Dove sta andando Israele? di Gideon Levy

Il capo di stato maggiore delle forze armate israeliane, insieme all’ex capo del comando meridionale e al comandante della brigata sud, sostengono all’unisono che non ci sono alternative a un Piombo fuso II. Il comandante della brigata ha addirittura promesso che la nuova edizione sarà “più dolorosa” e “più energica” della prima. Come dice, signor comandante? Più dolorosa della prima operazione Piombo fuso? (…) Nei primi giorni dell’anno i comandi militari israeliani hanno comunicato tutti fieri che nel corso del 2011 a Gaza le nostre truppe hanno ucciso cento palestinesi mentre di israeliani, grazie a Dio, ne è stato ucciso solo uno. Insomma, abbiamo fatto “un passo avanti” rispetto al raccapricciante conteggio delle vittime dell’operazione Piombo fuso: allora la proporzione è stata 1 a 100, ma nel secondo anno successivo è stata praticamente 0 a 100. Un affarone. (…)
Oggi Israele non ha assolutamente alcun motivo di scatenare un altro attacco a Gaza. Nulla danneggia di più lo stato ebraico della mancanza di una soluzione al conflitto con i palestinesi. E allora, forse, sembrerà noioso tornare a chiedere: se la risposta è no e ancora no, a cosa gli israeliani diranno di sì? Se dicono no all’Anp e no ad Hamas, no al presidente palestinese Mahmoud Abbas e no a Khaled Meshal, no all’Europa e no anche agli Stati Uniti, a chi mai diranno di sì? Ma soprattutto, dove sta andando il paese?
La situazione effettivamente è chiara. Ed è molto preoccupante.

Da Internazionale 15 gennaio 2012

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