DIRITTO ALLA SCUOLA!

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tratto da: https://palestinaculturaliberta.org/2020/09/29/diritto-alla-scuola/

29 SETTEMBRE 2020

Resistere all’annessione: campagna per il diritto all’istruzione

Palestinian Grassroots Anti-apartheid Wall Campaign

1 luglio 2020

Costruire scuole sulle macerie di quelle distrutte è un aperto atto di sfida ai piani di Israele di annettere la Valle del Giordano e gran parte della Cisgiordania. Questo è il motivo per cui domenica 29 giugno, attivisti popolari palestinesi, gruppi giovanili e rappresentanti delle organizzazioni della società civile hanno lanciato la Campagna per il diritto all’istruzione nella Valle del Giordano. Alla vigilia dell’inizio dell’annessione de jure di Israele del 30 per cento della Cisgiordania occupata, i palestinesi nella Valle del Giordano collaborano mano nella mano per costruire il futuro di una nuova generazione, nonostante l’escalation delle demolizioni israeliane nel Valle.

Attraverso la Campagna per il diritto all’istruzione, i palestinesi sottolineano che l’annessione pianificata è l’inizio di una nuova fase: un regime di insediamento coloniale e apartheid più radicato che espellerà ulteriormente i palestinesi dalla loro terra. Negare a intere generazioni il diritto di nascita all’istruzione è una delle tattiche che Israele usa per cacciare i palestinesi. La campagna per il diritto all’istruzione fa parte delle contromisure organizzate guidate da comitati popolari per affermare il diritto dei palestinesi di esistere sulla loro terra e per contrastare l’intensificazione dell’oppressione.

Fin dall’occupazione della Valle del Giordano nel 1967, Israele ha eretto 37 insediamenti illegali e decine di avamposti abitati da più di 11.000 coloni. Anche dopo la firma degli accordi di Oslo tra l’Organizzazione per la liberazione della Palestina e Israele nel 1993, Israele non ha mai mostrato alcuna intenzione di accettare i diritti dei palestinesi e ha continuato a costruire nuovi insediamenti. Si è scoperto che Israele ha utilizzato la classificazione dell’87% della Valle del Giordano e di altre parti della Cisgiordania attraverso l’accordo come Area “C” (sotto il pieno controllo israeliano), come strumento per espandere il suo progetto coloniale di insediamento. Ciò è stato facilitato dall’apartheid e dalle pratiche segregazioniste razziali che hanno creato un ambiente tale da costringere i palestinesi a lasciare la loro terra. Dal 1967, il numero di palestinesi lì è sceso da circa 300.000 a circa 56.000 persone.

L’annessione della Valle del Giordano consoliderebbe il triplice sistema di oppressione israeliano: apartheid, occupazione e colonialismo di insediamento poiché Israele non intende dare ai palestinesi la cittadinanza israeliana tenendoli in “enclavi non riconosciute” isolate dal resto della Cisgiordania. Il regime dei permessi che vieta ai palestinesi la costruzione di infrastrutture, scuole, centri sanitari e asili continuerà ad essere applicato e persino a deteriorarsi dopo l’imminente annessione de jure.

I resti di un asilo a Makhoul, demolito dall’occupazione nel 2013

Oggi, circa 43 scuole nell’Area “C”, compresa la Valle del Giordano, hanno ricevuto ordini di demolizione dalle autorità di occupazione che anticipano la demolizione parziale o completa in qualsiasi momento. L’occupazione israeliana giustifica la demolizione delle scuole sostenendo che sono costruite senza permessi di costruzione, cosa che Israele in quanto potenza occupante non ha il diritto di rilasciare in primo luogo. Tali politiche hanno ridotto drasticamente il numero di scuole nella Valle del Giordano, che quindi non sono in grado di soddisfare le esigenze del crescente numero di bambini. Le scuole esistenti servono migliaia di studenti e sono vecchie e con risorse insufficienti. La situazione dei bambini appartenenti a comunità beduine e semi-beduine è persino peggiore rispetto a quelli che vivono nei villaggi e nelle città poiché molte di queste comunità non hanno scuole vicine. Ciò ha costretto molti genitori a mandare i propri figli in scuole distanti nei villaggi vicini per cercare come imparare. Per i bambini beduini, questo è un viaggio quotidiano pericoloso in quanto, tra le altre cose, sono esposti agli attacchi dei coloni e dei soldati armati.

