DIMONA, CENTRALE DELL’ATOMICA ISRAELIANA: «LAVORI IN CORSO»

0
173

tratto da: https://www.remocontro.it/2021/02/27/dimona-centrale-dellatomica-israeliana-lavori-in-corso/

Remocontro Remocontro  27 Febbraio 2021

 

Le atomiche israeliane mai ammesse ufficialmente ma che tutto il mondo sa che ci sono, eccome. E la foto satellitari di dove quelle bombe vengono costruite. La centrale nucleare di Dimona nel Neghev in una immagine satellitare scattata nelle scorse settimane. Foto satellitari scattate da una società privata e analizzate dall’agenzia di stampa Ap. Accanto al reattore scavata una buca grande come un campo da calcio.
E torna in primo piano il programma nucleare segreto di Israele

Dimona, centrale nucleare nel Neghev

«Il premio Pulitzer Seymour Hersh nel suo The Samson Option, scrive che nel 1981, quando il premier israeliano Menachem Begin ordinò agli F-16 di ridurre in macerie, come atto di autodifesa da una «minaccia esistenziale», la centrale nucleare irachena in costruzione a Osirak, scienziati, ingegneri e tecnici israeliani producevano già da 13 anni bombe atomiche nel sito di Dimona, nella regione arida del Negev», scrive e ci ricorda Michele Giorgio, su Nena News, riprendendo verità ormai acclarate nel mondo, anche se mai ammesse da Tel Aviv.

Tecnologia francese e copertura americana

Fabbrica clandestina nascosta nel sottosuolo. «Con l’aiuto determinante dei francesi e sotto l’impulso di David Ben Gurion, Shimon Peres ed Ernst David Bergmann, gli israeliani avevano costruito, già alla fine degli anni ’50, un reattore nucleare ufficialmente a scopo di ricerca, in realtà per produrre il plutonio per gli ordigni atomici». A distanza di più di 60 anni il programma israeliano resta avvolto nella nebbia della cosiddetta «ambiguità nucleare» portata avanti sino a oggi su suggerimento del generale Uzi Eilam: «lo Stato ebraico non conferma né nega di possedere le almeno 80 testate atomiche che gli attribuiscono gli esperti internazionali».

Minaccia con l’aggravante del mistero. Ma più di tutto, da sempre, quel programma non è soggetto ad alcun controllo internazionale.

Mai un trattato di ‘non proliferazione’

Israele non ha mai aderito al Trattato di non proliferazione che vieta agli Stati firmatari di procurarsi o assemblare armi atomiche, e agli Stati nucleari di trasferire ordigni a chicchessia. E pone la stessa produzione dell’energia atomica a scopi civili sotto il controllo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, l’Aiea, la cui ispezioni in Iran non soddisfacevano Trump.
«Eppure il mistero, favorito dal silenzio dei paesi europei e degli Stati uniti sul programma nucleare segreto di Israele non ha impedito alla centrale di Dimona di tornare in questi giorni alla ribalta internazionale, mentre Tel Aviv chiede con forza la conferma delle sanzioni economiche e della linea del pugno di ferro contro l’Iran e il suo programma di produzione di energia atomica».

Due pesi e tre misure

Grazie a foto satellitari analizzate da esperti per conto dell’agenzia di stampa americana AP, si è appreso che la centrale di Dimona è al centro di importanti progetti di costruzione, i più ampi degli ultimi decenni. «Le immagini della società Planet Labs Inc. mostrano uno scavo di enormi dimensioni a poche decine di metri dal reattore del Centro di ricerca nucleare “Shimon Peres”. Non è possibile, spiega la AP, stabilire a cosa serva la nuova costruzione e le autorità israeliane non hanno risposto alla richiesta di chiarimenti presentata dall’agenzia statunitense».

La centrale di Dimona nel 1971

Per decenni poco o nulla è cambiato a Dimona, spiega ancora Michele Giorgio. Poi la scorsa settimana un gruppo di scienziati dell’Università di Princeton ha notato «nuove costruzioni significative» nel sito esaminando foto satellitari commerciali acquistate dall’agenzia AP. A sud-ovest del reattore, riferisce l’agenzia, è stata scavata una buca lunga 150 metri e larga 60. Circa due chilometri a ovest del reattore si notano due fori rettangolari con basi di cemento simili a quelli usati per seppellire i rifiuti nucleari. Tra le ipotesi formulate dagli esperti. la probabile intenzione delle autorità israeliane di accrescere la sicurezza del reattore operativo dagli anni ’60.

Paure atomiche non solo a Chernobyl

Già 15 anni fa furono distribuite pillole di iodio a tecnici e militari impiegati a Dimona per possibili fughe radioattive. «Se, come credo, il reattore di Dimona si avvicina allo smantellamento è lecito attendersi che Israele si assicuri che alcune funzioni, ancora indispensabili, siano completamente sostituite», spiega Avner Cohen, professore di studi sulla non proliferazione al Middlebury Institute di Monterey. Altri specialisti ipotizzano che Israele intenda produrre più trizio, un sottoprodotto radioattivo a decadimento più rapido utilizzato per aumentare la resa esplosiva di alcune testate. O forse altro plutonio per prolungare la vita delle testate già presenti nel suo arsenale.

Le foto pubblicate minaccia indiretta

Stupore intento per le foto che state vedendo. «Israele, per ragioni militari e di sicurezza, svolge una costante azione di controllo delle foto satellitari del suo territorio. Sorge perciò il sospetto che proprio il governo Netanyahu abbia lasciato campo libero alla Planet Labs Inc. per lanciare un avvertimento all’Iran mostrando l’operatività del suo impianto di produzione di ordigni atomici».
Tra ipotesi e teorie sui motivi dei lavori in corso nel Negev, la conferma delle rivelazioni sul programma atomico di Israele fatte nel 1986 al Sunday Times da Mordechai Vanunu, tecnico nucleare nella centrale di Dimona. Vanunu, dopo 18 anni di carcere (in gran parte in isolamento), vive dal 2004 a Gerusalemme in libertà vigilata permanente che gli vieta molte cose, a cominciare dai contatti con la stampa straniera e di poter lasciare paese.

Gli apparati di sicurezza israeliani temono che possa rivelare segreti vecchi di quasi 40 anni che le immagini satellitari non hanno ancora svelato al mondo.

Remocontro

Dimona, centrale dell’atomica israeliana: «Lavori in corso»

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

SHARE

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.