Dopo la portaerei i B-52 nel Golfo, Stranamore Trump e l’Iran

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Usa/Iran. Segnale pessimo di una crisi sempre più grave. Sono aerei capaci di rovesciare sui territori nemici valanghe di bombe ad alto potenziale. Intanto l’Europa invita l’Iran a non uscire dall’accordo sul nucleare e a rispettarlo sino in fondo

Sempre più Stranamore

Dopo la portaerei i B-52 nel Golfo, Stranamore Trump e l’Iran
Lunedì scorso era stato il nostro Piero Orteca a preavvertire (Se gli iraniani chiudono lo Stretto di Hormuz): mai come adesso è possibile una catastrofica guerra all’Iran promossa dagli Stati Uniti col ‘sostegno ispiratore’ di Israele-Netanyahu e dell’Arabia saudita. Ed è Michele Giorgio, Nena News, a segnalare preoccupato, le imponenti forze militari che in questi giorni si stanno ammassando nelle basi e postazioni Usa sparse nelle petromonarchie arabe e nelle acque dove transita oltre un terzo del petrolio mondiale.
«La portaerei Uss Abraham Lincoln ha attraversato ieri il Canale di Suez in direzione del Golfo, salutata con tutti gli onori al suo passaggio da rappresentanti egiziani ad alto livello. Il presidente El Sisi collabora attivamente con Washington contro Teheran e Damasco. Nelle scorse settimane a Suez sono state fermate le petroliere iraniane dirette ai porti siriani nel Mediterraneo e le conseguenze per il rifornimenti di carburante in Siria sono stati immediati».

Uss Abraham Lincoln mentre attraversa il Canale di Suez

Usa, Israele, Sauditi-Iran

Si fa sempre più grave la crisi con Teheran innescata proprio da Donald Trump con la decisione, un anno fa, di uscire dall’accordo internazionale sul nucleare iraniano del 2015 e di imporre al mondo nuove sanzioni contro l’Iran. Le ultime appena approvate dall’Amministrazione Usa riguardano le industrie di ferro, acciaio, alluminio e rame della Repubblica islamica. Decisioni che violano svariati accordi internazionali, ma ormai e ‘prassi Trump’, modello Israele e condanne Onu.
Ma adesso sono espliciti scenari di guerra.
L’arrivo delle navi da guerra Usa nel Golfo e nell’Oceano Indiano ‘era programmato da tempo’ dice John Bolton versione fiaba di Cappuccetto rosso, l’uomo che più di ogni altro sta spingendo gli Usa verso la guerra contro Venezuela e Iran. Un dispiegamento di forze Usa accelerato da informazioni di fonte israeliana su un presunto ‘attacco iraniano in fase di preparazione’, e qui Cappuccetto Rosso sta per assere mangiato dal lupo.

Bolton, il bis dopo l’Iraq?

Stranamore matto, ma peggio attorno. Veniamo a sapere da notizie di agenzia che questa task force navale si aggiungeranno almeno quattro bombardieri pesanti B-52, numero a salire, che da soli sono un segnale inequivocabile. «Stiamo parlando di aerei a lungo raggio, specie di quelli dell’ultima generazione, capaci di rovesciare sui territori nemici valanghe di bombe ad alto potenziale. L’hanno provato sulla loro pelle i civili nordvietnamiti e anni dopo quelli iracheni durante le offensive degli Usa passate alla storia come la prima e la seconda guerra del Golfo», Michele Giorgio.
La terza solo questione di tempo? Sicuramente non grazie a Bolton, che -va ricordato- è stato uno degli artefici principali della catastrofe Iraq 2003 del Bush junior, iniziata con il falso delle armi di distruzione di massa nelle mani dei Saddam (anche allora intelligence israeliana a conferma della bugia), per poi finire a creare lo jihadismo vendicativo che da allora insegue il mondo occidentale. «Per ora siamo nella fase della guerra “psicologica” ma il conflitto vero potrebbe non essere lontano, lo conferma anche la visita improvvisa di Pompeo in Iraq per ‘discutere delle minacce iraniane’», ancora Nena News.

L’armamento potenziale di un B-52 Usa

Iran bersaglio e l’Europa

L’annuncio del presidente Rohani sulla ‘pausa’ per i prossimi due mesi di alcuni passaggi degli accordi sul nucleare stracciati unilateralmente dagli Stati Uniti diventano risposta certo motivata, ma imbarazzante per l’Europa che l’accordo difende. Due mesi ‘di pausa’, 60 giorni di ritardi (per ora), prima di cedere all’estero l’eccedenza di 300 kg di uranio arricchito al 3,67% e di 130 tonnellate di acqua pesante, dice Teheran a sottintendere che a forza di inventare minacce nucleari iraniane (da chi le bombe atomiche le ha davvero), potrebbe decidere di farsele davvero quei maledetti ordigni atomici.
Dall’Ue, senza voce verso gli Stranamore atlantici e soci mediorientali, il rimprovero perorazione all’Iran ad attuare pienamente i suoi impegni sul nucleare e astenersi da qualsiasi escalation. Che L’Iran alterna messaggi di fermezza ad altri più rassicuranti. «L’obiettivo, sostiene il portavoce dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran, Behrouz Kamalvandi non è di andare contro ma di rafforzare l’accordo sul suo programma nucleare dopo il ritiro unilaterale degli Stati Uniti», prova a rassicurare Nena News.

AVEVAMO DETTO

 

 

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