E’ arrivata la tempesta

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admin | February 29th, 2012 – 3:54 pm

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Non si vede niente. Non si vede proprio niente. E dunque siamo vicini alla primavera.

Il primo khamasin dell’anno è arrivato. Al Cairo, dov’è stata scattata questa foto in cui si intravede il Nilo, postata su twitter da Ian Lee. E anche qui a Gerusalemme, appena fuori dalla Città Vecchia, dove il khamasin ha un sapore tutto locale.

Non solo una tempesta di sabbia in piena regola, che ha trasformato il cielo – in pochissimi minuti – in una coperta giallastra e ha riempito la casa di quell’odore tipico che sento ormai da dieci anni, il sapore della sabbia che penetra ovunque.

Subito dopo la tempesta di sabbia, è arrivato il temporale, pioggia violenta mescolata con il vento che fa piegare le punte dei cipressi e sbattere i rami delle palme. Si prevede neve, addirittura, qui a Gerusalemme, tra domani e sabato. Un cambio repentino, proprio quando l’aria aveva cominciato a profumare in quel modo inconfondibile, il modo che prelude alla primavera breve della Terra Santa. Eppure, nonostante il brusco calo delle temperature e il brutto tempo, è arrivato il khamasin. E il khamasin sì che è un preannuncio di primavera.

È un altro anno in Medio Oriente. Il tempo passa.

And if I am singing for joy from behind the frightened eyelids it is because the storm promised me wine… and new toasts and rainbows and because the storm brushed away the sound of lazy birds and the borrowed bushes from the standing trees

Mahmoud Darwish, Promises of the Storm, nella traduzione (trovata navigando) di As’ad AbuKhalil. E per la playlist, la versione che della poesia di Darwish ha fatto il grande Marcel Khalife.

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