Palestinesi lanciano l’allarme per la potenziale demolizione di una nuova scuola costruita nella comunità beduina di Ras Al’uja Bedouin, Jordan Valley, da parte delle autorità israeliane di occupazione

Sumud, 13 anni, della comunità semi-beduina di Al-Hadidyya descrive quello che patisce per raggiungere ogni giorno la scuola:

Ogni mattina mi sveglio alle 4.00 per prepararmi e con il trattore di mio padre attraverso la strada sterrata vengo accompagnata fino alla strada asfaltata, dove prendo un autobus che mi trasporta alla scuola pubblica di Ein El-Baida. La distanza tra la nostra tenda e la strada asfaltata è di 4 chilometri. In inverno, il trattore non può muoversi sulla strada fangosa costringendomi a camminare a piedi per cui di solito non riesco a prendere l’autobus in tempo. A causa delle condizioni meteorologiche avverse, perdo uno o due giorni di lezione a settimana. L’assenza da scuola rende più difficile imparare, anche perché non c’è nessuno a casa che mi aiuti a studiare e comprendere le lezioni a cui sono assente. Mia madre è analfabeta e le mie sorelle e i miei fratelli maggiori non sono in grado di aiutarmi perché hanno abbandonato la scuola in tenera età a causa della brutalità dell’occupazione durante il cammino verso la scuola.

Sumud, 13 anni, Al-Hadidyya, Valle del Giordano nord

Ce ne sono molti altri come Sumud che affrontano una battaglia con enormi ostacoli per raggiungere la scuola ogni giorno. L’aggressione delle forze di occupazione e dei coloni, la mancanza di infrastrutture e scuole vicine e l’assenza di servizi e risorse essenziali nelle scuole esistenti hanno costretto molte studentesse e studenti ad abbandonare la scuola. L’abbandono scolastico ha conseguenze negative sia per le studentesse che per gli studenti e per un’intera generazione a breve e lungo termine.

I ragazzi sono costretti a lavorare nelle fattorie dei coloni israeliani in condizioni di lavoro pessime e pericolose, come manodopera a basso costo, per sostenere economicamente se stessi e le loro famiglie dopo che i coloni si sono accaparrate le loro terre, prima loro principale fonte di reddito. Le donne, d’altra parte, diventano più soggette al matrimonio precoce e al controllo da parte dei loro mariti, il che rafforza le norme patriarcali. Il matrimonio precoce e il lavoro minorile, oltre ad altri problemi, sono due fenomeni che servono solo all’impresa coloniale israeliana. Queste condizioni rendono impossibile ai giovani palestinesi di svilupparsi e di contribuire allo sviluppo della loro società in modo efficace.

Il fatto che l’occupazione israeliana priva sistematicamente i palestinesi nella Valle del Giordano del diritto all’istruzione crea un’intera generazione che ignora la propria storia e identità culturale. Distruggere l’identità culturale palestinese e tentare di cancellare la memoria collettiva che li collega come popolo ad altri palestinesi è un altro modo con cui il sionismo mira a eliminare il popolo palestinese nativo. Questa politica è quello che viene definito “genocidio culturale”.

La campagna per il diritto all’istruzione intende creare fatti sul campo per salvare l’identità culturale dei palestinesi dall’annientamento. L’attivista palestinese Omar Mansour afferma che “attraverso la campagna per il diritto all’istruzione cerchiamo di rafforzare la fermezza dei palestinesi sulla loro terra per bloccare l’impresa coloniale israeliana”. La campagna sul Diritto all’istruzione si svolgerà a livello nazionale e internazionale. A livello nazionale, comitati popolari e organizzazioni della società civile collaboreranno per costruire una scuola per una comunità beduina nella Valle del Giordano, asili nido e campi da gioco per i bambini di un certo numero di comunità beduine e per migliorare le condizioni per l’apprendimento dei bambini nelle scuole già esistenti.

A livello internazionale, la campagna per il diritto all’istruzione mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti dei palestinesi da parte dell’occupazione israeliana in termini di istruzione. Attraverso la campagna per il diritto all’istruzione, i palestinesi esortano anche la comunità internazionale a esercitare pressioni su Israele affinché rispetti il diritto internazionale, in particolare l’articolo 50 della IV Convenzione di Ginevra, ratificata da Israele nel 1951, che stabilisce che la potenza occupante è tenuta a lavorare con le autorità nazionali e locali al fine di garantire che tutte le strutture educative siano adeguate alla cura e all’istruzione dei bambini. La campagna chiede inoltre alla comunità internazionale di ritenere Israele responsabile di aver negato ai palestinesi nella Valle del Giordano il diritto all’istruzione, in quanto questo corrisponde a una politica di apartheid.

traduzione a cura di Alessandra Mecozzi da https://www.stopthewall.org/2020/07/01/right-education-campaign-resisting-annexation

Il 28 settembre è stato lanciato un nuovo allarme dai Palestinesi per la scuola della Comunità beduina di nuova costruzione nella comunità di Ras Al’uja, nella Valle del Giordano, minacciata di demolizione da parte delle autorità di occupazione israeliane. (vedi foto e qui : https://www.stopthewall.org/2020/09/28/call-action-protect-ras-al-uja-school-demolition

 

Diritto alla scuola!

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