…E anche una nave ebraica farà rotta su Gaza!

Attivisti ebrei e israeliani salperanno entro un mese per rompere l’assedio della Striscia. Una nave «ebraica», guidata da un capitano ebreo, con passeggeri quasi esclusivamente ebrei a bordo (tranne tre membri dell’equipaggio) si sta preparando a partire per la Striscia di Gaza.
Si tratta di una iniziativa organizzata da quattro gruppi ebraici pacifisti: Jews for Justice for Palestinians (GB), Juedische Stimme (Germania), American Jews for a Just Peace (USA) e European Jews for a Just Peace. La partenza è prevista entro un mese e per ragioni di sicurezza gli organizzatori non hanno ancora rivelato il porto d’imbarco.
Come le altre flottiglie che si sono dirette verso Gaza negli ultimi due anni, anche l’imbarcazione ebraica parte con lo scopo di violare la rigida chiusura israeliana della Striscia, in vigore ufficialmente dal giugno 2007 ma in realtà cominciata un anno prima, dopo la vittoria elettorale nei Territori occupati palestinesi del movimento islamico Hamas. Ma gli organizzatori hanno un obiettivo in più: distanziare l’Ebraismo dalla politica israeliana di occupazione delle terre palestinesi e dare visibilità a coloro che nella comunità ebraica internazionale non sono d’accordo con l’oppressione del popolo palestinese.
La nave porterà con sé un carico simbolico di approvvigionamenti medici da consegnare agli ospedali di Gaza, compresi un numero limitato di protesi e di attrezzature per la chirurgia ortopedica di base, oggetti che Tel Aviv non lascia entrare a Gaza per via dei materiali a base di ceramica e delle viti di titanio che contengono che, affermano gli israeliani, potrebbero avere anche un «uso militare»
Gli attivisti a bordo della nave ebraica hanno detto non ricorreranno ad una resistenza attiva nell’eventualità, piuttosto concreta, di un abbordaggio da parte della Marina militare israeliana. Allo stesso tempo hanno precisato che non accetteranno di far rotta verso il porto israeliano Ashdod e che attueranno una resistenza passiva non violenta.
Fra gli attivisti a bordo dell’imbarcazione si contano Nurit Peled-Elhanan, una pacifista ed una docente universitaria nota anche per aver perduto la figlia tredicenne, Smadar, in un attentato suicida palestinese nel 1997. Reuven Moskovitz, un sopravvissuto all’Olocausto e cofondatore della comunità arabo-ebraica di Neve Shalom.
«Parteciperò a questo viaggio con l’intento di aiutare i bambini di Gaza e per sottolineare i valori della religione ebraica», afferma Edith Lutz, una 61enne ebrea-tedesca che ha partecipato alla prima flottiglia contro l’embargo israeliano di Gaza nel 2008.
“Le mura da prigione che circondano Gaza contraddicono l’etica ebraica» dice Lutz. «La mia speranza – ha concluso l’attivista – è che questa piccola nave possa aiutare a costruire ponti tra i due popoli. Alla gente di Gaza, che conosce gli ebrei solo come soldati crudeli, la nave trasmetterà un messaggio diverso. Allo stesso tempo la nostra iniziativa esorterà gli israeliani a ripensare alle loro radici e ai valori importanti della loro fede”

(red) Nena News

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