DOPO IL CESSATE IL FUOCO GAZA E’ DI NUOVO SOTTO ATTACCO – di Patrizia Cecconi

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15/11/19  02:33

In un certo senso l’hanno “voluto” i gazawi. Era troppo forte il dolore delle morti inutili e la mortificazione per l’assassinio di un capo politico importante e di tanti altri morti innocenti.
Così hanno mandato ancora qualche razzo dopo il cessate il fuoco.

Due, tre, quattro.

Non li ha mandati il quartier generale della Jihad, perché quello il genio del male l’ha distrutto pensando in tal modo di distruggere la resistenza.

Il genio del male è intelligente, ma non riesce a capire una cosa importante dei palestinesi. Non l’ha capita 71 e più anni fa, quando torturava e uccideva gli abitanti di interi villaggi convinto che ciò avrebbe terrorizzato e annichilito i palestinesi superstiti, e non riesce a capirlo ancora oggi.

C’è un detto popolare da quelle parti che fa più o meno così: mille palestinesi sono sepolti, duemila ne sono nati, altri quattromila ne nasceranno. La traduzione è libera ma il concetto credo sia chiaro. Però non è chiaro a Israele!

Dunque, anche se i palestinesi di Gaza non studiano più né la storia né la filosofia (grande pecca dovuta ad Hamas) loro STANNO SCRIVENDO UNA PAGINA DI STORIA paragonabile a una delle tante battaglie raccontateci da Erodoto.

Di certo non c’è un Leonida che li guida alle Termopili sapendo che il loro sacrificio sarà comunque indispensabile per la vittoria finale.
Nè c’è una Tomyris che immergerà il capo di Ciro nel sangue per saziarlo della sua avidità dopo averlo sconfitto.

Non c’è neanche un Garibaldi o un Che Guevara che possa assumere la leadership in questo momento, ma c’è la RABBIA, il DOLORE e la DIGNITÀ ferita che non ci sta ad abbassarsi alla legge del più forte.

Israele potrà seguitare a uccidere e a distruggere – come sta facendo – scuole, palazzi, campi e anche moschee, ma c’è una forza popolare che ha deciso di dire basta al sopruso a costo della vita.

Questo sta succedendo ora a Gaza.

Ragazzi che sembravano più attratti dalle sirene del consumismo che da un impegno politico, dopo l’ultimo, gratuito e crudele massacro dell’intera famiglia Malhous a Deir el Balah, sono scesi in strada e hanno detto STOP ISRAELI TERROR.

Hanno mandato ai loro amici al di qua del mare un eloquentissimo piccolo banner in cui è scritto “they say there’s a CEASFIRE, but will we forget these BLACK DAYS!”

Eccoli, sono la resistenza popolare.

Hamas non può fermarli. Quel che resta del quartier generale della Jihad nemmeno.

Hanno mandato qualche razzo contro Israele, sì, è vero. E l’hanno fatto per dire che seppure riconoscono la loro inferiorità in materia di armi, hanno una forza morale e una dignità che Israele non potrà MAI abbattere.

Ora è notte e i bombardamenti israeliani vanno avanti dall’estremo sud fino all’estremo nord.
Stanno arrivando video che danno i brividi. I palazzi si sbriciolano mentre un cellulare riprende l’impatto del missile e la luce rossa che illumina il buio e porta la distruzione.

Che dire? Fermate Israele.

I missili da niente lanciati disordinatamente da Gaza mandavano questo questo messaggio: FERMATE ISRAELE altrimenti, finché uno solo di noi avrà respiro, Israele non avrà pace.

Noi che abbiamo avuto questi video e queste richieste ci facciamo portatori di questo messaggio, sapendo con certezza che i grandi media racconteranno e stanno già raccontando altro.

Ci facciamo portatori di questo messaggio che arriva da Gaza con dolore, amarezza e al tempo stesso grande fierezza, lo ripetiamo: “FERMATE ISRAELE, costringetelo a restituirci la libertà e a rispettare il Diritto universale perché noi preferiamo la morte all’umiliazione della nostra dignità.”

Questo hanno detto i missili mandati non si sa da chi, ma RICONOSCIUTI DA TUTTI i gazawi scesi in piazza come un proprio messaggio.

Ci limitiamo a riportare senza filtri questa umanissima richiesta, sapendo e dichiarando onestamente che i missili “porta-panico” sono stati lanciati effettivamente prima dei nuovi bombardamenti. Lanciati per dire a Israele che i Gazawi non dimenticano e non si piegano.

Riportiamo altrettanto fedelmente quel che stiamo vedendo in diretta: Israele sta rispondendo nell’unico modo che conosce: distruggendo. E ancora non capisce che se un palestinese è sotto terra e due sulla terra che possono morire, altri quattro ne stanno nascendo!

Intervenga la legalità internazionale ed intervenga avendo in mano il testo del diritto universale se veramente si vuole chiudere questa mattanza e arrivare a una pace giusta.

Intanto si segnalato i primi due palestinesi feriti seriamente dal bombardamento su Rafah.
Sarà ancora una notte di veglia e di terrore perché la dignità, quando c’è, pare che non abbia prezzo giusto per essere comprata. Si preferisce portarla con sé nella bara piuttosto che farla calpestare.

 

 

 

DOPO IL CESSATE IL FUOCO GAZA E’ DI NUOVO SOTTO ATTACCO – di Patrizia Cecconi

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