Ebrei contro ebrei: il conflitto religioso dilania Israele (di Matthew Kalman)

Quello che si è andato sempre più rafforzando è un nazionalismo biblico aggressivo, determinato a imporre ad Israele il monopolio ortodosso sulla religione stessa, per legge, se necessario. Una deriva inquietante per lo stato d’Israele.

Decine di migliaia di ebrei ultraortodossi sono scesi in piazza in Israele per protestare contro una sentenza della Corte Suprema, dimostrando come la convivenza tra i gruppi più religiosi e le istituzioni laiche sia sempre più difficile nel paese.
In Israele la guerra culturale interna tra le comunità religiose e i tribunali laici è sfociata nelle piazze, quando decine di migliaia di ebrei ashkenaziti (europei) ultra-ortodossi hanno paralizzato le strade di Gerusalemme e il sobborgo di Bnei Brak a Tel Aviv con una marcia di protesta. Oggetto della loro indignazione era l’ordine di arresto nei confronti di 43 coppie per aver rifiutato di permettere alle figlie di frequentare una scuola religiosa dove si sarebbero mescolate con le figlie di ebrei religiosi mizrahiti (un termine che a volte si sovrappone a quello di ‘sefarditi’, e che si riferisce agli ebrei che provengono principalmente dal mondo arabo). Vestiti con i loro abiti del sabato, con alti cappelli e lunghi cappotti di seta nera finemente ricamati, gli uomini destinati al carcere sono stati portati a spalla da una folla danzante, che intonava canti per le strade di Gerusalemme, fino al quartier generale della polizia nel distretto della missione russa. Alcuni indossavano una cintura rossa decorata con la scritta “Santità per amore del cielo».
“Andiamo con la gioia nei nostri cuori”, ha detto il rabbino Eliyahu Biton mentre camminava verso il carcere, anche se 22 delle donne condannate e 4 degli uomini non si sono presentati. La manifestazione di giovedì è stata la più grande a Gerusalemme da quando manifestanti ultra-ortodossi si riunirono nel 1999 in una dimostrazione di forza contro i presunti pregiudizi antireligiosi della Corte Suprema di Israele. Il problema dell’insediamento di Emanuel è solo la punta dell’iceberg ultra-ortodosso che minaccia di far sprofondare lo stato di diritto in Israele. “Ciò può portare a una vera anarchia”, dice Hacohen. “Spero che lo stato di diritto prevalga, altrimenti la questione non finirà qui, con gli ultra-ortodossi ed altri che faranno lo stesso. Vorrei poter dire che la legge vincerà, ma non ne sono sicuro.”

(Time)

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