Distruggete la “Porta del sole”! Se la resistenza nonviolenta fa paura

Mentre ancora venivano piantati i picchetti delle grandi tende-case del nuovo…villaggio palestinese attorno a Gerusalemme, la notizia già stava raggiungendoci in Italia, regalandoci un sorriso pieno di approvazione. Certo, capivamo tutti che il gesto era simbolico e soprattutto sapevamo perfettamente che la provocazione di centinaia di attivisti dei comitati popolari di resistenza avrebbe irritato Israele e attivato l’esercito per stroncare questa iniziativa. Era insopportabile, per “la più grande democrazia del medioriente”, impegnata nel furto legalizzato di terra palestinese per costruirci case, quartieri e intere città illegali, assistere alla provocante pretesa di costruire un villaggio palestinese in… Palestina, proprio in quell’area E1 di cui da tempo Israele vuole impossessarsi.

“Noi, figli e figlie di Palestina, annunciamo la nascita di Bab Al Shams. Noi, senza il permesso dell’occupante, senza permesso di nessuno, siamo seduti qui oggi perché questa è la nostra terra e questo è il nostro diritto di viverla. Noi non staremo in silenzio di fronte all’espansione delle colonie e alla confisca continua della nostra terra”.

Poi, dopo poche ore, su esplicito ordine di Netanyahu, i soldati hanno evacuato gli abitanti di Bab Al Shams, la Porta del Sole, e con un enorme spiegamento di più di 600 militari, ha represso questa irritante azione nonviolenta.
Acutamente ha commentato Luisa Morgantini: “Il governo israeliano ha avuto troppa paura dell’azione meravigliosa compiuta con totale sicurezza dal coordinamento dei Comitati popolari per la resistenza nonviolenta. Israele vuole tentare di reprimere ogni forma di resistenza pacifica. La Porta del Sole fa troppa paura, è la rinascita”.

Anche noi di BoccheScucite siamo certi che l’arroganza degli occupanti non è riuscita a demolire la voglia di resistere che si sta diffondendo sempre più tra i palestinesi. Per questo ci commuovono ancora le parole poetiche di Elias Khouri che ha scritto agli abitanti di Bab al-Shams, chiamato come il villaggio palestinese del suo romanzo, “Gate of the Sun”. (la traduzione è di Nena News)

“Non dirò che avrei voluto essere con voi, sono con voi. Vi guardo e vedo il sogno che attraverso le vostre mani è diventato una realtà radicata nella terra. ‘Su questa terra è quello che rende la vita degna di essere vissuta’, come scrisse Mahmoud Darwish, quando avete costruito il vostro incredibile villaggio gli avete dato nuovo significato. Siete diventati i figli di questa terra e i suoi padroni.

Questa è la Palestina che Younis sognava nel romanzo ‘Bab al-Shams / Gate of the Sun’. Younis aveva un sogno fatto di parole e le parole divennero ferite che sanguinavano sopra la terra. Voi, gente di Bab al-Shams, siete diventati le parole che portano con sé il sogno di libertà e del ritorno della Palestina alla Palestina.

Vedo nel vostro villaggio tutte le facce di quelli che ho amato e che sono partiti verso la terra della nostra promessa palestinese. La Palestina è la promessa degli estranei che furono espulsi dalle loro terre e che continuano ogni giorno ad essere espulsi dalle loro case.

Estranei, ma siete ancora i figli della terra, delle sue olive e del suo olio! Voi siete le olive della Palestina che sorge sotto il sole dell’ingiustizia e, come voi avete costruito il vostro villaggio, la luce della libertà divampa con voi.
Luce su luce.
Vedo nei vostri occhi una nazione nata dalle rovine della Nakba che va avanti da 64 anni.

Vi guardo e nel mio cuore crescono le parole. Guardo voi e le parole crescere nel mio cuore, alzars e esplodere nel cielo.

Alla fine, desidero solo che voi mi accettiate come cittadino del vostro villaggio, così che possa imparare insieme a voi il significato di libertà e giustizia”.

Beirut, 12 gennaio 2013

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam