Dissenso e preoccupazione. Sconcerto e allarme.

Le ONG Italiane per il Medio Oriente.

Le Organizzazioni non Governative italiane che operano nei Territori Occupati Palestinesi esprimono forte dissenso e preoccupazione per le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio, in particolare, quelle sull’ ultima aggressione militare dell’esercito israeliano a Gaza che il Presidente del Consiglio ha definito “giusta reazione ai missili di Hamas lanciati da Gaza”. Tale aggressione militare ha provocato 1.400 vittime, tra cui molte donne e piu’ di 340 bambini, e ha colpito la popolazione civile anche attraverso l’uso di armi proibite dalle Convenzioni Internazionali come il fosforo bianco, cosi come confermato nell’indagine avviata dalle Nazione Unite che ha portato alla redazione del Rapporto Goldstone le cui raccomandazioni sono state approvate in seno all’Assemblea Generale con 114 voti a favore, 44 astenuti e 18 contrari, tra cui quello dell’Italia.

 

Il Rapporto Goldstone ha, inoltre, definito crimini di guerra molti atti condotti dall’esercito israeliano durante l’operazione “Piombo Fuso”, in violazione del diritto umanitario internazionale e dalla la IV Convenzione di Ginevra. Si sottolinea che l’indagine avviata dalle Nazioni Unite e’ ancora in corso e che, nel frattempo, il Governo israeliano ha ammesso l’utilizzo del fosforo bianco e, implicitamente, la distruzione ingiustificata di edifici civili ricompensando le Nazioni Unite con 10,5 milioni di dollari per i danni provocati alle strutture dell’UNRWA.

Le ONG italiane, quindi, si dissociano totalmente dalle posizioni del Presidente del Consiglio ed esprimono il loro sconcerto per la scelta di normalizzare i rapporti commerciali e di cooperazione con Israele, mentre sono in corso operazioni militari su Gaza, mentre continua l’assedio e l’impossibilità di assistenza umanitaria a oltre un milione e mezzo di persone, mentre continuano gli espropri e le demolizioni di case a Gerusalemme, mentre assistiamo a repressione ed arresti di padri di famiglia ed attivisti palestinesi che protestano, in modo pacifico, contro la confisca dei propri terreni agricoli per la costruzione del Muro, violando gli stessi principi e norme di diritto alla vita ed alla libertà, alla base della nostra Costituzione e dell’ordinamento internazionale che regola le relazioni tra individui e tra stati. Le ONG italiane, confermando il loro impegno per il raggiungimento di una pace giusta, condizione indispensabile per la sicurezza e per l’integrazione dello stesso stato d’Israele nella regione; chiedono una mobilitazione della società civile italiana ed una maggiore attenzione alla questione medio orientale da parte della nostra collettività; chiedono, infine, che la comunità internazionale agisca con urgenza per il pieno riconoscimento dei diritti del Popolo palestinese sanciti dal diritto internazionale e, dalle numerose Risoluzioni delle Nazioni Unite approvate dal 1948 ad oggi.

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