Docente del “Volta” arrestato a Hebron

20 aprile 2012   Il Piccolo / Cronaca

di Corrado Barbacini

Un insegnante dell’istituto tecnico Volta, militante pacifista, è stato arrestato in Palestina dalla polizia israeliana. Si chiama Giorgio Catalan e ha 57 anni. È collaboratore dell’associazione “Salaam – Ragazzi dell’Olivo”.

L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi, ma solo ieri si è saputo attraverso i social network. Catalan è stato detenuto per una settimana prima in una prigione vicino all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e poi in un altro carcere poco lontano. È stato espulso due giorni fa e imbarcato su un volo della El Al per Roma come indesiderato. La sua colpa è stata quella di aver manifestato a Hebron con altri pacifisti provenienti da tutta Europa.

È stato fermato dalla polizia mentre stava pranzando all’interno della scuola palestinese di Hebron durante una pausa della seconda conferenza internazionale sui territori occupati di Bil’in, una sorta di meeting sulla situazione in un’area tra le più difficili dello scenario mediorientale.

«Non è stata una bella esperienza. Avevamo fatto resistenza passiva perché la polizia di confine voleva arrestare alcuni palestinesi. E noi abbiamo cercato di impedirlo», racconta Catalan che è giunto a Trieste l’altra sera.

Poi spiega: «Sono andato in Palestina nel periodo delle vacanze di Pasqua assieme a mia moglie e altri due amici. Volevamo partecipare appunto alla conferenza di Bil’in, un evento molto importante. Erano previsti una serie di incontri sia nella località di Bil’in che a Hebron. Non è stato un viaggio turistico, ma un impegno serio a favore di quelle popolazioni. A Hebron – continua – c’è una situazione incredibile. La polizia chiude le strade ed effettua controlli molto duri e violenti. Poi ci sono i coloni che, ho visto, si comportano in modo molto aggressivo nei confronti dei palestinesi. Ed è stato in questa situazione che sono stato arrestato».

Nell’operazione della polizia israeliana sono stati arrestati anche un altro giovane di Padova di nome Marco che faceva parte dello stesso gruppo di Giorgio Catalan. Marco è rimasto volontariamente in Israele e sarà processato nei prossimi giorni, mentre invece Catalan, come detto, ha scelto di farsi espellere per poter tornare a Trieste dove, appunto, insegna all’istituto Volta. Nonostante la richiesta di familiari ed amici che componevano il gruppo in visita alla Palestina occupata, nonostante l’intervento dei consoli italiani a Gerusalemme e Tel Aviv, nonostante l’attivo intervento dell’ex vicepresidente del Parlamento Europeo, Luisa Morgantini, l’esercito occupante non ha – ufficialmente – fornito spiegazioni sulle ragioni degli arresti eseguiti.

Bisogna considerare tuttavia che quella è una zona particolamente pericolosa dove vige una sorta di stato di polizia perenne.

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