginalità giuridica, economica e sociale, perennemente esposta ad azioni militari. Per troppi anni la pace in Medioriente è stata invocata, ma la pace va costruita con azioni concrete, ripristinando innanzitutto la legalità internazionale e il rispetto delle risoluzioni dell’Onu. Oggi abbiamo l’occasione di riparare, in piccolissima parte, ai torti della storia: va messo in campo ogni sforzo per la riapertura dei negoziati e mi auguro che il nostro Governo assuma un ruolo da protagonista in questa vicenda. Solo attraverso un dialogo, garantito dall’Onu e dall’Europa, Israele e Palestina possono risolvere le loro diatribe, a cominciare dai confini, passando per la cessazione degli insediamenti ebraici nei territori occupati ed il ritiro dei coloni dagli insediamenti già costruiti”.

Daniele Capezzone,  Forza Italia: “Israele e gli ebrei non sono solo ‘Israele’ e gli ‘ebrei’: sono il simbolo stesso del nostro Occidente. Lo sono per noi, e lo sono anche per i nemici dell’Occidente, per i nostri nemici, per i nemici della libertà e della democrazia, ad ogni latitudine. L’eventuale riconoscimento di uno Stato palestinese al di fuori di un accordo di pace complessivo tra le parti non favorirebbe la ripresa dei negoziati diretti, ma al contrario rappresenterebbe un ulteriore ostacolo sulla via della pace, perché avrebbe l’effetto di aumentare il livello di diffidenza tra le parti e, soprattutto, di Israele nei confronti della comunità internazionale, compromettendo e vanificando l’importante ruolo di mediazione che l’Unione europea e in particolare l’Italia stanno da decenni svolgendo e devono continuare a svolgere”.

Gianluca Pini, vicecapogruppo Lega Nord: “E’ necessario bandire ogni tentativo unilaterale dell’Autorità nazionale palestinese di ottenere riconoscimenti ideologici per fermare Hamas, anche escludendo il movimento islamista dalla gestione degli aiuti nella striscia di Gaza, ma anche per sostenere il dialogo tra Israele e Palestina, con la collaborazione di Ue, Stati Uniti e anche della Russia”.

 

Intervista di Bocchescucite a Erasmo Palazzotto

capogruppo di Sel in Commissione Esteri della Camera

 

BoccheScucite: Prima di tutto una sua valutazione generale: come è andata la discussione?

 Palazzotto: La discussione alla Camera ha registrato alcune difficoltà tra la maggioranza ad avere una posizione chiara su questo tema, ed  ha evidenziato alcune posizioni abbastanza strumentali della Lega in particolar modo, che ha provato a collegare il diritto del popolo palestinese ad avere uno Stato con le vicende tristi degli attentati di  Parigi.

Bisogna invece sottolineare con chiarezza alcune cose:

  1. il riconoscimento dello Stato palestinese non ha nulla a che vedere con il terrorismo di matrice islamica;

  2. questo collegamento serve ancora una volta a creare una forma di terrore attorno al riconoscimento di un diritto, che è quello del popolo palestinese ad avere uno Stato, su cui a parole sono tutti d’accordo ma che, quando si tratta di manifestare in atti concreti il riconoscimento formale dello Stato palestinese, non avviene;

  3. vi è l’idea che il riconoscimento in oggetto sia qualcosa che rafforza le forze moderate palestinesi di Abu Mazen, sia al tavolo negoziale che tra la società palestinese: questo infastidisce molto la destra israeliana e quindi si è portati a credere che tutto ciò non favorisca i negoziati di pace. Penso che questo sia un controsenso perchè, invece, rafforzando la parte palestinese il negoziato smette di essere unilaterale come è stato finora, ed inoltre così si rafforza anche la parte più moderata della società israeliana. Mentre qualche anno fa, infatti, ci preoccupavamo per Lieberman e i suoi sostenitori, ora la società israeliana è ancora più orientata a destra, vicino a tipi ancora più radicali e pericolosi come Bennet. Con quello che sta accadendo in Europa, con il riconoscimento che alcuni Stati hanno già compiuto, si tende a dire alla società israeliana che questa linea politica aggressiva, che nega i diritti del popolo palestinese, rischia di isolare Israele. Israele deve avere chiaro che, o prova ad essere più dialogante rispetto al conflitto, o la comunità internazionale sarà sempre più decisa a far rispettare la legalità internazionale.

