Dopo 113 giorni, prigioniero palestinese interrompe lo sciopero della fame: a febbraio verrà rilasciato

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Articolo originariamente pubblicato su Asharq al-Awsat e tradotto in italiano da Bocche Scucite

Secondo quanto riferito da un comunicato dell’ufficio stampa dei prigionieri palestinesi, il prigioniero palestinese Miqdad al-Qawasmi ha terminato giovedì uno sciopero della fame di 113 giorni dopo aver raggiunto un accordo con Israele per il suo rilascio il prossimo febbraio.

Miqdad, 24 anni, non mangia da mesi per protestare contro la detenzione amministraiva a cui è sottoposto da parte di Israele da gennaio.

Altri cinque prigionieri palestinesi sono attualmente in sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione amministrativa.

Kayed Fasfous, 32 anni, padre di un bambino di sette anni di Dura, è in sciopero della fame da 118 giorni. Si trova in ospedale dopo un lungo digiuno che ha compromesso la sua salute.

Alaa al-A’araj, 34 anni, padre di un bambino di cinque anni di Tulkarem, è in sciopero della fame da 93 giorni. Hisham Abu Hawash, 39 anni, padre di cinque figli di Dura, è in sciopero della fame da 84 giorni. Entrambi sono curati rispettivamente nell’infermeria della prigione di Ramla e in ospedale.

Ayad al-Harimi, 28 anni, di Betlemme, è in sciopero della fame da 48 giorni. È stato trasferito dalla prigione di Ofer all’infermeria della prigione di Ramla, poiché il lungo sciopero della fame ha causato un deterioramento della sua salute.

Luai al-Ashqar, 45 anni, un padre di otto figli di Saida, è in sciopero della fame da 30 giorni. È detenuto nella prigione di Megiddo.

I palestinesi hanno recentemente protestato a sostegno dei prigionieri in sciopero della fame.

Ci sono circa 500 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane in detenzione amministrativa su 5.000 prigionieri palestinesi, secondo le statistiche. Israele non ha mai rilasciato la cifra.

 

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