Daniel Sokatch: mi oppongo al BDS, ma è la democrazia di Israele, non il boicottaggio, il vero obiettivo di Netanyahu

 giovedì 11 gennaio 2018

 

Sintesi personale

Se il governo  di  estrema destra israeliano riuscisse a distrarci con un dibattito sul BDS mentre la libertà di parola sta diventando sempre più condizionata  e gli israeliani stanno scendendo in piazza per protestare contro la corruzione del primo ministro israelianoBenjamin Netanyahu ,allora avrebbe vinto

Il New Israel Fund, si oppone al movimento BDS globale supportato dalla maggior parte delle organizzazioni incluse nella lista nera, ma, al momento, non importa cosa si pensi del BDS. Non  è questo il vero problema. Stiamo assistendo allo smantellamento, pezzo per pezzo, della democrazia israeliana. Non si può  essere distratti. 

La lista nera è il prodotto non sorprendente di una strategia legislativa lunga anni dell’estrema destra per infettare la democrazia israeliana con l’autoritarismo e per paralizzare la libertà di espressione. 

La lista nera è uno sforzo per controllare il  dissenso, in particolare quello dei  palestinesi  e costituisce l’ultimo sintomo.

La strategia più ampia include:

1  la legge sul boicottaggio, approvata nel 2011 per cui  qualsiasi israeliano che aderisce a qualsiasi tipo di boicottaggio, compreso il boicottaggio dei prodotti di insediamento,  può essere citato in giudizio per danni. (All’epoca, il consigliere legale della Knesset, Eyal Yinon, disse che la legge colpiva così gravemente la libertà di espressione da essere quasi  illegale.)

2  la legge sulla Nakba, che consente al governo di non concedere finanziamenti a qualsiasi Istituzione araba o israeliana che in qualche modo contraddistingue la narrativa del 1948.

 campagne legislative, intimidatorie e diffamatrici per silenziare e delegittimare  le  organizzazioni per i diritti umani che difendono la democrazia e si oppongono all’occupazione.

Accanto a  questa strategia legislativa, l’attuale governo usa l’incitamento, i capri espiatori e le menzogne ​​per reprimere la libertà di parola e indebolire ulteriormente la democrazia israeliana. Gli arabi, i media indipendenti, la magistratura e coloro che difendono la democrazia e l’uguaglianza, incluso  NIF e i nostri beneficiari, sono  demonizzati dai  funzionari governativi  e dal primo ministro Netanyahu.

In  America  abbiamo familiarizzato con i tentativi di Trump di consolidare il potere incitando contro le minoranze, coccolando i bigotti e persino minacciando di perseguire  gli avversari politici.

Queste tattiche sono  proprie dei regimi autoritari ascendenti in molti angoli del mondo. Non dovrebbero avere alcun posto in Israele.

Il governo deve fare affidamento su una strategia di distrazione perché i suoi valori sono ovviamente in contrasto con i valori fondanti di Israele. È apertamente xenofobo e persino razzista, spudoratamente corrotto, asseconda la lobby dei coloni ed è  disposto a difendere a tutti i costi l’occupazione cinquantenaria. Distrae l’attenzione demonizzando  i suoi oppositori politici, che apprezzano la democrazia, l’uguaglianza e i diritti umani e civili, al fine di impedire agli israeliani di porre domande difficili su dove i loro leader li stanno portando. Lo stato di libertà di parola e il diritto al dissenso sono lo specchio  della salute di una democrazia. Con queste misure, la democrazia israeliana è in condizioni critiche. E’ urgente respingere gli sforzi del governo contro la libertà di espressione. Non possiamo permetterci di essere distratti dalla discussione sul BDS o sulle tattiche dei suoi sostenitori. Se le libertà fondamentali sono minacciate, la democrazia è in pericolo. Non  possiamo permetterci di essere distratti quando il governo punta a nuove leggi che avvelenano  la  democrazia, compresa la proposta di legge sullo stato nazione.

Ogni volta che il Primo Ministro si scaglia contro le minacce inventate e designa i nemici dall’interno, dobbiamo chiederci: cosa spera che noi non noteremo? Un regime che si accascia sotto il peso della propria corruzione e di politiche insostenibili e anti-democratiche non può tenerci distratti per sempre. 

Daniel Sokatch è CEO del New Israel Fund.

 

Daniel Sokatch: mi oppongo al BDS, ma è la democrazia di Israele, non il boicottaggio, il vero obiettivo di Netanyahu

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