Davvero Gerusalemme da 3mila anni è la capitale dello Stato ebraico?

8 dicembre 2017 Megachip.globalist.it

 

di Romano Calvo.

I fatti di questi giorni (la dichiarazione di Trump che riconosce Gerusalemme capitale di Israele) sono legittimati da una considerazione secondo la quale Israele avrebbe una sorta di ‘diritto storico’ sulla città di Gerusalemme.

Si tratta di una giustificazione che, vista sotto la lente della filosofia del diritto, suona assai bislacca (pensate se oggi il sindaco di Roma, sulla base di questo criterio, rivendicasse il potere sui territori della Francia che anticamente furono province dell’Impero Romano).

Ma se proprio si volesse seguire sul loro terreno i fondamentalisti israeliani – quello della legittimazione storica – diventerebbe facile dimostrare che non è affatto vero che gli Ebrei governano quel territorio da 3mila anni. Andiamo con ordine.

Benjamin Netanyahu, premier di Israele, 28/09/2012, discorso all’ONU:

“Signore e Signori. Tremila anni fa, il re Davide regnò sullo Stato ebraico nella nostra capitale eterna, Gerusalemme. Lo dico a tutti coloro che proclamano che lo Stato ebraico non ha radici nella nostra regione e che sparirà presto. Nel corso della nostra storia, il popolo ebraico ha superato tutti i tiranni che hanno cercato la nostra distruzione. E le loro ideologie sono state rifiutate dalla storia. Il popolo di Israele vive. Noi diciamo in ebraico Am Yisrael Chai, e lo Stato ebraico vivrà per sempre.”

Fiamma Nirenstein, giornalista, 06/12/2017, un articolo su Il Giornale:

“Dispiace la consueta solerzia dagli europei impegnati da sempre a ridurre Israele ai minimi termini, dalla Mogherini a Macron. Le questioni sono due: in primis, si tratta di nuovo di una bella occasione di delegittimazione dello Stato degli ebrei, del loro rapporto con Gerusalemme, della evidente ammissione del fatto che da 3mila anni è innanzitutto la città degli ebrei, dal ’50 la loro capitale divisa dai giordani, dal ’67 la capitale unita.”

Nella scheda qui allegata propongo un breve riassunto delle fasi storiche che caratterizzano Gerusalemme e il territorio palestinese (son cose scritte nei libri di storia, accessibili a chiunque).

Se si vuole essere precisi, l’esistenza di un governo ebraico sul territorio palestinese con capitale Gerusalemme, è limitato al periodo 1.010 – 587 a.C. e, a parte la breve parentesi degli Asmonei (dal 125 al 64 a.C.), in tutti gli altri periodi storici, quel territorio e quella città, sono stati governati e abitati da (in ordine storico):

– Cananei, filistei e innumerevoli popolazioni antiche medio-orientali fino al 1.010 a.C.

– Persiani dal 587 al 333 a.C.

– Greco-macedoni dal 333 al 125 a.C.

– Romani dal 64 a.C. al 395 d.C.

– Arabi mussulmani dal 700 al 1.516 d.C.

– Turco Ottomani dal 1516 al 1917 d.C.

Se quindi, tornando indietro di 3mila anni partendo dal 1917, calcoliamo la durata di ciascuna forma di dominazione – governo di quel territorio e di quella città, avremmo la seguente graduatoria:

  1. arabi-mussulmani: 816 anni

  2. ebrei: 484 anni (comprensivo del periodo degli Asmonei)

  3. romani 459 anni

  4. turco-ottomani: 401 anni

  5. bizantini: 305 anni

  6. persiani: 254 anni

  7. greco-macedoni: 208 anni

Se poi teniamo conto che i 400 anni di dominazione ottomana sono stati in piena continuità (sia amministrativa che religiosa) con quella arabo-islamica, possiamo affermare che la forma di governo-dominio di quel territorio e di quella città, di gran lunga più duratura nel tempo, è finora stata quella degli arabi-islamici. Considerando che nel frattempo sono etnicamente e storicamente scomparsi gli eredi dei bizantini, degli antichi romani, dei persiani e macedoni, ne consegue che, se proprio si dovesse applicare un criterio così bislacco di legittimazione storica, il popolo che più di ogni altro avrebbe diritto a rivendicare il possesso di quella terra e di quella città, è quello dei palestinesi. I quali – nella loro componente “pensante” – non hanno bisogno di appellarsi alla ‘Storia’ ma semplicemente riferirsi alle carte delle Nazioni Unite. Carte che sanciscono – tra l’altro – che Gerusalemme Est è territorio dell’Autorità palestinese.

