Deborah Lipstadt : Olocausto una parola abusata dai politici USA e Israeliani ( dal blog ” Guerre Contro”)

SABATO 17 DICEMBRE 2011

Deborah Lipstadt

 

Una delle massime esperte mondiali della storia della Shoah, Deborah Lipstadt, ha strigliato la ‘malsana e imbarazzante’ abitudine dei politici americani e israeliani di usare in modo improprio e strumentale il termine ‘Olocausto’. La pratica è particolarme diffusa di questi tempi, soprattutto dai candidati presidenziali repubblicani.

Deborah Lipstadt, oltre che essere molto conosciuta nel campo degli studi storici (sua una recente retrospettiva sul ‘Processo Eichmann’), è nota all’opinione pubblica  per la sua ‘storica’ vittoria in tribunale nel 2000 contro il più famoso negazionista della Shoah,  David Irving.
Ella ha dichiarato che l’uso che viene fatto per fini politici del tema della Shoah dai politici americani e israeliani ha lo stesso effetto di una negazione soft dell’Olocausto e che le dichiarazioni rilasciate questa settimana prima da Newt Gingrich sono la rappresentazione di un’atteggiamento servile e malsano verso Israele.
E’ pericoloso, semplicemente pericoloso. E’ una distorsione di ciò che è Israele, e di ciò che è il Sionismo
ha dichiarato in un intervista rilasciata ad Haaretz.
Quando prendono questi terribili momenti della nostra storia è li usano per scopi attuali, per raggiungere i loro obiettivi politici, distorcono e calpestano la Storia.
E’ rimasta colpita dalle parole che ha udito qualche giorno fa a Washington in un forum organizzato dal Comitato Ebraico Repubblicano:
Tu senti parlare Newt Gingrich dei palestinesi come un popolo inventato. C’è qualcosa di sconfortante … Non è una cosa sana. E’ una distorsione.
Insomma, ne più ne meno di quando si sentono i coloni israeliani  in Cisgiordania rivolgersi ai soldati dell’IDF, l’esercito israeliano, con il termine di ‘Nazi’, secondo la Lipstandt …
Le persone più attempate sanno che non è vero, ma i bambini, i ragazzi della Yeshivah e i ragazzi delle superiori non lo sanno. E’ se il Nazismo dovesse ritornare, non saranno in grado di riconoscerlo.
Per quanto riguarda le aspre critiche rivolte all’inviato americano Gutman, che ha osato ‘azzardare’ un collegamento tra il perdurare del conflitto arabo-israeliano e l’antisemitismo musulmano  la Lipstadt ha preso invece le sue difese:
L’antisemitismo è una forma di pregiudizio: se vedo un uomo di colore che cammina per strada penso che sia pigro, se vedo un Ebreo, credo che sia ricco, se vedo una bella donna bionda, penso che sia stupida. Il pregiudizio è irrazionale.
Vi sono musulmani che odierebbero gli ebrei comunque, ma la situazione è sicuramente aggravata dal conflitto. Non si può affermare che ogni musulmano odia gli ebrei. Credo che Gutman cercasse di spiegare questo.
Ma secondo la Lipstadt siamo in presenza di forme di isteria e di nevrosi collettive  che arrivano a paragonare l’attuale situazione in europa e in Medioriente con i tempi della Shoah.
La gente vede nero, qui. Non c’è una via di mezzo, non ci sono sfumature … Non si ascolta la voce della ragione, non qui in Israele. … Dovremo evitare comportamenti isterici, ma non lo facciamo.
E sicuramente un certo modo di fare politica non aiuta …
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Pubblicato da arial  22:05
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