Egitto, assaltata l’ambasciata israeliana. Diplomatici in fuga a Tel Aviv

10 set 2011

Finisce alle 3 di notte la diplomazia del vecchio Egitto con Gerusalemme. Finisce con un aereo che decolla dalla pista dello scalo internazionale del Cairo in fretta e con l’aiuto dei militari statunitensi. Dentro il velivolo ci sono l’ambasciatore israeliano in Egitto, i suoi familiari, i membri dello staff della diplomazia israeliana e decine di cittadini dello Stato ebraico presenti nella capitale. Nelle stesse ore centinaia di manifestanti assaltavano l’ambasciata israeliana, buttavano giù un muro lungo un centinaio di metri e toglievano la bandiera con la Stella di David, su al diciottesimo piano.

Diplomatici israeliani (e non solo) in fuga. Gerusalemme in allarme. Stati Uniti in contatto continuo con il premier Benjamin Netanyahu e le autorità egiziane. Obama che chiede di rispettare i trattati internazionali. Mentre la polizia del nuovo Paese, anche nel cuore della notte, cercava di allontanare, a colpi di gas lacrimogeni, i connazionali che per tutto il giorno avevano chiesto la cacciata dell’ambasciatore israeliano. E che, alle quattro di notte lanciavano pietre contro le forze di sicurezza.

Era iniziato tutto nelle prime ore del pomeriggio. Quando centinaia di manifestanti si sono riversati davanti al muro e sotto gli occhi della polizia in tenuta antisommossa hanno preso a martellate le paratie di cemento, usando anche dei rudimentali arieti di sfondamento. Ad ogni pannello che rovinava a terra si levava un boato con lo slogan «Fuori! fuori!». Hanno chiesto l’espulsione dell’ambasciatore israeliano, i manifestanti. Soprattutto dopo l’uccisione di cinque guardie di frontiera egiziane in seguito agli attentati di Eilat e le mancate scuse israeliane. Ma dal governo provvisorio non è arrivata nessuna risposta. Così, a muro abbattuto, è partito l’assalto alle sedi diplomatiche.

 

 

Nel giro di pochi minuti l’ambasciata israeliana è stata invasa dai manifestanti. L’agenzia locale “Mena” a un certo punto ha scritto anche che erano stati lanciati dalle finestre dei documenti «confidenziali». Mentre un ragazzo, uno dei tanti, toglieva il vessillo dello Stato ebraico. Tra le urla di gioia di molti connazionali. «Sono solo brochure e moduli presi nell’ingresso dell’ambasciata», hanno però precisato gl’israeliani. E hanno negato che vi sia stata una vera e propria irruzione nell’edificio: «Solo qualcuno è riuscito a raggiungere giusto l’ingresso».

Che succede all’Egitto? È preda di rigurgiti di antisemitismo? Odio nei confronti d’Israele? Spirito di emulazione per quello che ha fatto la Turchia? Le spiegazioni, in tutte le tv egiziane, sono state tante. Ma su una cosa analisti e commentatori hanno concordato tutti: questo è soprattutto il risultato di mesi di frustrazione e di attese disilluse, di promesse fatte e poi non mantenute. Insomma: un problema contro il governo provvisorio del Cairo più che con Gerusalemme. Intanto, il ministero della Sanità ha fornito il bilancio provvisorio della giornata di follia: 520 feriti ed un morto. Quest’ultimo, si precisa, sarebbe deceduto in seguito a un arresto cardiaco.

Leonard Berberi

[ultimo aggiornamento: ore 4.05 del 10 settembre 2011]
http://falafelcafe.wordpress.com/2011/09/10/egitto-assaltata-lambasciata-israeliana-diplomatici-in-fuga-a-tel-aviv/

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