Dalla denuncia alla fine dell’assedio. L’Europa si scuota per far rispettare il diritto internazionale

Dalla denuncia alla fine dell’assedio
L’Europa si scuota per far rispettare il diritto internazionale

Al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini
Ministero degli Esteri
Piazzale della Farnesina 1 – Roma

I recenti atti violenti del Governo ultraconservatore di Israele contro la “flotta della libertà”, in acque internazionali, che hanno provocato morti e feriti tra i passeggeri in missione umanitaria verso Gaza, le reazioni che in tutto il mondo si sono significativamente prodotte contro queste azioni, ci portano a ritenere che: non è più possibile accettare l’impunità e l’arroganza del Governo di Israele e che bisogna mettere fine all’assedio di Gaza. La condanna internazionale è stata unanime, tutte le istanze internazionali hanno denunciato il blocco della striscia di Gaza, che costituisce una « punizione collettiva » pienamente illegale secondo il diritto internazionale e totalmente condannabile dal punto di vista umano e politico.
Appoggiamo la dichiarazione di Madame Ashton, Alta rappresentante della Unione Europea e quella di M. Angel Miguel Moratinos, che hanno chiesto al prossimo Consiglio degli Affari Esteri della UE di presentare una proposta per la cessazione del blocco della striscia di Gaza.
Ci sembra urgentissimo chiedere alla Unione Europea di far applicare il diritto internazionale.
Il 14 prossimo si riunisce a Lussemburgo il Consiglio europeo degli Affari Esteri, al quale Lei partecipa in rappresentanza del nostro paese.
In questo quadro, Le chiediamo di fare tutto il possibile affinché l’Unione Europea eserciti la sua pressione su Israele perché tolga il blocco alla striscia di Gaza. Riteniamo altresì che tale richiesta europea debba essere accompagnata da misure diplomatiche, politiche, economiche, come ad esempio la sospensione dell’Accordo di associazione UE – Israele, finché continua il blocco illegale di Gaza.
Augurandoci un esito positivo della riunione del 14 giugno a Lussemburgo, inviamo distinti saluti

Action for Peace
Roma, 10 giugno 2010

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