 

Storia d’Israele in breve

• 1.800 – 1.250 a.C.: la fase mitologico – preistorica raccontata dall’Antico Testamento, parla di alcuni patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe) di un nascente popolo, nomade, che si muove dall’Eufrate verso la Palestina e l’Egitto. In questa fase non è possibile parlare di un vero e proprio popolo e tantomeno di un territorio specifico sottoposto al suo governo.

• 1.250 a.C. L’esodo ovvero tribù semitiche guidate da Mosé, si spostano dall’Egitto verso la Palestina (allora denominata terra di Canaan).

• 1.200 – 1.000 a.C. è il periodo dei ‘giudici’ ovvero lo stanziamento e la lenta conquista del territorio palestinese da parte di 12 tribù semitiche con la graduale assimilazione delle popolazioni locali (cananei e filistei i quali soprattutto nella zona dell’attuale Striscia di Gaza mantennero per secoli i loro idiomi e influenze culturali).

• 1.010 – 933 a.C. Nasce la monarchia e nel 933 viene costruito il Tempio di Gerusalemme che sancisce storicamente l’identità religiosa e nazionale di Israele.

• Regno di Israele: 933-721 a. C.

• Regno di Giuda: 933-587 a.C.

• 587 a.C: caduta di Gerusalemme e distruzione del Tempio. Nel 538 a.C. Ciro il Grande di Persia conquista Babilonia ed il suo impero. Ciro emise quindi un proclama che garantiva la libertà religiosa alle nazioni soggiogate (tra cui i Giudei).

• Nel 333 a.C. l’Imperatore macedone, Alessandro Magno, sconfigge i Persiani e conquista la Persia.

• Dal 200 a.C al 125 a.C: Impero Seleucide. Dopo la morte di Alessandro, i suoi generali continuano a combattere sul territorio conquistato. Il Regno di Giuda divenne il confine tra l’Impero seleucide e l’Egitto tolemaico, fino a diventare parte anch’esso dell’Impero seleucide. Antioco IV, l’Imperatore seleucide, tentò di sradicare l’Ebraismo a favore della religione Ellenistica.

• Nel 125 a.C. il Re degli Asmonei, Giovanni Ircano I, soggiogò Edom e obbligò la popolazione con la forza a convertirsi al Giudaismo.

• Nel 64 a.C. il generale romano Pompeo conquistò la Siria e intervenne nella guerra civile degli Asmonei a Gerusalemme.

• Dal 37 a.C. al 6 a.C. la Dinastia erodiana, costituita da re-clienti Giudaico-Romani, discendenti da Antipatro, governò la Giudea. Uno di questi, Erode il Grande, ingrandì notevolmente il Tempio, rendendolo una delle più grandi strutture religiose di tutto il mondo. Al Tempio ebraico a Gerusalemme venne comunque concesso un permesso speciale di non mostrare l’effigie dell’Imperatore, diventando quindi l’unica struttura religiosa nell’Impero romano ad essere autonoma. Venne concessa una dispensa speciale ai cittadini Giudei dell’Impero romano secondo la quale dovevano pagare una tassa per il Tempio.

• 6 a.C: La Giudea diventa una provincia romana, dopo la transizione della Tetrarchia di Giudea in un regno romano.

• 395 d.C: L’Impero romano si divide e la Giudea diventa parte dell’Impero romano d’Oriente, conosciuto come Impero bizantino.

• 700 d.C (circa): Il primo califfato musulmano strappa la regione all’Impero bizantino. Fino al 1516 d.C il territorio fu dunque governato da califfi mussulmani.

• Nel 1516, la Palestina, in seguito alle ostilità tra mamelucchi e turchi ottomani, cade sotto la dominazione del sultano ottomano di Costantinopoli. Gli Ottomani definiscono la nuova unità amministrativa e l’affidano a un governatore locale. Pur sopravvivendo nella cultura e nel linguaggio, il termine Palestina scompare così dalla politica: la gran parte del suo territorio storico finisce nell’Eyalet di Damasco fino al 1660, e poi in quello di Sidone.

• Nel 1917, nel pieno della Prima guerra mondiale, l’Impero ottomano crolla sotto i colpi della Gran Bretagna la quale con la dichiarazione di Balfour assume il protettorato della Palestina.

• Nel 1948 David Ben Gurion proclama la nascita dello Stato di Israele.

 

Davvero Gerusalemme da 3mila anni è la capitale dello Stato ebraico?

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