Dura repressione israeliana della resistenza non-violenta. Ferita al capo una francese

Evidenza Resistenza nonviolenta – 4/2/2012

 Palestinian activist holds blood-soaked kuffiyeh that the French woman was wearing when struck by canister (photo: Omar Rahman)

Cisgiordania – InfoPal. Sono stati particolarmente duri gli scontri, nelle manifestazioni di ieri, tra dimostranti e soldati d’occupazione israeliani nella Cisgiordania occupata.

Teatro degli scontri sono stati Bil’in e Kafr Qaddoum.

Nel comunicato proveniente da Bi’lin si legge: “I militari israeliani hanno usato manganelli, proiettili, gas lacrimogeni, bombe assordanti, e cannoni ad acqua mescolata con sostanze chimiche.

Come risultato, decine di manifestanti sono stati feriti e altrettanti sono rimasti intossicati, tra questi vi sono diversi casi gravi.

Oltre all’opposizione a Muro d’Apartheid e insediamenti israeliani in terra palestinese, i manifestanti ieri hanno gridato slogan per “l’unità nazionale, la resistenza contro l’occupazione israeliana, la liberazione di tutti i detenuti palestinesi e la liberazione della terra”.

Ma ieri si è marciato anche in solidarietà con Khader ‘Adnan, leader del Jihad Islamico detenuto da Israele  in sciopero della fame da quasi due mesi, la cui vita “è piena  responsabilità di Israele”,hanno giridato i presenti.

Alcuni pneumatici sono stati incendiati nei pressi del Muro d’Apartheid.

Anche dal report fornito da Murad Eshtiwi, coordinatore del comitato per Kafr Qaddoum, si è riscontrato un durissimo ricorso della violenza da parte israeliana, anche contro donne e bambini che manifestavano.

L’episosdio più grave ha riguardato tuttavia, la marcia di Nabi Saleh, nella quale un’attivista francese, per la prima volta in Palestina, è stata raggiunta al capo da una candelotto lanciato a forte velocità dai militari d’occupazione israeliani.

Sebbene alcuni giovani in cima a una collina avevano lanciato dei sassi, l’espisodio è separato dalla marcia, del tutto non-violenta, con gente disarmata.

Activists carry injured French woman while the teargas canister burns in the background (photo: Omar Rahman)

Giunti a circa 25-20 metri di distanza dai soldati, questi hanno prontamente lanciato gas lacrimogeni e hanno sparato proiettili per respingere la folla.
Mentre gli scontri non accennavano a diminuire, già su Internet era partita la propaganda israeliana, a giustificazione del ferimento della ragazza francese.

Dall’esercito israeliano, il magg. Peter Lerner in persona scriveva su Twitter: “La ragazza è stata colpita da  pietre lanciate da un palestinese”.

Tuttavia, il video parla da sé, mentre chi scrive per +972 Blog di giornalisti locali – ‘Omar Rahman da Nabi Saleh – ha testimoniato di persona la dinamica: “Non c’è nessun palestinese dietro il ferimento della ragazza”.

Diffusa su Internet questa versione dei fatti, immediatamente la stessa fonte israeliana cambiava i toni della propria tesi, e scriveva che l’esercito avrebbe aperto un’indagine sull’accaduto.

© Agenzia stampa Infopal
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