Eran Rolnik: Netanyahu e la falsa definizione della parola ‘antisemita’

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domenica 21 giugno 2015

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Sintesi personale

Quando  a  Karl Lueger, sindaco antisemita di Vienna (1897-1910),  fu  chiesto come le sue opinioni antiebraiche non entrassero in contraddizioni con il fatto di avere amici ebrei, rispose “decido  chi è un Ebreo.”

Lo Stato di Israele si è da tempo arrogato il diritto di decidere chi è un Ebreo. Ora i nazionalisti stanno cercando di dettare al mondo la definizione solipsistica di chi è un antisemita.

Per la maggior parte degli israeliani l’antisemitismo è una parola vuota, visto che non conoscono il sapore amaro dell’ ostilità o della  discriminazione riservata alle persone di origine ebraica.

Gli israeliani cercano di colmare il divario tra la conoscenza dell’esistenza dell’ antisemitismo e la loro mancanza di esperienza diretta   attraverso l’ umorismo o la  confusione. Dietro ogni critica a Israele  dichiarano di avvertire l’odio storico verso gli ebrei. Nel 1970  se si dichiarava che Brigitte Bardot era più bella di Golda Meir, si era considerati  antisemita. Se la critica di Israele è particolarmente pungente, subito si fa riferimento a una persona con piccoli  baffi neri.

Gli europei trattano con più serietà  la lotta contro l’antisemitismo. Dieci anni fa l’Unione europea ha adottato una dettagliata formulazione dell’antisemtismo, elaborata congiuntamente da esperti provenienti da 15 paesi : “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, espressa come odio verso gli ebrei. Manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso gli individui ebrei o non ebrei e  alle loro proprietà, verso le istituzioni della comunità ebraica e verso le strutture religiose.”

Ci sono clausole aggiuntive: la negazione dell’Olocausto, il rifiuto del diritto del popolo ebraico all’autodeterminazione, il confronto dell’attuale politica di Israele con il nazismo, la percezione di considerare collettivamente gli ebrei responsabili delle azioni di Israele. Tuttavia la definizione dell’ UE contiene anche una frase che mira a prevenire l’uso improprio del termine  come  sta  facendo la diplomazia pubblica israeliana attualmente: “Tuttavia, la critica di Israele, simile a quella mossa contro qualsiasi altro paese non può essere considerata  antisemita “.

L’intenzione di Israele di delegittimare il BDS, movimento europeo per chiedere l’etichettatura dei prodotti provenienti dagli insediamenti, bollando l’iniziativa come espressione di antisemitismo non avrà successo. La lotta contro l’antisemitismo è troppo importante per poter essere utilizzata  da Israele in modo sovversivo e opportunistico. E’ una falsa interpretazione dell’antisemitismo  quella che il governo Netanyahu vuole imporre nella sua battaglia contro chi vuole  il  boicottaggio  e l’etichettatura dei prodotti provenienti  dagli insediamenti israeliani nei territori occupati.

Eran Rolnik : Netanyahu’s Israel is foisting a false definition on the word ‘anti-Semite’

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