Due pescatori arrestati nelle acque di Gaza, 3 famiglie non sanno più come vivere

MARTEDÌ 25 DICEMBRE 2012

Mohammed Ahmed Zidan, 31 anni, e Ahmed Zidan Zidan, 26 anni

Pubblicato da Rosa Schiano a 23:00

Due pescatori sono stati arrestati nelle acque di Gaza, domenica 23 dicembre 2012, e la loro barca è stata confiscata.
I fratelli Mohammed Ahmed Zidan, 31 anni, e Ahmed Zidan Zidan, 26 anni, entrambi del campo rifugiati di Shati camp stavano pescando a circa 5 miglia dalla costa quando una nave della Marina militare israeliana ha fermato la loro piccola imbarcazione.
Mohammed ci racconta che erano partiti dal porto di Gaza city verso le 5.00 del mattino. Verso le 15.30 sono stati intercettati dall’esercito israeliano.
“Non potevamo scappare – racconta Mohammed – perché il motore della nostra barca è solo di 10 cavalli”.
La nave della marina militare israeliana ha iniziato a muoversi in modo circolare attorno alla loro barca creando così onde.
“Ho gridato loro che eravamo all’interno delle 6 miglia”, continua a raccontare Mohammed.
Tuttavia i soldati israeliani non si sono fermati, ed il capitano della nave israeliana, in ebraico e con linguaggio del corpo, ha ordinato ai 2 pescatori di togliersi i vestiti e di tuffarsi in acqua.
“La nave israeliana era a circa 70 metri da noi, il capitano ci ha ordinato di tuffarci in acqua, ma l’acqua era molto fredda”, continua Mohammed. Quando la nave militare israeliana si è avvicinata, Mohammed si è tuffato ed i soldati hanno lanciato in acqua un salvagente.
Una volta saliti a bordo della nave militare israeliana, i due pescatori sono stati ammanettati ed incappucciati. Dopo circa 45 minuti sono arrivati al porto di Ashdod in Israele.
“Non sapevo nulla della mia barca – racconta Mohammed – mio cugino poi mi ha detto di aver visto due piccole imbarcazioni israeliane prenderla e trascinarla verso Ashdod”.
Nel porto di Ashdod i due pescatori sono stati smanettati e sbendati e sono stati portati in una piccola stanza, successivamente è stato fatto loro un controllo medico, per verificare temperatura e pressione del sangue.
Un soldato ha chiesto a Mohammed il numero della carta d’identità, ma Mohammed non lo ha fornito, il soldato allora gli ha chiesto il numero di cellulare, dicendo che l’avrebbero contattato per restituirgli la barca, Mohammed allora gli ha dato il numero di cellulare di suo padre.
Un’ ora dopo i soldati hanno ammanettato i due pescatori alle mani ed ai piedi, li hanno nuovamente incappucciati, e li hanno trasportati ad Erez, dove i due pescatori sono stati sottoposti ad interrogatorio.
Durante questi “interrogatori”, gli investigatori israeliani usano estorcere ai pescatori informazioni su Gaza e persone di Gaza. Raccogliere informazioni è lo scopo degli interrogatori israeliani e il motivo principale per cui i pescatori vengono arrestati.
I due pescatori sono stati interrogati singolarmente, ma sono state fatte loro le stesse domande.
Gli investigatori israeliani hanno mostrato loro due mappe, informazioni su persone della famiglia e fotografie di abitazioni. Mohammed ha risposto loro che non conosceva le abitazioni mostrate, anche perché le foto sono state scattate da aerei in volo.
Poi i pescatori sono stati rilasciati verso le 22.30 di sera.
“Ad ogni barca confiscata, almeno 2-3 famiglie rimangono senza mezzi necessari per vivere”, ci dice Zacaria, volontario nell’ Union of Agricultural Work Committees.
Queste famiglie non sanno più come sfamare i loro figli.
L’intera famiglia Zidan è composta da 20 persone, tre famiglie, quella del padre Ahmed (60 anni), e quelle dei due figli pescatori Mohammed e di Zidan incluso i bambini.
Quattro persone della famiglia sono pescatori.
La vita di tutti dipendeva da quella piccola barca.
Era l’unica barca con cui potevano lavorare.
L’assurdità sta ora nel fatto che i soldati israeliani, una volta confiscata l’imbarcazione dei pescatori, chiedono ai pescatori di pagare il prezzo del posto barca nel porto di Ashdod.
In pratica, i soldati israeliani confiscano la barca, la portano al porto di Ashdod in Israele, e per rilasciarla richiedono il pagamento del posto barca nel porto di Ahdod. Tale prezzo supera il costo della barca.
I pescatori non possono affrontare una simile spesa.
Inoltre, quando Israele rilascia le barche, le rilascia senza motore.
Mohammed racconta anche che 6 mesi fa i soldati della Marina israeliana hanno preso le loro reti in mare.
“Hanno imposto il limite di 6 miglia ora, ma non ci hanno dato la libertà, continuano ad arrestarci”, afferma Mohammed. “Vorrei chiedere alle istituzioni internazionali di agire per fermare questi attacchi. Sei miglia equivalgono a 3 miglia per i pescatori, chiedo che fermino questi attacchi. Siamo 20 persone e non sappiamo più come vivere“.
La famiglia Zidan sta affrontando il momento più difficile ora, perché vivono già in condizioni di povertà, ora non hanno più nulla con cui poter vivere.
Cinque giorni prima, il 17 dicembre 2012, altri due pescatori erano stati arrestati e la loro barca era stata confiscata. I due pescatori sono Mos’ad Abdul Razeq Baker, 38 anni, e suo nipote Mohammed Tareq Abdul Razeq Baker, 20 anni, che stavano pescando a circa 7 miglia nautiche dalla costa. I soldati avevano sparato e Mos’ad era rimasto gravemente ferito da un proiettile alla gamba sinistra ed è stato trasportato al Barzilai Medical Center in Ashkelon, in Israele, mentre suo nipote è stato arrestato ed interrogato. La loro barca, no. 12935 è stata confiscata.  Il mio report sull’attacco qui: http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/un-pescatore-palestinese-ferito-dalla.html
Gli accordi per il cessate il fuoco del 21 novembre 2012 hanno stabilito che le forze militari israeliane devono “astenersi dal colpire i residenti nelle aree lungo il confine” e “cessare le ostilità nella Striscia di Gaza, via terra, via mare e via aria, compreso le incursioni e le uccisioni mirate.” Inoltre le autorità israeliane avevano dichiarato che i pescatori palestinesi avrebbero potuto raggiungere le 6 miglia dalla costa (mentre prima della guerra ai pescatori era concesso arrivare solo a 3 mgilia).
Tuttavia attacchi militari israeliani via terra e via mare si sono susseguiti a partire dal giorno successivo al cessate il fuoco, ed aerei militari israeliani hanno sorvolato costantemente il cielo della Striscia di Gaza.
http://ilblogdioliva.blogspot.com/2012/12/due-pescatori-arrestati-nelle-acque-di.html
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