EGITTO: NOTE DALLE CARCERI DI SISI – di Enrico Campofreda

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tratto da: http://enricocampofreda.blogspot.com/2020/11/egitto-note-dalle-carceri-di-sisi.html

MARTEDÌ 24 NOVEMBRE 2020

E’ Hamada Al-Sawi, il superprocuratore egiziano che ‘si occupa’ nel suo Paese del caso Regeni, a decretare quale sarà la sorte dei tre arrestati dell’Egyptian Initiative Personal Rights.

Per come s’è mosso dalla data di assunzione dell’incarico, settembre 2019, c’è poco da sperare.

Voluto nel ruolo dall’entourage di Sisi, gode della fama di duro, per lui tutti coloro che gravitano nelle associazioni e ong della difesa dei diritti e della libera espressione possono essere considerati attentatori della sicurezza nazionale, dunque terroristi.

Un’accusa che può valere per chi la subisce la pena capitale o l’ergastolo.

Amici del trio dei recenti arrestati hanno diffuso sui sociali queste notizie: il direttore Abdel Razek è in isolamento in una cella, giaciglio senza materasso e rasatura dei capelli all’ingresso della prigione. Come da prassi tutti gli effetti personali gli sono stati sequestrati, non ha coperte e vestiti pesanti e soffre l’umidità del luogo. Non sembra per ora aver ricevuto trattamenti a base di tortura. Nell’incarico di responsabile dell’EIPR è stato sostituito da Hossam Bahgat.

Reclusi, ma in altre celle, i colleghi Mohammed Basher e Karim Ennarah. Quest’ultimo, recente sposo con una regista di documentari, l’inglese Jess Kelly, aveva preventivato un trasferimento in Gran Bretagna, passo per ora bloccato. La donna ha esposto il proprio dolore a un’emittente televisiva britannica.

Fra le consorti private dell’affetto del marito c’è Celine Lebrun Shaat, sposata con Rami Shaat figlio d’un ministro palestinese e di un’egiziana. L’uomo è prigioniero da un anno e mezzo.

Negli ultimi contatti con la moglie ha rivelato le condizioni di sovraffollamento della sua cella (tredici persone) con ovvia mancanza di spazio, di prevenzione dal Covid 19, d’igiene minima, visto che il luogo umido è infestato di scarafaggi e altri insetti.

Le guardie impediscono a parenti e amici di far giungere ai detenuti ogni genere di conforto e gli stessi insetticidi.

Ma questo, finché non si finisce in mano alle squadrette dei pestaggi e dei cavi elettrici, è il minimo…

 

http://enricocampofreda.blogspot.com/2020/11/egitto-note-dalle-carceri-di-sisi.html

 

 

 

 

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