BoccheScucite: Voi di Sel avete trovato sponda nel Parttito Democratico?

 Palazzotto: La mozione che discutiamo non è solo di Sel, ha tra i suoi firmatari anche molti del pd ed è stata coordinata anche con esponenti  del movimento 5 stelle e prova quindi ad allargare lo spazio di consenso.  È chiaro che la posizione ufficiale del pd è stata comunque quella ‘siamo pronti a ragionare su questo tema… purchè questo avvenga nella disponibilità che questo avvenga utilizzando forme  e parole che agevolino il processo di pace’. Noi valuteremo se saranno coerenti . Pensiamo che il modello di riferimento, a cui si è riferito anche il capogruppo del pd,  sia la mozione votata a larga maggioranza dal Parlamento europeo. La nostra mozione comunque è molto scarna, neutra, prova ad affermare un principio, riequilibra le forze in campo, fa rientrare il conflitto  in un conflitto tra Stati e lo iscrive nell’alveo del diritto internazionale.

BoccheScucite: Il dibattito alla Camera che esiti ha avuto? E come proseguirà?

 Palazzotto: L’obiettivo di molti era quello di posticiparlo, di non affrontarlo. Siamo riusciti invece a far esprimere una posizione politica: le forze politiche italiane si sono trovate ad dover iniziare questo dibattito. Abbiamo registrato, seppur in maniera tiepida, una disponibilità nel pd ad aprire una discussione sul riconoscimento.

La discussione generale ora  si è aperta. Venerdì prossimo ci sarà una dichiarazione di voto e poi il  voto finale. Entro metà febbraio ci sarà un voto.

Questa fase iniziale è servita, è stato un punto a favore, perchè molti non la volevano neanche affrontare. E’ intervenuto anche l’ambasciatore israeliano. È intervenuto in modo insolito,  rilasciando un’intervista che rivendicava la democraticità e l’ecologia dello Stato israeliano… ma quei diritti e quelle libertà di cui il popolo israeliano gode, non possono fondarsi sulla lesione delle libertà  dei palestinesi e sulla loro oppressione. Pace, diritti  e sicurezza devono valere per tutti.

BoccheScucite: Ti chiediamo, come “boccascucita” e primo firmatario della mozione, quale pensi sarà l’esito di questo dibattito?

 Palazzotto: Penso che sarà una discussione complicata, ma che alla fine in qualche modo ci sarà un avanzamento del dibattito. Sogno vi sia l’approvazione della nostra mozione, ma spero che ci sia comunque una posizione finale del Parlamento italiano  nel senso del riconoscimento dello Stato di Palestina e del diritto del popolo palestinese di vivere in pace e in sicurezza.

 

BoccheScucite

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2 Commenti

  1. Il Parlamento Italiano deve riconoscere lo Stato di Palestina, come hanno invitato il Parlamento Europeo gli 800 intellettuali israeliani, tra i quali i grandi scrittori Grossmann, Oz e Joshua. E’ un diritto sacrosanto di quel popolo, che tanto ha sofferto e ancora continua a soffrire, di ottenere il riconoscimento della Comunità Mondiale e l’Italia, che ha pagato a caro prezzo l’indipendenza e la libertà ha il dovere di essere solidale con chi ancora sta lottando. Spero che i Parlamentari italiani sappiano ragionare con la propria testa senza chinare il capo al volere degli Stati Uniti e di Israele, che hanno contro tutto il mondo.

  2. Spero vivamente che i nostri parlamentari capiscano il senso del riconoscimento dello Stato di Palestina e del diritto del popolo palestinese di vivere in pace e in sicurezza.
    Senza giustizia non c’è pace e tutti noi vogliamo vivere in pace.

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